Fondato nel 2010 dal giornalista francese Franck Finance-Madureira, il Queer Palm è un premio cinematografico indipendente assegnato ai lungometraggi e cortometraggi a tematica LGBT+ durante il Festival di Cannes. I film LGBTIQ+ in concorso partecipano nelle quattro sezioni principali del Festival: Sélection officielle, Un Certain Regard, La Semaine de la Critique, La Quinzaine des réalisateurs.
Insieme ai Teddy Awards de La Berlinale e ai “Queer Lion” de La Mostra di Venezia, il Queer Palm rappresenta il più importante premio cinematografico internazionale dedicato specificatamente al cinema LGBTIQ+.
Il Festival di Cannes 2024 è attualmente in corso. Quest’anno, 17 film sono in lizza per il premio, con una varietà di storie provenienti da diverse sezioni del festival, tra cui cinque candidati alla Palma d’Oro e altri presentati in varie categorie competitive e non. Lukas Dhont, vincitore passato del Queer Palm, presiede la giuria. Tra i film in concorso ci sono opere di registi affermati e emergenti, tra cui “Bird” di Andrea Arnold, “Emilia Perez” di Jacques Audiard e “Marcello Mio” di Christophe Honoré, che esplorano complesse dinamiche personali e sociali (in questo articolo approfondiamo la sinossi dei 17 film LGBTQIA+ in corsa per la Queer Palm).
Scopriamo quali sono, invece, i film vincitori dal 2010 al 2023 (nel 2020 il Festival di Cannes non si è svolto a causa della pandemia da Covid 19).
In questo articolo
- 1 2010: “Kaboom” di Greg Araki
- 2 2011: “Skoonheid”/“Beauty” di Oliver Hermanus
- 3 2012: “Laurence Anyways” di Xavier Dolan
- 4 2013: “Stranger by the lake” – “Lo sconosciuto del lago” di Alain Guiraudie
- 5 2014: “Pride” di Matthew Warchus
- 6 2015: “Carol” di Todd Haynes
- 7 2016: “The Lives of Thérèse” di Sébastien Lifshitz
- 8 2017: “BPM (Beats per Minute)” / “120 battiti al minuto” di Robin Campillo
- 9 2018: “Girl” di Lukas Dhont
- 10 2019: “Portrait of a Lady on Fire” – “Ritratto della giovane in fiamme” di Céline Sciamma
- 11 2020: Il Festival di Cannes è stato annullato a causa della pandemia di COVID-19, quindi non è stato assegnato alcun premio Queer Palm.
- 12 2021: “La Fracture” di Catherine Corsini
- 13 2022: “Joyland” di Saim Sadiq
- 14 2023: “Femme” di Sam H. Freeman e Ng Choon Ping
2010: “Kaboom” di Greg Araki
“Kaboom” è un film del 2010 del regista Gregg Araki. Il titolo è un’onomatopea e fa riferimento il suono di un’esplosione. Presentato fuori concorso alla 63esima edizione del Festival di Cannes, “Kaboom” ha vinto il Queer Palm per il miglior film a tematica LGBT del Festival.
Il film racconta le vicende di Smith, un ragazzo di 19 anni questioning, ovvero il cui orientamento sessuale non è ancora ben chiaro. Smith va a vivere con Thor e Stella e scopre di essere fortemente attratto dal suo coinquilino etero. Alcuni sogni ricorrenti lo mettono ancora di più in confusione.
2011: “Skoonheid”/“Beauty” di Oliver Hermanus
Il film di Oliver Hermanus affronta il tema dell’omofobia, del razzismo e dell’omosessualità repressa in Sudafrica.
“Beauty” (titolo originale “Skoonheid”) ha come protagonista François, un cinquantenne afrikaner che si innamora del giovane Christian. François dovrà combattere, soprattutto, contro la propria omosessualità repressa, che non lo rende felice. Riuscirà mai ad accettarsi e a vivere pienamente le sue emozioni? Niente spoiler. Lo scoprirai vedendo il film, che si è aggiudicato la Queer Palm nel 2011 al Festival di Cannes.
