Grande Fratello, chi vince? Parla Grazia Sambruna: l’omofobia, Zeudi, la bisessualità e la cloaca dei fandom – INTERVISTA

Grazia Sambruna ha scoperto, a sue spese, cosa succede quando critichi il Grande Fratello: fan tossici e accuse di omofobia. La giornalista smaschera l’assurdità di accuse e "hate social" con ironia, sarcasmo e tanta scomoda verità: intervista senza filtri.

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Grazia Sambruna
Grazia Sambruna intervistata su Gay.it
15 min. di lettura

Se c’è una cosa che Grazia Sambruna non fa, è usare mezze misure (e lo fa deliziosamente bene). Giornalista, opinionista, critica televisiva con una penna affilata come una lama e un sarcasmo che lascia il segno, Grazia è diventata un personaggio tanto amato quanto (a volte) temuto per la sua capacità di dire ciò che pensa senza filtri. 

E in un’epoca in cui i social media trasformano ogni punto di vista in un campo di battaglia, lei naviga a vista tra shitstorm, fandom feroci e accuse paradossali – come quella, surreale, di omofobia.

Grazia Sambruna e la sua penna “fumante”: perché infastidisce così tanto?

In questa intervista senza peli sulla lingua, Grazia ci racconta cosa significa vivere sotto assedio digitale, soprattutto dopo aver criticato (o semplicemente osservato e documentato per lavoro) i concorrenti del Grande Fratello

Tra eserciti di fan pronti a minacciare chiunque non idolatri Zeudi Di Palma, commenti creativi e riflessioni sul giornalismo, emerge il ritratto di una professionista che, tra una risata e un’occhiata al caos social, non smette di credere nell’importanza di fare il proprio lavoro con ironia e onestà.

E poi, ovviamente, c’è la domanda che tutti aspettano: chi vincerà il Grande Fratello secondo Grazia Sambruna? La risposta, come sempre, è spiazzante.

Pronti a tuffarvi nel mondo di Sambruna? Spoiler: non è per i deboli di cuore.

Partiamo a bomba, senza troppi giri di parole. Il tuo talento nella scrittura è oggettivo, lampante, quasi abbagliante. Una di quelle cose che mettono tutti d’accordo, anche quando non vogliono esserlo. Ora, secondo te, cosa dà più fastidio della tua penna fumante? La lucidità? Il sarcasmo? O semplicemente il fatto che hai ragione troppo spesso?

Sai, do fastidio perché scrivo troppo bene, è lampante, questo lo riconoscono tutti, anche gli stolti che, purtroppo per le loro anime, non si trovano d’accordo con me. Poi sono talmente lucida, sarcastica, ho ragione così spesso, anzi, sempre! Ovvio che la mia penna fumante e abbagliante susciti invidie, lo comprendo. Mi invidierei anche io… se non fossi me! (ride, ndr). 

Tornando seri, cosa per me molto difficile, sempre ammesso che possa realmente creare ‘fastidi’, penso succeda perché, come è ovvio, non a tutti piace essere criticati. E nemmeno ai loro fan. Ho l’orgogliosissimo, e in un certo senso ingrato compito, per lavoro, di ‘pagellare’, quindi di promuovere e bocciare praticamente ogni sera personaggi e programmi tv. Non un ottimo modo per farsi degli amici nel meraviglioso mondo dello spettacolo, è chiaro. 

Circa ogni mattina, apro X e mi ritrovo un sacco di insulti da parte dei fan(atici) di questo e di quello. Ci sono abituata e non mi disturba affatto, anzi, mi diverte. Alcuni commenti sono così creativi nel descrivermi (male) che, se potessi mettere su una testata senza incappare in denunce, li riporterei tali e precisi, bellissimi! “Hai una dizione di vacca”, “Fai schifo a Dio”, “cavallin fallita”… Straordinari! Insomma, chi mi ‘detesta’ non avrà un’alta considerazione di me. Ma io li adoro tutti. Per l’impegno, la costanza, l’estro. Credo di avere molto da imparare. In ogni caso, mi faccio gran risate leggendoli. Se iniziassero a ricoprirmi di complimenti, per assurdo, penso che mi annoierei. 

