Florida senza freni: le persone trans costrette a un outing forzato ogni volta che mostrano la patente

Un provvedimento tanto repentino quanto subdolo, entrato in vigore senza preavviso né possibilità di contestazione: sulla patente, d’ora in poi, conterà solo il sesso biologico.

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Il governatore transfobico della Florida, Ron DeSantis e la premier italiana Giorgia Meloni
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Sta accadendo in Florida. Almeno cinquanta persone trans* — sono solo quelle documentate, ma il numero reale potrebbe essere molto più alto — hanno ricevuto una lettera dal Department of Highway Safety and Motor Vehicles. All’interno, una nuova patente con l’indicatore di sesso modificato: non più il genere corretto, aggiornato legalmente, ma quello assegnato alla nascita. Il tutto senza preavviso, senza possibilità di appello, senza neanche la parvenza di un procedimento amministrativo.

È la conseguenza diretta di una circolare statale emanata nel 2024, che ha vietato qualsiasi aggiornamento dell’indicatore di genere sulla patente di guida o sulla carta d’identità. Da quel momento, non solo nessuna nuova patente può riportare il genere d’elezione, ma il provvedimento ha avuto anche un effetto retroattivo: i documenti già corretti sono stati sistematicamente annullati. Un esito forse prevedibile, ma non per questo meno inquietante.

Florida, la patente di guida terrà conto solo del sesso biologico

È in Florida che si trova Mar-a-Lago, la residenza monumentale di Donald Trump, che da anni ha eletto il Sunshine State a sua dimora politica e simbolica. In questo laboratorio di conservatorismo estremo, tra i più strutturati e aggressivi del Paese, governa Ron DeSantis: volto feroce del Partito Repubblicano, ossessionato — non diversamente dalla nostra premier — da famiglia tradizionale e presunta “ideologia gender”.

Ron DeSantis, il governatore della legge “Don’t Say Gay” è a Palazzo Chigi con Giorgia Meloni

Ed è proprio qui che si sta testando il limite oltre il quale il potere istituzionale può spingersi per cancellare, letteralmente, l’identità delle persone transgender.

WUSF racconta la storia di Vince, uomo transgender residente a Tampa. Vince si identifica come uomo da anni, ha una documentazione completa che attesta la sua identità maschile, incluso il passaporto. Nel dicembre 2024 aveva finalmente aggiornato la sua patente con l’assistenza di un supervisore del DHSMV, che aveva approvato la modifica. Tutto regolare, tutto concluso.

Poi, a marzo 2025, la doccia fredda: riceve una lettera ufficiale dal dipartimento. La nuova patente riporta di nuovo il sesso “femminile”. Nessuna spiegazione esaustiva, solo un’affermazione netta: il cambiamento effettuato in precedenza sarebbe stato “improprio”, perché “il sesso è una caratteristica biologica e genetica immutabile”. Le stesse parole dell’ordine esecutivo emanato da Trump il giorno stesso dell’insediamento.

Il senso di smarrimento è totale: “È molto strano ricevere un documento che già possiedi per diritto legale e ritrovartelo restituito con un semplice articolo di opinione”, ha dichiarato Vince. “Quando ti candidi per un lavoro, per una scuola, per salire su un aereo, questa incoerenza nella documentazione rappresenta un ostacolo reale e talvolta pericoloso”.

La direttrice dell’iniziativa per i diritti trans presso il Southern Legal Counsel, Simone Chriss, segue personalmente il caso. Ha raccontato che oltre 50 persone hanno già subito lo stesso trattamento. “Il DHSMV ha agito nell’ombra, senza alcun annuncio pubblico, senza alcuna autorità legislativa o regolamentare. Hanno semplicemente riscritto la definizione di sesso”.

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La revoca è, di fatto, un outing forzato, che obbliga le persone transgender a rivelare la propria condizione anche in contesti ostili.Questo può sfociare in discriminazione, molestie, esclusione”, denuncia Chriss. “E al momento non esiste neppure una procedura di appello per contestare queste decisioni”.

Il Southern Legal Counsel e l’ACLU della Florida stanno già preparando un’azione legale anche contro la politica parallela del Dipartimento della Salute, che da oltre un anno nega la possibilità di modificare il sesso sui certificati di nascita. Ma ogni giorno si apre un nuovo fronte.

La Florida transfobica di Ron DeSantis

Non ci si è arrivati per caso. Negli ultimi due anni, la Florida ha introdotto un crescendo di misure anti-transgender, calibrate con precisione per sondare i margini del possibile, spingendo ogni volta un po’ più in là il confine del tollerabile. Un’escalation che, da strategia graduale partita dalle invettive agli spettacoli drag, si è trasformata oggi in una slavina legislativa e culturale.

A marzo 2025, una studentessa transgender ventunenne, Marcy Rheintgen, è stata arrestata per aver usato un bagno femminile nel Campidoglio della Florida. Era un atto di disobbedienza civile, consapevole. Ora rischia 60 giorni di carcere.

Nel frattempo, il Senato statale ha avanzato il “Senate Bill 440”, soprannominato “Don’t Say Gay or Trans at Work”, che permette ai datori di lavoro pubblici di rifiutarsi di usare i pronomi corretti dei dipendenti transgender e abolisce ogni formazione obbligatoria sull’inclusione LGBTQ+. Una forma sistemica di disumanizzazione.

Nel campo della salute, la legge firmata da DeSantis nel maggio 2023 ha vietato l’accesso alle terapie ormonali per i minori transgender e ha imposto restrizioni gravissime anche per gli adulti. L’assistenza sanitaria per le persone trans è diventata, nei fatti, inaccessibile.

Perché i genitori LGBTQ+ stanno scappando dalla Florida governata dalla destra di De Santis

E poi c’è la censura simbolica, ma non per questo meno potente: la proposta (riemersa per il terzo anno consecutivo) di vietare l’esposizione di bandiere LGBTQ+, Black Lives Matter e palestinesi negli edifici pubblici, scuole e municipi inclusi. Perché la visibilità stessa è considerata una minaccia.

Tutto questo avviene in uno Stato in cui, secondo l’FBI, i crimini d’odio basati sull’identità di genere sono in costante aumento. Le persone trans vengono insultate, aggredite, persino uccise. Nel 2024, almeno 32 sono state le vittime transgender di omicidio negli Stati Uniti — il dato più alto degli ultimi cinque anni — e molte erano donne nere. Chi sarà lə prossimə a subire un outing forzato, nel momento meno opportuno e nel luogo meno sicuro?

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