Israele ha bloccato e arrestato gli attivisti della Flotilla, che tentavano di portare aiuti ai palestinesi stremati dallo sterminio in corso a Gaza. Bisogna dire chiaramente che quella missione non è solo solidarietà: è lotta popolare, sfida politica, gesto estremo per dire che le democrazie liberali non possono piegarsi al ricatto di uno Stato che agisce con logiche di aggressione coloniale e fascista come è oggi Israele.
Negli ultimi anni – almeno dal 2016 – Israele ha devastato il diritto internazionale, riducendolo a carta straccia, e si è impadronita di acque internazionali davanti alla Striscia. Lo ha fatto con la forza bruta, con la sua superiorità militare, esercitando un dominio totale che non ammette contraddizioni.
Il governo italiano è complice. Complice dello sterminio operato da Israele a Gaza. Giorgia Meloni appare come una figura svuotata, prosciugata dal potere, incapace di un gesto umano. La foga da bulla l’ha indotta a ribaltare la narrazione, riducendo lo sciopero in solidarietà con la Flotilla a un pretesto per allungare il weekend.
Ma il suo ruolo istituzionale è apicale. È capo dell’esecutivo votato dal parlamento eletto dal popolo sovrano della nostra nazione. Il 70% degli italiani, secondo un sondaggio Ixé, appoggia la Flotilla. Anche elettori di Lega e Fratelli d’Italia sono in maggioranza a fianco della Flotilla. Il popolo di destra vede cosa sta accadendo quanto quello di centro e di sinistra.
Il nodo delle armi è centrale. Il 30 settembre 2025 l’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, in un’intervista al Corriere della Sera, ha ammesso ciò che tutti sapevamo: l’Italia ha continuato a esportare armamenti verso Israele dopo il 7 ottobre 2023. È la conferma che il governo Meloni ha scelto la complicità, lasciando correre, fingendo di non vedere. Il governo italiano si è anche sottratto al riconoscimento dello Stato di Palestina, in un servile gesto di prostrazione alla deriva autoritaria degli USA di Trump.
L’orizzonte neofascista della destra italiana è chiaro.
La comunità LGBTIAQ+ conosce bene la ferocia di questa destra: dal 2022 ne sperimenta ogni giorno la brutalità. È la stessa ferocia che ora si salda con lo sterminio del popolo territoriale israeliano ai danni del popolo palestinese. Per questo domani, 3 Ottobre, invitiamo la comunità a scendere ancora una volta in strada, con manifestazioni pacifiche organizzate in tutte le città del Paese.
Tutte le realtà LGBTIAQ+ italiane sui social stanno invitando a partecipare alla giornata di protesta e solidarietà all’azione umanitaria e politica di Flotilla Global Sumud verso il popolo di Palestina a Gaza.
Deboli le parole di Elly Schlein in Parlamento e deboli le parole delle opposizioni. Ambiguo il Presidente Mattarella. La verità è che il governo italiano è complice di uno sterminio e dovrebbe dimettersi per ciò che non è accettabile dalla nostra carta costituzionale: spalleggiare un’azione di sterminio di umani inermi.
Come ha ammesso la stessa presidente del Consiglio, questa è una battaglia soprattutto politica. Una battaglia popolare per salvare le democrazie liberali dall’assuefazione, dalla complicità, dall’indifferenza.

Le devastazioni fatte dai manifestanti ditemi cosa c'entrano con la causa Palestinese. Da biasimare.