Non sono una Signora, intervista al direttore artistico Nick Cerioni: “Vi spiego il nostro drag show per famiglie!”

È ormai tutto pronto per il nuovo programma drag di Rai2, in partenza il 7 dicembre con Alba Parietti conduttrice.

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Non sono una Signora, intervista al direttore artistico Nick Cerioni: "Vi spiego il nostro drag show per famiglie!" - Nick Cerioni - Gay.it
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Finalmente ci siamo. Partirà il 7 dicembre su Rai2 in prime time Non sono una signora, drag show condotto da Alba Parietti che adatterà il format originale olandese Make Up Your Mind. Quattro puntate più una finalissima con 20 misteriosi concorrenti (5 a puntata) chiamati a trasformarsi in vere e proprie drag queen, al cospetto di una giuria drag e una giuria talent che dovrà provare ad indovinare chi si cela dietro trucco, parrucco e lustrini.

Ne abbiamo parlato con Nicolò Cerioni, per tutti Nick, stylist più famoso d’Italia che negli anni ha lavorato ai look di Laura Pausini, Jovanotti, Achille Lauro, Tananai e Maneskin, fresco di Fashion Community Award come Stylist of the Year e qui al suo esordio assoluto come direttore artistico di un programma.

Nick partiamo dal principio. Come si sviluppa Non sono una signora. Che tipo di programma è.

“Ci sono 5 personaggi famosi, uomini, solitamente lontani dal mondo drag, che per la prima volta, grazie all’aiuto delle nostre 3 giurate drag professioniste, ovvero Vanessa Van Cartier, 42enne drag queen belga-olandese campionessa della 2a edizione di Drag Race Holland, Maruska Starr, vista nel “muro” di “All Together now”, ed Elecktra Bionic, prima storica vincitrice di Drag Race Italia, dovranno diventare delle drag queen. Dovranno abbracciare un’identità drag. Avranno un nome drag, una personalità drag, con un mondo specifico di riferimento. Dovranno quindi sfidarsi in delle prove. Quella del catwalk, quella del lyp-sinc e la prova del discorso per la vittoria. Puntata dopo puntata queste concorrenti verranno eliminate dalle nostre 3 drag giurate, da professioniste drag. Una volta che il personaggio viene eliminato entra in gioco il panel vip, che dovrà provare a svelarne l’identità. Solo le giurate drag sanno chi siano questi personaggi. Il panel vip li vede solo sul palco, dovranno indovinarlo da indizi su abito, grafiche, canzoni, dalle movenze. Tutti i concorrenti non possono parlare. L’unica cosa che possono dire, quando rimarranno in due in ogni finale di puntata, è “Non sono una Signora””.

Quindi i nomi dei concorrenti non saranno annunciati?

“Assolutamente no, sono solo uscite indiscrezioni. Questo è un game show fondamentalmente. Chi vince la puntata vola in finale, dove le 4 finaliste delle precedenti 4 puntate, le cui identità non sono mai state svelate, si sfideranno per il titolo”.

C’è il rischio di uno show en-travesti alla Tale e Quale Show, alla Bagaglino dei tempi che furono?

“No. C’è un lavoro incredibile, abbiamo voluto proprio rifuggire dall’effetto en-travesti. Il programma originale è un programma molto rispettoso del mondo drag, qui rappresentato nella pienezza di tutte le sue sfumature. È un grande omaggio al mondo drag. Abbiamo inoltre 3 drag internazionali in giuria, sono una garanzia. Nessuno ha voluto scimmiottare il mondo femminile in primis, c’è un grandissimo rispetto per la cultura drag. Non a caso quando in ogni puntata si svela il personaggio, tutti hanno voluto ringraziare il programma per avergli fatto scoprire un mondo per loro inedito, che è fatto di cultura, passione, movimenti, di grande coraggio e libertà. Personaggi che abbracciano tutto il mondo dello spettacolo italiano, con tante età diverse. È un programma che con grande leggerezza e divertimento farà anche riflettere. Un programma per tutti, da far vedere anche ai bambini e alle famiglie, perché è un family show”.

Il panel composto dai 4 giurati ‘famosi’ è stato invece scelto partendo da quali basi?

