Sei nazioni europee hanno emesso avvisi di viaggio per i cittadini transgender in volo verso gli Stati Uniti a causa dei recenti ordini esecutivi firmati da Donald Trimp che impongono ai dipendenti federali di non riconoscere più le identità trans. Questi Paesi sono Germania, Finlandia, Regno Unito, Danimarca, Paesi Bassi e Francia. La maggior parte di questi Paesi ha consigliato ai viaggiatori trans e non binari di contattare le ambasciate statunitensi prima di recarsi negli Stati Uniti.
L’America di Trump fa paura
Questo perché da quando si è insediato il presidente Donald Trump gli Stati Uniti sono diventati più ostili agli stranieri e alle persone LGBTQ+. Trump ha subito firmato un ordine esecutivo transfobico che ha costretto il Dipartimento di Stato a bloccare il rilascio di passaporti con un indicatore di genere non binario “X” o indicatori di genere che non riflettano il sesso assegnato a una persona alla nascita. Il Segretario di Stato Marco Rubio ha subito ordinato al personale del Dipartimento di Stato di sospendere qualsiasi domanda che richiedesse un indicatore di genere X. Ma i problemi non riguardano solo gli statunitensi transgender bensì anche i turisti trans, che potrebbero andare incontro a fermi in aeroporto a causa dei propri passaporti.
La Germania è stata uno dei primi paesi a emettere avvisi di viaggio.
“I viaggiatori che sul passaporto hanno la voce di genere ‘X’ o la cui voce di genere attuale che differisce da quella di genere alla nascita devono contattare la missione diplomatica statunitense competente in Germania prima di entrare nel paese e scoprire i requisiti di ingresso applicabili”, ha comunicato il Foreign Office.
Questo perché nell’ultimo mese e mezzo l’ICE ha trattenuto diversi cittadini tedeschi in visita negli Stati Uniti. Una di queste cittadine, Jessica Brösche, è stata trattenuta negli USA per 46 giorni, a partire dallo scorso 25 gennaio. Il perché non è mai stato esplicitato. L’ICE ha trattenuto anche turisti dal Regno Unito e dal Canada. Il Canada ha esortato i suoi cittadini a prestare attenzione ai viaggi negli USA a causa proprio dellle crescenti tensioni xenofobe e omobitransfobiche all’interno dell’attuale amministrazione presidenziale.
Anche la Danimarca ha avvertito i suoi cittadini. Il Ministero degli Esteri danese ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Quando si richiede un ESTA o un visto per gli Stati Uniti, ci sono due designazioni di genere tra cui scegliere: maschile o femminile. Se hai la designazione di genere X sul tuo passaporto o hai cambiato genere, ti consigliamo di contattare l’ambasciata degli Stati Uniti prima del viaggio per ricevere indicazioni su come procedere“.
L’attivista LGBTQ+ danese Susanne Branner Jespersen ha rivelato alla Danish Broadcaster Radio IIII: “Siamo preoccupati che le persone possano essere fermate all’aeroporto e non fatte entrare, o che possa succedere qualcosa di inappropriato e spiacevole all’aeroporto”.
Anche la Finlandia ha aggiornato la sua pagina relativa agli avvisi di viaggio: “Se il sesso attuale del richiedente sul suo passaporto è diverso dal sesso confermato alla nascita, le autorità statunitensi potrebbero rifiutare l’ingresso”.
Idem per i Paesi Bassi, che hanno avvisato i loro cittadini tramite il Ministero degli Affari Esteri: “Si prega di notare che le leggi e le usanze negli Stati Uniti nei confronti delle persone LGBTIQ+ potrebbero differire da quelle nei Paesi Bassi”. “È necessario indicare il sesso alla nascita quando si richiede un ESTA o un visto”.
Il Ministero degli Esteri francese ha consigliato ai potenziali visitatori di consultare l’Ambasciata degli Stati Uniti di Parigi per tutti gli aggiornamenti, prima di pianificare un viaggio. Dall’Italia la Farnesina non ha espresso alcun tipo di comunicazione. L’allarme sicurezza che riguarda le persone LGBTQIA+ in arrivo negli USA ha suscitato preoccupazione anche in prospettiva WorldPride a Washington.
Due mesi di Donald Trump presidente
In poco meno di due mesi di presidenza Trump ha reintrodotto il divieto per le persone trans di prestare servizio nell’esercito, ha ordinato la cancellazione del terzo genere dai documenti e la restrizione dell’assistenza sanitaria di genere per le persone trans di età inferiore ai 19 anni, ha cancellato LGBTIQ, trans e non binary dai documenti scientifici, ha vietato alle donne trans di poter partecipare a sport scolastici e vietato l’ingresso degli atleti trans negli USA, ha fatto sparire Matthew Shepard e Nex Benedict dal sito della Casa Bianca e vietato le bandiere LGBTIAQ+ dagli edifici statali; ha smantellato i programmi di diversità, equità e inclusione (DEI) nel governo federale; ha pubblicato un documento dal titolo inquietante “difendere le donne dall’estremismo dell’ideologia di genere e ripristinare la verità biologica al governo federale”; ha voluto un ufficio della Fede alla Casa Bianca e bloccato aiuti per la PrEP a uomini gay e sex workers; ha cancellato la T dall’acronimo LGBT dal sito del monumento di Stonewall, ha tagliato i finanziamenti federali per le organizzazioni che supportano le persone più bisognose, ha smantellato USAID, ha vietato ai giornalisti dell’Associated Press di partecipare alle conferenze stampa della Casa Bianca e ha cancellato un’infinita lista di parole dai siti governativi, oltre ad aver litigato a distanza con la vescova Budde, che ha osato chiedere pubblicamente “misericordia” per la comunità LGBTQIA+ e i migranti. E siamo solo all’inizio della sua 2a presidenza.
