Balenciaga, Pierpaolo Piccioli è il nuovo direttore creativo

Un nuovo inizio per Pierpaolo Piccioli: Balenciaga abbraccia la sua visione, è lui il nuovo direttore creativo.

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Nel mondo della moda, Pierpaolo Piccioli è un simbolo di cultura e talento puro. Oggi inizia il suo nuovo percorso lavorativo da Balenciaga a Parigi, dove ha preso le redini di direttore creativo per la maison francese, orfana di Demna Gvasalia che è fresco di nomina da Gucci.

Una scelta tutt’altro che casuale, che dice molto — forse tutto — sul futuro della moda finalmente più umana, accogliente e sensibile al tempo che stiamo vivendo.

Sì, Piccioli lascia alle spalle il nero iconico della sua lunga avventura da Valentino, dove ora è tornato Alessandro Michele (ex Gucci), ma non rinuncia a ciò che lo rende da sempre unico: la sua capacità di raccontare la realtà attraverso la moda.

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Balenciaga e Pierpaolo Piccioli: un incontro tra couture e inclusività

La scelta di Kering (gruppo che controlla Balenciaga) punta su un uomo che ha sempre avuto il coraggio di dire la sua (si ricordi quando si schierò contro la destra alle elezioni politiche del 2022). Nella couture, Piccioli ha saputo trasformare la moda in un linguaggio sociale e poetico al tempo stesso. 

“Sento innanzitutto di dover ringraziare Demna, ho sempre ammirato il suo talento e la sua visione, non avrei potuto chiedere un migliore passaggio del testimone”, ha dichiarato lo stilista nel comunicato stampa ufficiale.

In questo passaggio generazionale tra Demna e Piccioli non c’è solo amicizia e rispetto, ma una sintonia di fondo che parla a un pubblico diverso, più consapevole, più giovane, più inclusivo. Un pubblico che non si accontenta del “bello” ma richiede senso, profondità, presenza. Al brutalismo di Demna, Piccioli fornirà un seguito probabilmente più addomesticato e digeribile, forse meno cool, ma anche – anzi, sicuramente – più incline alle vendite, in questi tempi assai difficili per il lusso.

 

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Cosa aspettarsi dalla Balenciaga di Pierpaolo Piccioli? Parola d’ordine: umanità

Sarà ottobre il mese in cui debutterà la prima collezione firmata da Pierpaolo Piccioli per Balenciaga, durante la Paris Fashion Week. Un debutto attesissimo, che arriva in un momento molto importante per la moda globale. 

“Quello che è stato consegna a me l’occasione di aggiungere la mia versione, la mia storia: il mio capitolo della maison Balenciaga”, ha spiegato ancora il designer.

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Un capitolo che si preannuncia coerente con il DNA della maison ma allo stesso tempo nuovo, carico di sperimentazione e di umanità. Perché Pierpaolo Piccioli non ha mai disgiunto la bellezza dall’impegno. 

 

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Una scelta che sfida i nostalgici del “prima si stava meglio”

Il ritorno di Piccioli sul palcoscenico internazionale arriva dopo settimane di voci su nomi più “audaci” e underground, come Martine Rose, ma ancora una volta l’industria ha scelto la sicurezza. Tuttavia, non si tratta di un ritorno al passato: al contrario, è la conferma che la tradizione può vivere solo se si aprono le porte all’evoluzione.

E se per alcuni questa nomina rappresenta una perdita di “grinta” rispetto alla visione caustica e provocatoria di Demna, in realtà ci troviamo di fronte a una continuità raffinata e pensata. Perché Piccioli, pur mantenendo il rigore della forma, ha sempre saputo parlare alla contemporaneità, ai corpi reali, ai vissuti veri.

La moda come linguaggio del presente

Lo abbiamo visto con il lavoro fatto da Piccioli per Valentino: l’introduzione di uno streetwear sofisticato, l’ampliamento dei canoni estetici, la scelta di corpi e volti lontani dallo stereotipo. Quella stessa direzione si intravede nel futuro di Balenciaga.

“In tutte le sue fasi di costante evoluzione e cambiamento, la maison non ha mai perso traccia dei suoi valori estetici. Quello che sto ricevendo oggi è un marchio pieno di possibilità e incredibilmente affascinante”, ha dichiarato ancora. 

 

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Un designer amato dalle persone e dai professionisti

La scelta di Kering non è stata dettata solo da ragioni artistiche, ma anche da considerazioni strategiche. Pierpaolo Piccioli è amatissimo da colleghi, buyer e stampa, ma soprattutto da un pubblico affezionato che ha visto in lui una figura empatica e sincera. Un uomo che, pur ricoprendo ruoli di potere, non ha mai rinunciato alla propria integrità. E che ha saputo offrire al mercato prodotti di estremo equilibrio tra hype/coolness e accessibilità.

 

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