Mosca, arrestato ragazzo per un bacio gay in pubblico: video

Il bacio sarebbe avvenuto il 1° settembre a Tsaritsyno, storico parco di Mosca, durante un raduno informale.

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Un ragazzo è stato arrestato a Mosca dopo che un estremista di destra ha diffuso un video in cui bacia un altro ragazzo.
Un ragazzo è stato arrestato a Mosca dopo che un estremista di destra ha diffuso un video in cui bacia un altro ragazzo.
3 min. di lettura

Un giovane è stato fermato dalla polizia di Mosca con l’accusa di “propaganda di relazioni non tradizionali” dopo che in rete è circolato un video in cui si baciava con un ragazzo in un parco. A diffondere le immagini è stato il canale Telegram “112”, vicino alle forze di sicurezza del regime di Putin. Al fine di imprimere una cultura della repressione e il terrore nelle persone LGBTIAQ+, nel video viene mostrato anche il momento dell’arresto.

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Secondo le ricostruzioni, il bacio sarebbe avvenuto il 1° settembre a Tsaritsyno, storico parco di Mosca, durante un raduno informale. Il filmato è stato rilanciato da Vladislav Pozdnyakov, neonazista rifugiato in Polonia e fondatore di un gruppo estremista, che sul suo canale ha invocato punizioni esemplari contro i due ragazzi, definendoli “pidoras” (in lingua russa l’equivalente di “fr*c*o”, “r*cch*one”) e insinuando che fossero “liberali ucraini. Lo scorso luglio era stato diffuso uno scioccante video di violenza da parte dell’estrema destra verso alcuni ragazzi gay.

Chi è Vladislav Pozdnyakov

Vladislav Pozdnyako è il fondatore del movimento ultra-nazionalista online “Male State” (“Stato Maschile”), nato nel 2016 e noto per campagne misogine e omofobe. Nel 2021 il gruppo è stato dichiarato organizzazione estremista dalla giustizia russa e bandito dai social, ma Pozdnyakov ha continuato le attività su Telegram, raccogliendo centinaia di migliaia di seguaci. Promuove ideologie di “nazional-patriarcato” e incita all’odio, alla violenza e alla persecuzione delle minoranze.

Dopo l’arresto del ragazzo accusato per il bacio gay, le autorità hanno aperto un fascicolo amministrativo ai sensi dell’art. 6.21 del Codice sugli illeciti amministrativi, la norma che vieta la cosiddetta “propaganda LGBT”. Non è escluso l’avvio di un procedimento penale. Al momento non si hanno notizie sull’identità del secondo giovane coinvolto, che sarebbe ricercato.

Repressione in Russia: un quadro sempre più cupo

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Al club Pose di Mosca si era verificato il primo raid repressivo contro persone LGBTIAQ+: il nostro articolo del marzo 2024
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Il caso rientra nella crescente persecuzione delle persone LGBTIAQ+ nella Russia di Putin. Nel novembre 2023 la Corte Suprema ha dichiarato il “movimento LGBT internazionale” un’organizzazione terrorista, aprendo la strada a centinaia di condanne amministrative e penali. Secondo Human Rights Watch, solo nella prima metà del 2025 si contano oltre 100 procedimenti anti LGBTIAQ+ legati alla nuova norma.

Multinazionali come Apple e Duolingo sono già state multate o costrette a rimuovere contenuti con riferimenti LGBT. La Elton John AIDS Foundation, storicamente attiva nel Paese, è stata messa al bando come “organizzazione indesiderabile”.

Sul piano sociale, la repressione si traduce in retate e controlli arbitrari: nel novembre 2024 la polizia ha fatto irruzione in locali gay di Mosca, costringendo i presenti a sdraiarsi a terra e sequestrando documenti. Parallelamente, il Cremlino ha vietato l’adozione di bambini russi da parte di cittadini di Paesi che consentono cure di affermazione di genere. Lo scorso maggio un raid di polizia in un club è stato effettuato nel locale “Bizarre” di Mosca: 200 persone sono state interrogate, e 20 uomini gay fermati con la minaccia di essere indotti a combattere sul fronte ucraino. L’accusa per tutti era di sospetta attività LGBTIQ+.

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Arrestate 50 persone in due locali gay e queer di Mosca nella giornata di celebrazione del coming out

Secondo l’ultimo rapporto di ILGA-Europe, la Russia occupa l’ultimo posto tra 49 Stati europei in termini di diritti LGBT. Se l’omosessualità non è formalmente illegale, la vita quotidiana di gay, lesbiche e persone trans è segnata da stigmatizzazione, assenza di protezioni legali e violenza istituzionalizzata.

Il giovane arrestato per un bacio a Tsaritsyno diventa così l’ennesimo simbolo di un Paese in cui l’amore LGBTIAQ+ viene trattato come un crimine.

Da pochi giorni è in vigore la legge che criminalizza l’atto di cercare online parole come “gay” e “Mussolini”, canzoni ucraine e delle Pussy Riot. Sono Vietate anche le VPN: ecco la lista delle parole “estremiste” che il regime di Putin vieta di digitare su internet.

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