Non sono una Signora, l’appello del direttore artistico Nick Cerioni: “Rifacciamolo”

"Prima o poi sono certa riusciremo a tornare. Tremate tremate le drag non se ne sono mai andate", ha precisato Alba Parietti ad un anno esatto dalla fine della prima e ultima stagione del programma. Cancellato da TeleMeloni.

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Non sono una Signora, l'appello del direttore artistico Nick Cerioni: "Rifacciamolo" - Non sono una Signora Alba Parietti - Gay.it
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Poco più di un anno fa, era il 27 luglio del 2023, su Rai2 finiva la prima e ultima stagione di Non sono una signora, drag show che ha seriamente rischiato di non andare mai in onda, pur essendo stato girato, montato e ammortizzato nelle spese. Questo perché a lungo rinviato, fino alla messa in onda in piena estate, in prima serata e senza alcun tipo di traino. Nessuna promozione, nessuna pubblicità in altri programmi Rai, nessuna conferenza stampa di presentazione. Alba Parietti (qui da noi intervistata), sua conduttrice, così come giudici e autori (qui la nostra intervista a Nick Cerioni), si spesero in prima persona per darne notizia, rilasciando interviste in piena autonomia. Per mamma Rai Non sono una Signora non è quasi esistito, se non fosse per il riscontro Auditel. Clamorosamente positivo.

87.000 telespettatori e il 6,56% di share al debutto. Rialzo al 7,52% di share con 1.054.000 telespettatori 7 giorni dopo. Un altro 7,16% alla 3a puntata, seguita da un 6,61% e da un 6,69%. Media finale di 927.000 telespettatori, con il 6,91% di share. Per la media in prime time di Rai2 un trionfo meritevole di comunicati stampa e rinnovo automatico. Ma nulla si è mosso.

Dopo un anno, nessuno ha ancora mai parlato di una nuova stagione di Non sono una signora, che su TeleMeloni evidentemente qualcuno non voleva. E continua a non volere, se solo non fosse per quei numeri Auditel e quel riscontro critico che giusticherebbero un più che meritato rinnovo. E allora proprio Alba Parietti, sua concuttrice, è tornata a chiederne conto su Instagram.

Parietti ha definito “inspiegabile” la sua assenza in palinsesto, ma ad oggi non ha ancora “rinunciato e sperato di rifarlo e lo sanno bene i dirigenti Freemantle con i quali parlo regolarmente. È chiaro che non è ideale per la linea editoriale Rai, ma è un programma allegro, inclusivo e divertente che non ha offeso nessuno, anzi quando il vaso di Pandora (su un programma rimandato di messa in onda per 4/5 volte inspiegabilmente) è andato in onda è stato travolto positivamente da un’ondata di seguaci, in testa sul web come programma trending topics ed è diventato subito un cult. È vero che ne parlo poco pubblicamente, ma non ho mai abbandonato e gli addetti ai lavori lo sanno bene. Era un gruppo di lavoro meraviglioso a cui si deve il merito della riuscita del programma a cui tutti hanno lavorato con grandissimo entusiasmo. Semplicemente lo proteggo perché ci ho creduto allora e ci credo oggi. E lo sanno bene gli stessi dirigenti Rai. Semplicemente io “ sono una signora” e non amo fare la vittima o stare in chiesa a dispetto dei santi. Prima o poi sono certa riusciremo a tornare. Tremate tremate le drag non se ne sono mai andate. Firmato Alba Pajette e le sue trans (anche se la più trans sono fieramente io)”.

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A queste parole si sono aggiunte quelle di Nick Cerioni, direttore artistico del programma. “Speriamo di rifarlo presto. Fare il direttore artistico di un programma così amato è stato una figata. Rifacciamolo dai”.

Esattamente come Drag Race Italia, che è in cerca di una nuova casa dopo l’addio a Paramount+, anche Non sono una Signora è finito in un limbo produttivo e distributivo che puzza trementamente di censura. A chi fanno paura le drag queen nel nostro Paese?

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