Padre Martin dopo aver incontrato Papa Leone XIV: “Stessa apertura di Francesco per i cattolici LGBTQIA+”

Martin ha contribuito a fondare Outreach, organizzazione che promuove l'accettazione della comunità LGBTQIA: "Papa Leone XIV è una persona molto aperta, accogliente e inclusiva". Ma è davvero così?

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Padre Martin dopo aver incontrato Papa Leone XIV
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Dopo aver accolto in Vaticano Matteo Salvini, che mai era riuscito a farsi ricevere dal predecessore Bergoglio, Papa Leone XIV ha ieri incontrato padre James Martin, ovvero uno dei più importanti sostenitori di una maggiore inclusione LGBTQ+ all’interno della Chiesa cattolica.

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Autore e curatore gesuita di New York, Martin ha affermato che il pontefice statunitense gli avrebbe comunicato la sua intenzione di proseguire la politica di Papa Francesco per una maggiore accettazione delle persone LGBTQ+ nella Chiesa, incoraggiandolo a proseguire nella sua opera di advocacy.

Papa Leone XIV apre all’inclusione LGBTQIA+ nella Chiesa?

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“Ho sentito da Papa Leone lo stesso messaggio che avevo sentito da Papa Francesco, ovvero il desiderio di accogliere tutte le persone, comprese le persone LGBTQ+”, ha dichiarato Martin all’Associated Press dopo l’udienza. “È stato meraviglioso. È stato molto confortante e incoraggiante e, francamente, molto divertente”. L’incontro, durato circa mezz’ora, è stato svelato ufficialmente dal Vaticano, a rimarcare la volontà di Leone XIV di renderlo pubblico.

L’udienza sarebbe stata significativa perché avrebbe mostrato un segno di continuità con Francesco, che nel corso del proprio pontificato ha alternato aperture a chiusure nei confronti della comunità LGBTQIA+. Fin dal mediatico virgolettato “Chi sono io per giudicare?” all’eccesso di “fr*ciaggine tra i seminaristi” del 2024, fino ad arrivare al tanto contestato via libera alla benedizione nei confronti delle coppie dello stesso sesso. Durante i suoi 12 anni di pontificato, dal 2013 al 2025, Francesco aveva incontrato più volte Martin, tanto da nominarlo consigliere del Dipartimento Comunicazione del Vaticano. Ciononostante, Francesco non ha mai cambiato l’insegnamento dottrinale secondo cui gli atti omosessuali sono “intrinsecamente disordinati“.

La posizione di Leone XIV sui cattolici LGBTQ+ è invece ancora oggi avvolta nel mistero, perché non si è mai pubblicamente espresso. Nel 2012 l’allora Reverendo Robert Prevost criticò lo “stile di vita omosessuale” e il ruolo dei media nel promuovere l’accettazione delle relazioni omosessuali, che a suo dire contraddicevano la dottrina cattolica. Quando è diventato cardinale nel 2023, il Catholic News Service chiese a Prevost se le sue opinioni fossero cambiate. Egli riconobbe l’appello di Francesco a una Chiesa più inclusiva, affermando che Bergoglio “ha chiarito molto bene che non vuole che le persone siano escluse semplicemente a causa delle scelte che fanno, che si tratti di stile di vita, lavoro, abbigliamento o altro“. Peccato che l’omosessualità non sia equiaparabile allo scegliere una camicia piuttosto che un’altra, checché ne dica la Chiesa cattolica. Appena diventato Papa, Leone XIV ha ribadito come la famiglia sia unicamente composta da un uomo e una donna, raccogliendo il plauso di Vannacci.

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Chi è James Martin?

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Padre James Martin, che conosce Prevost da tempo, ha affermato di non essere preoccupato perché lo ha sempre trovato “una persona molto aperta, accogliente e inclusiva“. Martin ha contribuito a fondare Outreach, organizzazione che promuove l’accettazione della comunità LGBTQ+, e parteciperà a un pellegrinaggio giubilare questo weekend, sponsorizzato dal gruppo cattolico LGBTQ+ italiano “Jonathan’s Shop“. Il pellegrinaggio includerà una messa nella chiesa dei Gesuiti a Roma, celebrata dal secondo membro più alto in grado della Conferenza Episcopale Italiana. L’evento, strano a dirsi, non è ufficialmente sponsorizzato dal Vaticano ma è incluso nel calendario degli eventi dell’Anno Santo.

65enne,  Martin è autore di best-seller del New York Times, tra i quali spicca “Building a Bridge: How the Catholic Church and the LGBT Community Can Enter into a Relationship of Respect, Compassion, and Sensitivity“, diventato documentario presentato al Tribeca e prodotto da Martin Scorsese.  Cresciuto a Plymouth Meeting, Pennsylvania, ha frequentato la Plymouth-Whitemarsh High School e ha conseguito la laurea in economia presso la Wharton School of Business dell’Università della Pennsylvania nel 1982, per poi lavorare per la General Electric a New York City e successivamente presso la GE Capital a Stamford, Connecticut. Insoddisfatto del mondo aziendale, dopo aver visto un documentario sulla vita del monaco trappista Thomas Merton, Martin è entrato tra i Gesuiti nell’agosto del 1988. Durante i suoi studi per diventare sacerdote ha conseguito un Master in filosofia presso la Loyola University di Chicago nel 1994, un M.Div. presso la Weston Jesuit School of Theology nel 1998 e un Th.M., sempre presso la Weston School, nel 1999. È stato ordinato sacerdote cattolico nel giugno del 1999. L’attivismo di Martin a favore delle persone LGBTQ si è intensificato in seguito alla sparatoria di massa del 2016 al Pulse, discoteca gay di Orlando, in Florida, in cui morirono 49 persone.  

Via social, James Martin ha aggiunto dopo l’incontro con Papa Leone XIV: “Cari amici: sono profondamente grato per la mio udienza presso il Palazzo Apostolico con il Santo Padre. Il messaggio che ho ricevuto è che Papa Leone continuerà con la stessa apertura e accoglienza che Francesco ha mostrato alle persone LGBTQ. Ho trovato Leo gioioso, rilassato e sereno. È una gioia stare con lui! Per me è stato un incontro profondamente consolante. Pregate per il Santo Padre!”.

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