Negli ultimi mesi hai seguito da vicino le dinamiche del Grande Fratello e, come spesso accade a chi osa avere un’opinione, sei stata travolta dall’odio social. E non un odio qualunque, ma proprio di quelli che ti fanno rimpiangere i tempi in cui la gente si limitava a scrivere “ma sei sempre online?” sotto i post. C’è stato un episodio scatenante che ha dato il via a questa shitstorm, o è stata una lenta e costante discesa negli inferi dei social?

Sono riuscita, orgogliosamente, a ricevere minacce di morte (“giornalisti come te li dovrebbero ammazzare”) già tre edizioni di ‘Amici’ fa. Lo so, faccio un lavoro molto pericoloso, dovrei comprarmi la scorta su Temu. Oppure dedicarmi a incarichi più rilassanti e spensierati, tipo inchieste su mafia e narcotraffico (ride, ndr). La lenta e costante discesa negli inferi dei social non so dirti quando abbia avuto inizio, ma di certo non se ne intravede la fine. 

Ogni anno, si sprofonda sempre più in basso, ritrovandosi, volenti o nolenti, a dragare abissi inesplorati. E pure sorprendenti, non fraintendermi.

Per quanto riguarda il ‘Grande Fratello’, lo seguo come spettatrice pressoché da sempre, e da tre edizioni costantemente, per lavoro, ovverosia le pagelle: non mi perdo una puntata del prime time da settembre a oggi. Sì, sono una veterana e forse anche una sopravvissuta – ma per dirlo aspetterei la finale di lunedì 31 marzo, anzi, proprio il primo di aprile (ride, ndr). 

Mi piacerebbe che qualcuno potesse studiare i motivi socio-psicologici (non so se ho usato il termine corretto, non è il mio campo) per cui così tante persone si leghino a concorrenti di un reality come fossero parenti stretti. Immagino, anche perché la vivo in prima persona, ci sia in giro molta solitudine. 

Quest’anno, inutile girarci intorno, la situazione sui social riguardo al GF è totalmente degenerata con l’ingresso dell’ex Miss Italia Zeudi Di Palma. Prima, quando criticavo altri concorrenti, ricevevo i soliti, confortanti “vecchia di merda”, “giornalaia”, “brutta racchia” e compagnia. Ma tutto ‘nella norma’, se così si può dire. 

Con l’arrivo di Zeudi, quindi circa tre mesi fa, si è venuto a creare un fandom immenso, un esercito di Unni di proporzioni mai viste prima (anche se i fandom ‘tossici’, sia ben chiaro, esistono da anni, non è che ora si sia scoperta l’acqua bagnata). Appena leggono il suo nome, non importa il contesto, si riversano sui profili di chi si è arrischiato a menzionarla per dirgliene non quattro, ma quattromila almeno. Qui siamo oltre la ‘semplice’ shitstorm: questi sciami di utenti mirano a minacciare, diffamare, screditare, perfino far licenziare chi non la pensa come loro. È successo a me e a molte, troppe altre persone. 

Troppe per poter restare in silenzio e far finta che sia tutto parte del gioco. Ovviamente non fanno perdere il lavoro proprio a nessuno, ma intanto ritrovi il ‘tuo’ nome ossessivamente associato a parole come ‘omofobia’, ‘misoginia’, ‘bifobia’ ecc. Sono parole che sporcano e che nessuno vorrebbe portarsi in fronte, per altro in tutte le lingue del mondo. 

Chissà quanta gente prenderà per buono il ‘binomio’ senza farsi troppe domande (come è normale che sia). Siamo dalle parti della diffamazione. Questo ‘sistema’ va fermato. Come? Oramai è troppo tardi per intervenire. Ma ‘intervenire’ è una parola chiave.

Trovo, infatti, che ci siano enormi responsabilità da parte della rete, dell’azienda e della produzione del reality che, nell’arco di sette mesi, non hanno fatto un plissé, non hanno preso provvedimenti nei confronti dei concorrenti più aggressivi e violenti. Per quanto la squalifica faccia serenamente del regolamento da che il programma esiste. 