2012: “Laurence Anyways” di Xavier Dolan
“Laurence Anyways e il desiderio di una donna… (Laurence Anyways)” è un film del 2012 diretto da Xavier Dolan. Il film è stato presentato al festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard e ha conquistato ben due premi: Suzanne Clément ha vinto come migliore attrice e il regista ha vinto il Queer Palm.
Il film racconta il coming out e il percorso di transizione di una donna transgender: un tema non facile, ma che il regista e lə protagonistə hanno affrontato egregiamente. Questo film è decisamente uno dei migliori della produzione di Xavier Dolan.
2013: “Stranger by the lake” – “Lo sconosciuto del lago” di Alain Guiraudie
Scritto e diretto da Alain Guiraudie e presentato nella sezione Un certain Regard del Festival di Cannes, “Lo sconosciuto del lago” ha vinto il Queer Palm nel 2013 durante la 66esima edizione della mostra cinematografica francese.
Il film è un thriller ambientato sulle sponde di un lago molto noto tra gli omosessuali, un luogo di battuage dove è avvenuto un omicidio, che vede come vittima uno degli abituali frequentatori.
Il film, seppur sia stato al centro di controversie per scene di sesso esplicite e la visione di nudi integrali, è riuscito ad ottenere il premio più ambito per le produzioni LGBT+.
Nel 2014, l’attore Pierre Deladonchamps, che interpreta Franck, ha vinto il premio César come “miglior promessa maschile”. Il premio César è il riconoscimento cinematografico assegnato ogni anno dal 1976 dall’Académie des arts et techniques du cinéma ai migliori film e ai professionisti del cinema francese.
2014: “Pride” di Matthew Warchus
Tra i migliori film lungometraggi a tematica LGBTQ, che abbiamo inserito spesso nelle nostre classifiche, c’è “Pride”, un film del 2014 diretto da Matthew Warchus che, tra i tanti premi, ha vinto anche il Queer Palm.
Il film è ambientato a Londra nel 1984 e racconta le lotte di un gruppo LGBT+ a favore dei minatori vessati dalle scelte politiche di Margaret Thatcher. Un film di successo che tratta molti altri temi, tra cui il coming out, l’omofobia e l’esplosione dell’AIDS durante i primi anni Ottanta.
2015: “Carol” di Todd Haynes
Basato sul romanzo d’amore del 1952 The Price of Salt (conosciuto anche come Carol) di Patricia Highsmith, il film diretto da Todd Haynes vede come protagoniste due grandi attrici, come Cate Blanchett e Sarah Paulson.
Il lungometraggio racconta la storia di una giovane aspirante fotografa, Therese Belivet, e il suo rapporto d’amore con Carol Aird, una donna alle prese con un difficile divorzio.
Il regista del film ha vinto il Queer Palm al Festival di Cannes, mentre l’attrice Rooney Mara, che interpreta Therese, ha vinto il premio per la miglior interpretazione femminile.
2016: “The Lives of Thérèse” di Sébastien Lifshitz
Presentato alla 69ª edizione del Festival di Cannes, nella sezione Quinzaine des Réalisateurs e vincitore delvQueer Palm, “Les vies de Thérèse” è un documentario del 2016 diretto da Sébastien Lifshitz che racconta la storia di Thérése Clerc, una delle più importanti figure delle lotte femministe e per i diritti LGBTQ+.
2017: “BPM (Beats per Minute)” / “120 battiti al minuto” di Robin Campillo
“120 battiti al minuto”, scritto e diretto da Robin Campillo, è un film del 2017 che ha ottenuto numerosi riconoscimenti. Tra questi il Queer Palm al Festival di Cannes, il premio come miglior film in lingua straniera ai New York Film Critics Circle Awards e il Premio César come miglior film.
Oltre a raccontare le lotte degli attivisti di Act-Up Paris durante la pandemia di AIDS dei primi anni Novanta, il film “120 battiti al minuto” è anche una storia d’amore intensa tra i protagonisti Nathan e Sean.
Il titolo del film fa riferimento ai 120 battiti al minuto della musica pop dei primi anni novanta.
2018: “Girl” di Lukas Dhont
“Girl” di Lukas Dhont, un film belga presentato in concorso nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes nel 2018 , ha come soggetto principale il desiderio di una ragazza transgender MtF di diventare una stella del balletto classico. Il percorso di transizione è irto di ostacoli, tra la transfobia delle proprie compagne e l’impazienza tipica dell’età adolescenziale della protagonista.
