Una prima volta storica. Il sindaco di Albano Laziale Massimiliano Borelli ha firmato il primo atto di riconoscimento di una bimba con due mamme per il Comune della Città metropolitana di Roma.
Albano Laziale, prima storica registrazione di una famiglia arcobaleno
“Un atto meramente burocratico semplice e scontato, che, in questo caso, ha rappresentato un momento di grande emozione e civiltà”, ha precisato il primo cittadino, che ha giustamente parlato di “pagina di storia“.
Quanto avvenuto ad Albano Laziale si sta ripetendo in tutta Italia, grazie alla sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo il divieto per la madre non biologica di riconoscere il figlio fin dalla nascita.
“Secondo quanto stabilito, impedire il riconoscimento della madre intenzionale viola il diritto fondamentale del bambino o della bambina a una chiara identità giuridica, alla stabilità familiare e alla piena tutela da parte di entrambe le figure genitoriali. Di fronte alla richiesta delle due mamme, gli uffici dello stato civile si sono attivati per provvedere al riconoscimento”, ha ricordato Borelli, che attraverso la propria firma ha sancito “il riconoscimento del diritto all’identità personale e familiare della bambina. Ringrazio il personale dell’ufficio dello stato civile del Comune per l’empatia e la disponibilità dimostrata”. “Quanto avvenuto oggi conferma che famiglia è dove si cresce insieme, dove si educa, dove si ama, perché ogni famiglia deve avere la libertà di esistere e ogni bambina e bambino quella di essere riconosciuto”.
Nelle ultime settimane c’è stato un boom di registrazioni di figli con due mamme. Dopo Roma, che mai si era fermata anche in attesa della sentenza della Corte, ci sono stati i casi di Napoli, Osimo, Milano, Brescia, Perugia, Sanremo, Teramo, Rimini e Genova. Nella Capitale solo nell’ultima settimana ci sono state ben 14 registrazioni.
Qui gli aggiornamenti del nostro giornale sulle famiglie arcobaleno registrate in tutta Italia.