Il discorso qui va oltre Zeudi: ho la netta impressione che quel tipo di personaggi, sempre perdonati e lasciati nella casa come se non fossero inaccettabili, attirino meno pubblico – gli ascolti sono disperanti – e oltretutto un certo tipo di pubblico. Gente che magari nella vita si comporta come loro: da bulletti arroganti e senza la minima coscienza di sé, zero empatia. Quello che vediamo nel reality si riflette nelle ‘discussioni’ social: chi ha superato i 30 non ha diritto di parola perché è un vecchio (o una vecchia) di merda invidioso/a della giovinezza altrui, per esempio. 

Sinceramente, a parte magari i soldi che si mettono in saccoccia, non trovo un motivo che sia uno per ‘invidiare’ i concorrenti del ‘Grande Fratello’, specie quelli di questa edizione. Ma tant’è. Spero che prima e durante la prossima, chi di dovere faccia più attenzione alla scelta del cast. E non abbia timore a intervenire quando vengono travalicati certi confini dell’umana decenza, a costo di espellere ‘protagonisti’ con lo scorno di dover riscrivere in corsa intere storyline. 

Ne va anche del rispetto verso gli spettatori e della loro stessa serenità: è andata completamente persa la leggerezza con cui un tempo si guardava il ‘Grande Fratello’, grazie anche all’immenso contributo della ‘Gialappa’s Band’. Questo reality è stato un modo come un altro per distrarsi la sera, dopo una giornata di lavoro, uno scacciapensieri. Oggi, purtroppo, i pensieri te li fa venire. Soprattutto se ti arrischi a commentarlo sui social. Una totale assurdità.

Diciamocelo: il nostro lavoro è visto come un simpatico passatempo, una specie di hobby con tastiera per ottenere mani affusolate. “Scrivere di spettacolo? Ma lo può fare chiunque!”, dicono loro, mentre noi siamo lì a schivare insulti, gestire attacchi personali e tentare di spiegare che no, non stiamo semplicemente commentando il Grande Fratello dal divano con i piedi sul tavolino. Come possiamo far capire alla gente che questo lavoro ha un impatto emotivo devastante? O siamo destinati a essere considerati buontemponi con la partita IVA?

Siamo assolutamente destinati a essere considerati buontemponi con la partita IVA. E, al netto della vita senza orari, matta e disperatissima, tempestata di deadline mannare che comunque portiamo avanti perché, diciamocelo, abbiamo la malattia della passione per questo lavoro, a me andrebbe anche bene essere ‘considerata’ così, una buontempona. 

Mi occupo di tv e spettacoli, non faccio mica l’inviata di guerra. Il problema è che, con il clima d’odio che si è venuto a creare sui social e che non puoi ignorare perché chi ti twitta contro insulti e bestemmie lo fa in maniera ossessiva, nell’ordine di centinaia di simpatici fulminati all’ora, una finisce nella ridicola situazione di sentirsi tipo Roberto Saviano (ride, ndr). 

Non scrivo cose ‘scomode’ (come potrei, occupandomi di tv?), commento con le mie opinioni ciò che succede in un programma, per come lo vedo io, secondo la mia sensibilità, magari mi sbaglio pure, eh? Comunque, lo assicuro, non ho alcuna intenzione di inserire le mie pagelle nella nostra Costituzione l’indomani. Anzi, l’indomani molto spesso manco mi ricordo cosa ho scritto perché sono già impegnata su altro, avendo per fortuna e per il momento diverse collaborazioni (maledetta partita IVA!). 

Mi piacerebbe che il pubblico riscoprisse la leggerezza che è davvero lo spirito con cui mi metto a scrivere ogni cosa che scrivo. Non parlo mai, per esempio, di ‘persone’ ma di ‘personaggi’. Una distinzione che forse anche chi guarda la tv dovrebbe comprendere bene: specie nei reality, ma non solo, c’è sempre un copione: uno ha il ruolo del cattivo, quell’altra della martire e via così. 

Non è quasi mai ‘vero’ quello che vediamo, al massimo ‘verosimile’. Sono certa che moltissimi concorrenti di reality, nella vita si comportino diversamente. Per questo, ribadisco, scrivo di ‘personaggi’, non di ‘persone’, non avendo mai avuto il piacere di mangiarci insieme, mai mi permetterei. 