“Volevamo un panel allegro, efficace, che fosse anche aperto nei confronti del mondo drag e che facesse divertire il pubblico. Abbiamo due icone gay come Cristina D’Avena e Sabrina Salerno, la mitica Mara Maionchi e un uomo lontano dal mondo drag come Filippo Magnini, che si è rivelato un incredibile investigatore”.

Le 3 giurate drag avranno una grande responsabilità. Come siete arrivati a Vanessa Van Cartier?

“Vanessa è stata una grande scoperta, è una grandissima professionista, è una donna di una grande sensibilità umana. Vanessa è una donna trans* che fa la drag queen, ed è cresciuta in Italia. Parla italiano. Ha anche una storia di rivalsa. Ha raccontato come la sua famiglia abbia avuto difficoltà ad accettare la sua transizione, poi ha fatto un grande percorso con tutta la sua famiglia, che non a caso è venuta in studio a vedere il nostro show. Ed erano molto orgogliosi che Vanessa fosse in Italia. È un grande onore averla ed è bellissimo vedere con quanta sensibilità si sia rapportata ai personaggi e come i personaggi si siano aperti a lei. Lo stesso vale per Elecktra, bellissima, e Maruska, che è un po’ il lato più verace e simpatico. Loro 3 insieme sono pazzesche, dovrebbero fare le vallette a Sanremo”.

Questo programma arriva nel pieno della 2a stagione di Drag Race Italia. Quali sono le differenze tra i due programmi?

“Ce ne sono molte. Drag Race è LA competizione drag per eccellenza, ha aperto le porte a tutti. Ma le differenze sono tante. Qui abbiamo personaggi famosi che mai hanno pubblicamente indossato dei tacchi, mentre Drag Race è una competizione tra drag professioniste. Quello è più un talent show, il nostro è più un game show, ma allo stesso tempo va a parlare dell’arte drag. Anche per chi non l’ha mai conosciuta. Il nostro è un programma per famiglie”.

Padrona di casa, Alba Parietti. Come ci è finita in questo programma e come si è trovata nel condurlo?

“Benissimo, è stata una padrona di casa pazzesca, è un’icona gay, si è divertita molto nell’affrontare questo mondo. All’inizio della sua carriera ha raccontato di aver frequentato la scena club torinese e il mondo drag di quei locali. Era importante che ci fosse una donna a condurre il programma, oltre ad avere un panel quasi tutto femminile, anche perché l’arte drag non è solo per uomini. Il mondo drag non ha mai svilito la figura della donna ma anzi l’ha innalzata, nessuna drag ha mai offeso una donna vestendosi da donna, è un rendere omaggio”.

Per te il ruolo inedito di direttore artistico. Come ti sei trovato, che esperienza è stata?

“Benissimo, esperienza bellissima, mi sono divertito tantissimo. Ringrazio Fremantle e Rai, spesso considerata legnosa e invece ho lavorato con un grande team. Grafiche bellissime, scenografia da urlo, luci, regia, uno studio stupendo, è stato un lavoro molto lungo. Da prima dell’estate, mentre formavamo il cast lavoravamo ad ogni minimo particolare. È un piccolo gioiello questo nostro programma”.

Andrete in onda su Rai2, in un preciso momento storico che vede la destra al governo. Quanto credi sia importante uno show simile sulla Rai e perché?

“È importantissimo in questo momento storico perché ribadisco questo è uno show per tutti. Anche una persona che ha timore di quel mondo, si ricrederà, perché capirà che il mondo drag non fa volgarità, è da sempre identificato con il sorriso, dai primi Pride, dalle prime lotte. Essere leggeri nella profondità, è quello che le drag da sempre ci insegnano. Vestirsi è un atto politico, perché ancora oggi si rischia di essere insultati e picchiati, ma allo stesso tempo le drag ci fanno sognare, divertire, ridere, cantare. Sono sicuro che piacerà anche ai conservatori, invito anche il nuovo Governo a guardarsi Non sono una Signora e divertirsi, perché è divertente. Quando scopriranno chi si cela dietro le drag concorrenti, scopriranno personaggi insospettabili”.

