L’Italia come l’Ungheria, la Lega di Salvini vuole vietare i Pride?

Dichiarazioni di fuoco contro il Roma Pride da parte della Lega, che sogna il divieto "a protezione dei bambini"? Anche Putin e Orban hanno iniziato così....

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Salvini abbraccia Orban
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Nel fine settimana del Roma Pride, che ha visto un milione di persone colorare il centro storico della Capitale per chiedere pari diritti contestando apertamente il governo Meloni, dalla Lega di Matteo Salvini sono arrivate reazioni tanto sconcertanti quanto preoccupanti. Minacce tutt’altro che velate. Ma andiamo con ordine.

Rossano Sasso attacca i Pride

L'Italia come l'Ungheria, la Lega di Salvini vuole vietare i Pride? - Rossano Sasso e Matteo Salvini contro il Gender - Gay.it
Rossano Sasso e Matteo Salvini contro il Gender, nuova proposta di legge omotransfobica

Sabato mattina, ovvero ancor prima che piazza della Repubblica si riempisse di carri, il parlamentare Rossano Sasso, la cui esistenza politica è interamente fondata sulla lotta al fantomatico “gender”, ha twittato alcune immagini da Pride passati. In due di questi scatti si vedono cartelloni inneggianti al sesso anale mentre una terza foto mostra un uomo seminudo. E qui Sasso, che ha già presentato una risoluzione in stile Putin e Orban per vietare “l’ideologia gender nelle scuole”, ha ricordato cosa sia “l’atto osceno” e la pena prevista dall’art. 527 del Codice Penale:

“chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti osceni, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 30.000. Si applica la pena della reclusione da quattro mesi a quattro anni e sei mesi se il fatto è commesso all’interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva il pericolo che essi vi assistano”.

Un conto è manifestare per i propri ideali, un altro è rendersi pateticamente osceni come è accaduto in alcune recenti edizioni dei gay pride, come da foto allegate”, ha scritto Sasso, per poi intimare: “E pensare che qualcuno vorrebbe invitare anche i bambini a tali manifestazioni, come accaduto in Toscana”.

Simone Pillon chiede il divieto ai Pride

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Un macigno buttato nello stagno, a voler far intendere che secondo uno dei partiti di governo i minori non dovrebbero poter partecipare ai Pride. A stretto giro, a Roma Pride concluso, è intervenuto Simone Pillon, ex parlamentare leghista che senza alcun pudore si è augurato che anche l’Italia abbracci una legge in stile Ungheria: “So che non tutti hanno la mia stessa opinione di Orban, ma dopo aver visto il carro dei pagliacci arcobaleno di Magi, il missile-supposta di Rosa Villain e i vari smutandati, come si fa a non essere d’accordo con la legge ungherese che vieta i pride all’aperto? È una questione di salute pubblica”.

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Parole nette, e indecorose, a cui poche ore dopo Sasso ha aggiunto: “Quelli che manifestano per l’inclusione, e poi mettono a testa in giù i politici. Quelli che sventolano bandiere palestinesi, ma dimenticano che a Gaza verrebbero torturati in quanto gay. Quelli che si dicono fuorilegge, ma sono ingranaggi di lobby e multinazionali. Quelli “de sinistra” che sfilano con le bandiere arcobaleno cantando bella ciao e prendono soldi da Soros. Quelli che vorrebbero far entrare l’ideologia gender nelle scuole e poi gridano all’omofobo se qualcuno glielo impedisce. Imbonitori di ciarpame ideologico”.

La Lega contro il Roma Pride

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Un attacco frontale rilanciato dalla Lega stessa, che ha criticato sia il carro di +Europa, colpevole di aver mostrato la premier Giorgia Meloni “amica dei Dick-tators”, alludendo alle politiche omofobe messe in campo dagli alleati ideologici Trump, Putin e Orban, che il carro di Gender X Italy, che mostrava sagome a testa in giù di Netanyahu, Trump, Musk e J. K. Rowling. “Un’azione disgustosa, violenta e codarda“, ha scritto la Lega, secondo cui sarebbe troppo “facile prendersela con politici, imprenditori o scrittori del mondo libero piuttosto che con i tagliagole islamici o con i terroristi di Hamas. Come è molto facile scendere in piazza per rivendicare l’orgoglio omosessuale a Roma, anziché in qualche Paese musulmano compresa la Palestina tanto di moda nei cortei arcobaleno”.

Nel dubbio, mese dopo mese, goccia dopo goccia, dichiarazione dopo dichiarazione, c’è un partito di maggioranza che continua a guardare con invidia alla legge fascista ungherese, già sotto scacco dell’UE, che ha vietato i Pride a partire dalla manifestazione di Budapest del 28 giugno, che vedrà attivisti, associazioni, politici e manifestanti in arrivare da ogni parte d’Europa. Nascondendosi dietro il paravento degli infanti, utilizzati per scopi puramente ideologici e propagandistici come già accaduto con la GPA tramutata in “reato universale” e le famiglie arcobaleno continuamente diffamate, la Lega di Salvini sogna evidentemente di vietare un’intera comunità, come avvenuto prima in Russia e a seguire in Ungheria. Anche Putin e Orban partirono da leggi “a protezione dei bambini“. Censurando tv, libri, film, fino ad arrivare al divieto totale che ha coinvolto le associazioni, i locali, i Pride, qualsiasi cosa riguardante la comunità LGBTQIA+. Semplicemente criminalizzata.

La Lega di Salvini e Vannacci non sa più come dircelo.  È quello che vogliono anche in Italia?

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