Grande Fratello e odio social: quando il reality supera ogni limite

E ora affrontiamo l’elefante nella stanza: il fandom di Zeudi Di Palma. Senza troppi giri di parole, è stato il più aggressivo di questa edizione del GF – e considerando il livello generale, è tutto dire. C’è stato un episodio in particolare che ti ha lasciata basita, uno di quelli che ti hanno fatto pensare: “No vabbè, qui siamo su Black Mirror”?

L’altro giorno ho sostenuto, finché ho resistito, una conversazione su X con un utente che scriveva in inglese (ma sarà al massimo di Cogoleto) che si ostinava ad accusarmi di scarsa moralità e obiettività, di farmi strumento di disinformazione, semplicemente perché non scrivevo cose con cui riuscisse a concordare. 

In questo caso, riguardo a Zeudi Di Palma. Visto che mi commentava a nastro ogni cinguettio, anche quelli in cui esponevo i comportamenti aggressivi e inaccettabili di altri fandom, ho provato a rispondergli di aver letto le minacce di morte ricevute dalla sorella di una concorrente rivolte a lei, Mariana Prestes, e al suo bambino di quattro anni. Facendogli notare che, forse, qui si stava andando un filo troppo oltre. 

Mi ha risposto lapidario (o lapidaria?) con tre parole: “Words have consequences”. Ma sì, insomma, minacciamo di morte la parente di una del Grande Fratello e il suo bimbo di quattro anni perché la zia discute con quella che piace a me là dentro, che male c’è? Non posso ancora credere di aver avuto, realmente, quello scambio. La sera stessa, ho lanciato un rumor sulla possibilità che una ex concorrente, uscita a un passo dalla finale, avesse intenzione di lasciare il ragazzo con cui si era accompagnata nella Casa. 

Ebbene, i fan(atici) della coppia mi si sono riversati contro augurandomi denunce per diffamazione, anni di gabbio, additando la mia totale mancanza di umanità, di correttezza deontologica, la mia “pericolosità” sociale. A quello (o quella) che ha sostanzialmente fatto spallucce di fronte alle minacce di morte rivolte a un quattrenne, non è stato detto nulla di tutto questo, invece. E temo che anche chi mi sostiene quando scrivo che orrori del genere non dovrebbero succedere, figurarsi per uno stupido gioco tv, lo faccia non perché io abbia detto una cosa giusta e condivisibile, ma per contribuire a screditare il fandom di Zeudi, che per altro si scredita benissimo da solo nelle sue frange più estreme e ottuse. 

Anche questo è un aspetto piuttosto spaventoso: si tratta di un tutti contro tutti dove non esiste più il ‘bene’ e il ‘male’ ma solo informazioni che possono essere usate come armi contro questo o quel concorrente/fandomb. Posso dire? A me di chi abbia ragione tra Helena Prestes e Zeudi Di Palma dentro quella Casa non frega proprio niente (ma grazie per i preziosi contribuiti video che mi mandate ogni cinque minuti, da entrambe le parti, per farmi aprire gli occhi sull’una o sull’altra, li trovo davvero imperdibili e per nulla sfiancanti). 

Tifate per chi vi pare, a me quest’anno non entusiasma nessuno, essendo davvero l’edizione peggiore di sempre. Ho pure scritto, di recente, un pezzo per MOW in cui sostengo che la finale non se la ‘meriti’ manco un’anima rimasta lì dentro, per ragioni diverse. L’anno scorso apprezzavo Beatrice Luzzi e mi sarebbe piaciuto vederla vincere, l’anno prima Oriana Marzoli (e infatti perse in finale contro Nikita, pazienza). Comunque assurdo che si scatenino queste faide social, che ci sia questo clima da guerriglia per gente che nove e volte e mezzo su dieci verrà dimenticata, come al solito, non appena si spegneranno le luci della Casa stavolta, per giunta, meno spiata d’Italia. 

Quello che mi chiedo è: cosa faranno tutti questi infervorati ‘kamikaze’ quando non potranno più difendere con le unghie e con i denti 24 ore al giorno i loro ‘idoli’ del ‘Grande Fratello’ dal momento in cui non li vedranno più in tv? A cosa si attaccheranno nella stessa, fervente e ossessiva maniera? Molta paura di scoprirlo. In generale, comunque, mi spiace per loro. 