Non ti aspetti polemiche?

“Forse ci saranno ma sarebbero infondate, perché il programma è davvero per tutti. Non c’è niente che possa essere offensivo per nessuno”.

Da un punto di vista tecnico, cosa dobbiamo aspettarci.

“Abbiamo avuto grande fiducia da parte della Rai, con un team straordinario che ha trasformato le drag in maniera incredibile. Abbiamo costumi pazzeschi di Jo Mario Contini con cui io lavoro spesso che ha fatto costumi che non hanno nulla da invidiare al Drag Race americano. Idem il team di trucco, con 5 nuovi star del make up, giovanissimi, che hanno fatto trucchi e parrucche spettacolari. Sono drag che potrebbero davvero partecipare a Drag Race America, con una media di 6 ore di trucco ogni giorno”.

Considerando che andrà in onda sulla tv generalista e non su piattaforme streaming, che aspettative Auditel avete?

“Io personalmente non ne ho, poi ne parlerà sicuramente il direttore in conferenza stampa. Rai 2 sta sperimentando. Ce lo ha dimostrato in questo ultimo ciclo di vita, con personaggi come Cattelan, Fagnani, Drusilla, Ceran. È interessante vedere che una rete generalista, a prescindere dagli ascolti, investa sulle novità. È un po’ la grandezza del servizio pubblico, c’è la rete ammiraglia che deve fare risultati e le altre due che possono fare tv di qualità e io credo che Non sono una Signora sia un prodotto di grandissima qualità”. “Con mille difficoltà siamo riusciti a fare un gioiello delicato, divertente, profondo, con momenti persino commoventi”.

Sul fronte ‘rappresentazione LGBTQI+’, cos’altro puoi dirci. Qualche anticipazione?

“Nel nostro cast artistico abbiamo tanta varietà umana, ho lottato molto per far capire la necessità di un cast eterogeneo. Non solo abbiamo un grande corpo di ballo, ma abbiamo anche 3 rappresentanti della ball room. Abbiamo nel cast fisso la mitica B. Fujiko, che è un po’ la madre del vogueing in Italia, e due ballerini, Cesare e Gian. Abbiamo il vogueing in prima serata su Rai2, rappresentato dalla sua massima figura in Italia. B. Fujiko è l’unica rappresentate della House of Ninja in Italia, che è LA casa del vogueing a New York, la casa che ha insegnato vogueing a Madonna”. “Noi abbiamo voluto rappresentare tutto ciò che ha reso grande l’arte drag. Il nostro è un programma rispettoso, ci sono le beauty queen, una donna trans drag, il vogueing che è legatissimo sia al mondo gay che al mondo drag. Siamo davvero rappresentati, in questo programma, e tutto è omogeneo. Questa è una cosa potente perché ti fa capire la normalità del nostro mondo, quanta cultura c’è, quante persone straordinarie esistono. E i nostri concorrenti questo l’hanno capito”.

Capisco che non possiamo fare nomi, ma i 20 concorrenti come hanno affrontato la trasformazione in drag queen?

“Si sono enormemente divertiti. Poi quando hanno indossato i tacchi per la prima volta e si sono visti in drag, sono diventati competitivi. Volevano tutti vincere! Volevano tutti essere più bravi degli altri, con più ballerini, più grafica, più coreografia. Regine totali. Qualcuno ha annunciato che non abbandonerà mai più quel personaggio. Si sono tutti calati meravigliosamente nella parte, facendo cose incredibili”. “Alcuni di loro a dir poco sorprendenti”.

Salutando Non sono una Signora, Sanremo si avvicina. Tu da anni sei un po’ il marchio del palco dell’Ariston. A breve Amadeus annuncerà i nomi dei cantanti in gara. Senza fare spoiler, potremo ritrovarti anche quest’anno al Festival con i tuoi look?

“Lo spero, oggettivamente anche i cantanti non sono sicuri di esserci. Presentano i brani e poi tutto tace. Ma ci sono degli artisti con cui lavoro che hanno presentato dei brani. Spero che almeno due di loro vadano perché sarebbe bello vederli e rivederli al Festival. Speriamo”.

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