Il film ha ottenuto numerosi premi, tra cui il Queer Palm, il premio del pubblico per il miglior film europeo al Festival internazionale del Cinema di San Sebastian, il premio Magritte per il miglior film fiammingo ed è stato candidato ai Golden Globe e agli Oscar nel 2019 come miglior film straniero.
2019: “Portrait of a Lady on Fire” – “Ritratto della giovane in fiamme” di Céline Sciamma
Film di genere drammatico-storico, “Il ritratto della giovane in fiamme” di Céline Sciamma è ambientato nel 1770 e racconta la storia d’amore tra una pittrice di talento ed una ragazza appena uscita dal convento per andare in sposa all’uomo a lei destinato. Una storia d’amore appassionata che si è aggiudicata l’apprezzamento da parte della giuria del Festival di Cannes, la quale ha consegnato alla regista il Queer Palm e il Prix du scénario, il premio assegnato alla miglior sceneggiatura dei film presentati in concorso nella selezione ufficiale.
2020: Il Festival di Cannes è stato annullato a causa della pandemia di COVID-19, quindi non è stato assegnato alcun premio Queer Palm.
2021: “La Fracture” di Catherine Corsini
“La Fracture”, diretto da Catherine Corsini e rilasciato nel 2021, è un film drammatico che esplora le tensioni sociali e personali all’interno di un ospedale francese durante una violenta protesta dei gilet gialli. La trama si concentra su Raf (interpretata da Valeria Bruni Tedeschi) e Julie (Marina Foïs), una coppia lesbica in crisi. La notte in cui decidono di separarsi, Raf subisce un infortunio e viene portata in pronto soccorso, dove le tensioni stanno esplodendo sia tra il personale che tra i pazienti a causa della protesta e della crisi sanitaria.
All’ospedale, incontrano Yann (Pio Marmaï), un camionista ferito e attivista dei gilet gialli, il cui arrivo intensifica ulteriormente le dinamiche già tese. Nonostante le differenze ideologiche, Raf, Julie e Yann sono costretti a confrontarsi con le loro paure, speranze e pregiudizi, trovando una solidarietà inaspettata tra loro. Il film usa il microcosmo dell’ospedale per riflettere le fratture più ampie della società francese contemporanea.
“La Fracture” ha ricevuto elogi per la sua regia energica e le intense performance del cast, in particolare quella di Valeria Bruni Tedeschi. Il film ha vinto la Queer Palm al Festival di Cannes 2021. Inoltre, il film è stato selezionato per competere per la Palma d’Oro, e ha ricevuto una nomination ai César Awards nella categoria miglior attrice per Valeria Bruni Tedeschi.
2022: “Joyland” di Saim Sadiq
“Joyland“, diretto da Saim Sadiq, è un film rivoluzionario del 2022 che ha segnato un importante momento per il cinema pakistano. Il film esplora tematiche relative ad identità di genere, desiderio e conformità sociale in Pakistan, una società fortemente patriarcale.
La trama si concentra su una famiglia patriarcale di Lahore desiderosa di avere un erede maschio. Haider, il protagonista, è l’unico figlio maschio della famiglia e vive una vita sottomessa sotto il controllo del padre autoritario. Lavora in un teatro dove incontra Biba, una donna trans* e ballerina, che diventa una fonte di fascino e confusione per Haider. Man mano che si sviluppa una relazione tra i due, Haider inizia a mettere in discussione il binarismo di genere e le aspettative familiari, portando a sconvolgimenti sia personali che familiari.
“Joyland” ha ricevuto elogi internazionali per la sua narrativa e la sua delicata rappresentazione delle vite delle persone trans* in Pakistan. Il film ha vinto la Queer Palm al Festival di Cannes 2022, diventando il primo film pakistano a essere premiato a Cannes. Ha anche ricevuto il Premio della Giuria nella sezione Un Certain Regard del festival, sottolineando il suo impatto e la sua importanza critica. Inoltre, “Joyland” è stato presentato come candidato ufficiale del Pakistan per l’Oscar al miglior film internazionale.