A proposito di assurdità, sei stata addirittura accusata di omofobia. Tu. Grazia Sambruna. E qui ti racconto la mia esperienza: anche io, seppur in minore entità, ho ricevuto minacce private da alcune fan di Zeudi, tanto da dover limitare i messaggi in DM. Il leitmotiv? “Scrivi per Gay.it, fai parte della comunità LGBTQIA+ e non supporti Zeudi?”. Ora, al di là dell’assurdità della cosa, quello che sconvolge è l’intervento di perfetti sconosciuti che minacciano di farci licenziare e di interferire con la nostra vita privata. So che a te è successo in maniera ancora più massiccia. Come ti sei sentita? Come si affronta questa follia collettiva?

La questione della rappresentazione delle persone arcobaleno (definisco così per praticità in modo da prender dentro tutti i colori) in tv è sicuramente molto sensibile. E ne comprendo bene i motivi. Per anni, per esempio, agli uomini gay ‘televisivi’ è stato rifilato il ruolo di macchietta variopinta, di cartone animato. Restituendo l’impressione alle casalinghe di Voghera (intese come pubblico nazional-popolare) che i maschi omosessuali fossero quella roba lì: caricature, non persone. 

Sono stata molto felice quando, nell’edizione della pandemia, il ‘Grande Fratello’ è stato vinto da Tommaso Zorzi, un ragazzo divertente, acido quando riteneva di esserlo, con tantissime sfumature caratteriali. E anche omosessuale, ma non ha fatto di questo una sorta di tratto di personalità. Sarebbe stato perfino svilente ridursi soltanto a quello, quando aveva così tante cose da dire e da mostrare. 

Trovo che Zeudi Di Palma sia un personaggio molto distante da Zorzi. Secondo tanti non dovrei permettermi di parlare di lei perché sono eterosessuale (purtroppo non praticante, dovesse mai interessare a qualcuno, qua sto – ride, ndr). Sarebbe stata, nel gioco, una ottima ‘mean girl’ e viva i concorrenti ‘antipatici’ perché sono il sale di ogni reality, fossero tutti buoni e cari ci annoieremmo da morire. Invece, ha scelto di ergersi a bandiera di un’intera comunità. 

Tutto questo a soli 23 anni, quando magari davvero a quell’età chiunque ha ancora bisogno di capire chi sia e cosa voglia dalla vita – in generale, non sto parlando di orientamento sessuale, ma in molti casi pure di quello, perché no? Si è messa sulle spalle un compito in primis davvero difficile (oltre che, lasciamelo dire, presuntuosetto). Una persona, con la sua esperienza, può parlare per sé, non pretendere di farlo per tutti. 

Chi ci si riconosce, ci si riconoscerà spontaneamente, senza che lei lo debba in qualche modo imporre. Molti bisessuali si ritroveranno in lei, altri magari no. E questa non è una mancanza di rispetto. Semplicemente, ognuno ha la sua vita e la sua storia. E va rispettato. 

Per come Zeudi si comporta all’interno della Casa, piangendo ogni cinque minuti appena le si dice qualunque cosa contro (compreso, per esempio, ‘fai un po’ la fenomena’), è lei per prima a mettere davanti il proprio orientamento, cercando di far passare che le venga detto così perché è bisessuale. No, gli scontri là dentro succedono a tutti quanti da 20 anni: si può piacere e non piacere nella vita, come persone beninteso, figuriamoci nella Casa del ‘Grande Fratello’ dove chiunque non vede l’ora di far questioni per creare dinamiche e accaparrarsi clip in diretta. 

Ricordiamo che quest’anno c’è una ragazza, la finalista Chiara, che si è sentita dire ‘profumiera’ e ha pianto una settimana perché “Mi hanno chiamata puttan*, mi hanno chiamata zoccol*!”. Mai successo, quelle parole se le stava dicendo da sola per fare bagarre, cosa che posso anche comprendere all’interno del gioco. Come comprendo che pesi l’assenza di uno Zanichelli, là dentro. 

