È apparso su Idealista un annuncio di una camera in affitto a Milano, zona Rho, recante la dicitura No LGBT. Sulla nota piattaforma di vendesi e affittasi, che ha all’attivo numerose campagne che strizzano l’occhio alle persone LGBT, protagoniste di alcuni spot del marchio immobiliare, l’annuncio è ora depurato della dicitura “No LGBT”, dopo la segnalazione dell’eurodeputato PD Alessandro Zan sui propri social.
Per un appartamento di 3 locali in cui si accolgono in affitto 2 ragazzi, l’annuncio di locazione si presentava così fino a poche decine di minuti prima della pubblicazione del presente articolo (17 settembre 2025 ore 19.45):
Soggiorno minimo 2 mesi, solo persone educate, silenziose, rispettose degli ambienti comuni. Per festeggiare si va nei locali. Nel caso di lavoratori, è preferibile chi lavora di giorno. No LGBT. English speaking.
In Corso XXXXX a San Carlo – San Paolo – Stellanda, Rho (MI) dunque si affitta una camera, ma guai se siete apertamente LGBT. La pagina di Idealista specifica che i proprietari cercano qualcuno tra 25 e 45 anni, non importa il genere, soggiorno minimo di 1 mese, camera già disponibile. Non si può fumare, no a coppie, no ad animali, no a minori.

L’annuncio è ora online a questo indirizzo: la dicitura “NO LGBT” è stata rimossa. Durissimo Alessandro Zan nella sua denuncia social, in una storia su Instagram l’esponente del Partito Democratico ha condiviso lo screenshot dell’annuncio con il dettaglio omobitransfobico, aggiungendo un commento:
“Ecco il risultato della propaganda della destra”
In questi giorni è iniziato il percorso parlamentare per l’approvazione di una legge che vincolerebbe l’educazione affettiva e sessuale negli istituti scolastici al consenso dei genitori, come se si trattasse dell’ora di religione. Una legge fortemente voluta dal Governo e sostenuta dall’intera destra di maggioranza. Una proposta che mira“a ridurre drasticamente le possibilità che la scuola affronti temi legati ad affettività, sessualità e genere”, come denunciato da Massimo Prearo, sociologo e ricercatore italiano che studia movimenti LGBT+, politiche di genere e religione, durante le audizioni delle realtà LGBTIAQ+ italiane in commissione cultura alla Camera nelle scorse settimane.
La polemica di Zan sembra puntare il dito anche verso l’inusuale e scomposta reazione di Giorgia Meloni, presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, al barbaro omicidio dell’attivista di estrema destra americano Charlie Kirk, sodale di propaganda di Donald Trump, e odiatore seriale di persone LGBTI+, ad opera del “cane sciolto” Tyler Robinson che sembrerebbe, a quanto emerge dalle opache indagini USA, un esaltato e fanatico pro-LGBT. La premier in questi giorni ha seminato divisione e rancore, allineandosi ai toni da guerra civile del presidente americano.
Di certo in un paese in cui la destra di governo fomenta un clima di scontro e porta avanti disegni di legge apertamente anti-LGBTI, è legittimo pensare che il proprietario di un immobile si senta in sintonia (non giustificabile) con il clima istituzionale, al punto da pubblicare un annuncio di locazione recante l’aberrante scritta “NO LGBT”. Più strano che l’azienda proptech “Idealista” lasci passare un testo “NO LGBT” senza una censura automatica di messaggi di odio. Non pare impossibile per una protech company dotarsi di un filtro digitale che elimini messaggi di odio e discriminazione, considerando le attuali possibilità dei calcoli computazionali, a budget ridotti. Come è strano che l’annuncio sia ancora online, seppure depurato della scritta anti-LGBT voluta inizialmente dai potenziali affittuari. Che continuano ad essere clienti accettati da Idealista.
