Luca Guadagnino e il sesso mancante in Chiamami col tuo nome: “È un film sull’amore, non sulla lussuria”

Dopo 8 anni si torna a parlare del capolavoro di Luca Guadagnino, con il regista che rivendica: "Non sono schizzinoso. Non lo sono. Se devo mostrare cos'è il sesso, lo mostro".

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Archiviati Challengers e Queer, incredibilmente snobbati agli Oscar 2025, Luca Guadagnino è attualmente al lavoro sulla post produzione di After the Hunt, thriller conteso tra Cannes e Venezia, con altri 5 titoli in fase di sviluppo: Camere Separate di Pier Vittorio Tondelli, un nuovo adattamento di American Psycho, il DC Comic Sgt. Rock che avrebbe perso Daniel Craig come protagonista, l’adattamento di I Buddenbrook di Thomas Mann e Leading Men, pellicola sulla storia d’amore tra Tennessee Williams e Frank Merlo.

Chiamami col tuo Nome è un film pudico?

Chiamami col tuo nome

Ma quando si fa il nome di Luca Guadagnino è impossibile non pensare al suo film più amato, premiato, celebrato, Chiamami col tuo nome, uscito nel 2017, candidato a 4 premi Oscar e in grado di vincere la statuetta per la miglior sceneggiatura non originale firmata James Ivory. Proprio Ivory, all’epoca, polemizzò a distanza con il regista, che a suo dire aveva cancellato le scene di sesso tra i due protagonisti con annessi full frontal dei due attori perché sia Armie Hammer che Timothée Chalamet firmarono clausole contrattuali che proibivano la completa nudità frontale.

Intervistato da Fantastic Man, il regista è tornato sull’argomento e sulla chiacchierata scena di intimità tra Elio Perlman e Olive, in cui la cinepresa vira verso la finestra aperta senza soffermarsi sui due attori. Una scelta consapevole, ha precisato Guadagnino, per lasciare da soli i due amanti.

Non volevo fare un film sulla lussuria di due corpi. Chiamami col tuo nome è un film sull’amore”. “Non si tratta mai di mostrare un momento di sesso spinto, o qualsiasi tipo di sesso stessero facendo. Non so come questi ragazzi facessero sesso. Non è questo il punto“.

Chiamami col tuo nome

Guadagnino ha negato di aver auto-censurato il film per consentire alla storia di arrivare ad un pubblico più mainstream: “Non è mai stato preso in considerazione. Nessuno pensava, mentre stavamo girando, che stessimo facendo un film mainstream sull’amore gay, o che avremmo avuto un pubblico enorme. Chi avrebbe potuto immaginarlo? L’idea che noi potessimo decidere di non voler mostrare cosa potesse significare quando due ragazzi scopano, è assurda!”.

Guadagnino ha giustamente ricordato come in tantissimi suoi film il sesso e il nudo siano ampiamente presenti, tanto da non poterlo certamente definire un autore “pudico”.

Ho realizzato un cortometraggio nel 1997 intitolato Qui. Avevo 24 o 25 anni quando l’ho girato per poi presentarlo al Taormina Film Festival. Era una rappresentazione di 16 minuti di un pompino. Non sono schizzinoso. Non lo sono. Se devo mostrare cos’è il sesso, lo mostro“.

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James Ivory vs. Luca Gadagnino

Chiamami col tuo nome

Queer, in tal senso, è lì a dimostrarlo. La polemica nei confronti di Chiamami col tuo nome è nata nel 2018 per bocca di James Ivory, che contestò pubblicamente la scelta del regista di tagliare le scene di sesso da lui sceneggiate. “Quando Luca dice di non aver mai pensato di mettere delle scene di nudo nel film, non dice assolutamente la verità“, tuonò all’epoca Ivory dalle pagine del The Guardian. “Era seduto in questa stessa stanza in cui mi trovo io ora, quando mi parlava di come le avrebbe girate, perciò quando sostiene che sia stata una conscia decisione estetica, beh… sono solo stronzate”. “Quando nei film vedi persone che hanno appena fatto l’amore aggirarsi decorosamente coperte da lenzuola, io l’ho sempre trovato fasullo. Non mi è mai piaciuto farlo e infatti non l’ho mai fatto. Per me è molto più naturale mostrare le cose anziché nasconderle, o fare come ha fatto Luca, cioè spostare la macchina da presa fuori dalla finestra verso degli alberi”.

Luca Guadagnino: “Ogni grande film è un film gay”

In una più recente intervista di 40 minuti con Video Club, dove ha parlato delle sue più grandi ispirazioni cinematografiche, da American Psycho a La Grande Illusion, Luca Guadagnino ha invece affermato che “non esiste un film che non sia gay se è grandioso, o almeno queer, ma non ‘queer’ nel senso che intendiamo [oggi], ma nel senso che è fuori dal centro delle cose, obliquo e spezzato“.

Il boom di Chiamami col tuo Nome

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Accolto da recensioni entusiastiche e in grado di vincere decine e decine di premi in tutto il mondo, Chiamami col tuo Nome è il terzo e ultimo film della “trilogia del desiderio” di Guadagnino, dopo Io sono l’amore (2009) e A Bigger Splash (2015), con 3 nomination ai Golden Globe e 4 agli Oscar, uno dei quali vinto (per la sceneggiatura non originale di James Ivory). Tratto dall’ominimo romanzo di André Aciman, poi autore del sequel Cercami, Chiamami col tuo Nome racconta la storia d’amore tra Elio (Timothée Chalamet) e Oliver (Armie Hammer), dichiaramante pronti a tornare per l’ipotetico capitolo due. A completare il cast Michael Stuhlbarg, Amira Casar, Esther Garrel e Victoire Du Bois.

Ambientato nell’estate del 1983, tra le province di Brescia e Bergamo, il film ruota attorno ad Elio Perlman, un diciassettene italoamericano di origine ebraica che vive con i genitori nella loro villa del XVII secolo. Un giorno li raggiunge Oliver, uno studente ventiquattrenne che sta lavorando al dottorato con il padre di Elio, docente universitario. Elio viene immediatamente attratto da questa presenza che si trasformerà in un rapporto che cambierà profondamente la vita del ragazzo…

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