In generale, ciò che mi spiace di Zeudi è il suo continuo restituire l’impressione che a una persona ‘arcobaleno’ non si possa dire nulla in quanto ‘arcobaleno’. Ma scusa, se io ti dovessi trovare falsa, bugiarda, antipatica o tutte e tre le cose insieme, devo censurarmi perché, insomma, dicendotelo in faccia mancherei di rispetto a una intera comunità? Lo trovo paradossale, nonché molto comodo per tante ragioni. In questo senso, Zeudi non sta facendo una buona pubblicità a nessuno, in primis a se stessa. Come non gliene sta facendo il suo fandom, nelle frange più aggressive e minacciose. 

Sinceramente, per quanto non la preferisca (ovviamente perché sono omofoba – ride, ndr), sento di potermi dire preoccupata per lei: nel momento in cui uscirà, oramai fra pochissimo, dovrà affrontare questo fandom che la ‘ama’ perché si è fatto un’idea di questa ragazza, vedendola per esempio flirtare con Helena. Se Zeudi dovesse mai fidanzarsi con un uomo o fare qualsiasi cosa che non rispecchi i desideri del fandom, come la prenderebbero queste persone? Temo che tutto l’odio che hanno riversato su terzi per ‘sostenerla’, finirebbe su di lei. Per questo mi dico preoccupata. 

Ah già, mi hai anche chiesto come mi sono sentita mentre pareva che tutto il mondo mi desse dell’omofoba sui social: non benissimo, di certo non ti posso dire d’essermi divertita, anche se ci ho quasi sempre riso e scherzato sopra su X. Come dicevo prima, sono parole che sporcano e che nessuno vorrebbe addosso. Ho avuto anche conseguenze lavorative a causa di questa ondata d’odio, ma non sono una piangina, quindi non approfondirò oltre. 

Tra l’altro, ho già pressoché risolto trovando alternative. Resta assurdo dover subire tutto questo a partire da uno stupido, con tutto il rispetto, programma tv. Non dovrebbe succedere a me, non dovrebbe succedere a Stefania Orlando, a Helena Prestes, nemmeno alla stessa Zeudi, davvero, a nessuno. L’erba Sambruna, comunque, non muore mai. Tocca farsene una ragione.

Dai, cambiamo argomento prima di finire in terapia (io ci vado già, non so tu…) com’è una tua giornata tipo? Come strutturi il tuo lavoro tra articoli, interventi TV, e il sano masochismo di seguire il GF con dedizione?

La cosa che amo di più delle mie giornate lavorative è che, sempre se faccio in tempo ad andare a dormire, mi sveglio al mattino e non so mai cosa succederà. Dipende dalle notizie che escono, da cosa mi viene voglia di commentare, da chi mi telefona per propormi, magari, nuove e inaspettate avventure (che, molto spesso, si rivelano in realtà enormi cetrioli. Ma andiamo avanti, con granitico disincanto). 

‘Struttura’ è un termine che non sento di poter utilizzare riguardo alla mia vita perché ogni giorno è assolutamente caotico. E mi piace tantissimo che sia così. Dopo circa sei anni nel giornalismo di spettacolo (fino a quando ne avevo 26), alla luce di cocenti fregature, ho lasciato perdere e provato per molto tempo a svolgere altri impieghi, a chiudermi in ufficio con orari ‘regolari’: colleghe stupende, ma per me compilare Excel era la morte. Passavo tutto il tempo a desiderare di impiccarmi in bagno (ride, ndr). Mi sono sentita disadattata a lungo, fino a che non ho capito che, semplicemente, non era quello il “mio” posto, quel tipo di lavoro non faceva per me. 

Io amo la caccia, la vita da freelance a maledetta partita iva, non avere certezze, non dipendere da nessuno se non da me stessa (sciagure a parte, quelle possono sempre capitare). E se domani crolla tutto, pazienza, è già successo: mi rimetterò a fare la cameriera, a vendere kombucha senza sapere cosa sia e nemmeno come si scriva, a organizzare serate di stand up comedy a microfono aperto (tutte cose che ho già fatto e tendenzialmente male, tra l’altro). 

Il mondo è molto grande, le possibilità infinite. L’errore che si ripete spesso, io in primis, è quello di rimanere aggrappati a ciò che si fa e si ha come se potesse durare per sempre. Invece tutto passa, in senso positivo ma anche negativo. Il cambiamento, pure se arriva sotto forma di tsunami, non è detto che lo sia davvero. Questo lo dico non perché io sia improvvisamente diventata Fabio Volo o un Bacio Perugina. Ma perché ho vissuto diverse ‘apocalissi’ personali in cui sono crollate tutte le certezze che avevo dalla sera alla mattina. 

Ogni volta ho pensato di ‘morire’, che fosse ‘tutto finito’. Invece, poi non è successo. Ne ho (vissuto) le prove, sono serena (come direbbe un qualsiasi politico il giorno prima del gabbio).  

Chi vincerà il Grande Fratello? Il pronostico (spiazzante) di Grazia Sambruna

Ora una domanda che pesa quanto un televoto finale: chi vince il Grande Fratello secondo Grazia Sambruna e perché? Dai, sbilanciati, vogliamo il pronostico ufficiale.

Ti ricordo che ho scritto un pezzo molto articolato per spiegare come e perché la vittoria di questa edizione, la peggiore di sempre, non la meriti davvero nessuno. 

I migliori, a mio gusto personale Stefania Orlando, Iago Garcia e Mattia Fumagalli, tanto per citarne alcuni, sono già stati fatti fuori, purtroppo. Amerei, però, un colpo di scena impossibile: mentre tutti sia fuori sia dentro quella Casa si scannano per un motivo o per l’altro da settimane, va a vincere Jessica Morlacchi che oramai, dopo essere rientrata tramite insensato ripescaggio di massa, non apre più bocca in diretta da allora. Si è ripresentata con un taglio di capelli e una personalità totalmente diversi: da aggressiva ai limiti del tollerabile, ora pare una suorina pentita e afflitta che, addirittura, mette pace nei conflitti altrui quando, dall’inizio, era lei la prima a innescarli con immarcescibile ferocia mannara. 

Amerei questo finale (ribadisco: impossibile) perché così gli autori potrebbero chiudere questa edizione incoronando una “bellissima storia di redenzione”. Finta quanto una banconota da tre euro, ma poco importa. Morlacchi è l’unica concorrente che, nel bene e nel male, un po’ si è fatta notare e non porta con sé polemiche di nessun tipo dal televoto ‘dopato’ alla richiesta nazionalpopolare di squalifica. 

Sarebbe un sogno soprattutto per gli autori, appunto, che potrebbero chiudere questa edizione orrenda con una toppa ‘riqualificante’. Magari lo faranno davvero, chissà. Ci sarebbe molto da ridere. Jessica Morlacchi, la Democrazia Cristiana.

E se Signorini la chiamasse come opinionista?

Ultima provocazione: se Alfonso Signorini ti proponesse il ruolo di opinionista per la prossima edizione del Grande Fratello, cosa gli risponderesti? Accetti il rischio o scapperesti a gambe levate?

Se vabbè, la follia! Con Signorini sto collaborando al morning show ‘Boom’ che va online ogni mattina sul suo profilo Instagram (e fammela fare, ‘sta marchetta, tiè!). Non mi sarei mai aspettata che mi avrebbe chiamata perché sono almeno tre edizioni, appunto, che boccio indefessamente sia lui che il ‘Grande Fratello’ nelle mie pagelle. 

Quando mi è stato detto, pensavo fosse uno scherzo. E l’ho pensato finché non ho visto la prima puntata – fino ad allora poteva sempre essere un imitatore, chi lo sa! (ride, ndr). Lì ho compreso che fosse tutto vero. Non credo, realisticamente, che mi chiamerebbe mai a fare l’opinionista prima di tutto perché non sono nessuno. 

Va bene che scrivo molto e che ogni tanto mi invitano in tv (assurdo pure questo, però soprassediamo se no facciamo notte), ma su quella poltrona serve un volto riconoscibile, quindi di sicuro non il mio. In ogni caso, qualsiasi lavoro, entro la prostituzione, che mi consenta di continuare a pagare l’affitto a Milano ogni mese, a me va benissimo, beninteso!

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