Bolsonaro, condanna definitiva: 27 anni di carcere per tentato golpe. Salvini lo difende

La Lega attacca "la sinistra", che a suo dire "anche in Brasile usa ogni mezzo pur di fermare i propri avversari. Una vergogna: solidarietà all’ex presidente".

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Bolsonaro e Salvini, la foto social
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A poco più di due mesi dalla condanna a 27 anni e 3 mesi di carcere per i reati di tentato golpe, criminalità organizzata, abolizione violenta dello stato di diritto, danneggiamento aggravato e deterioramento del patrimonio storico, Jair Bolsonaro ha ieri scoperto che amnistia permettendo passerà il resto della propria vita in carcere. La Corte Suprema del Brasile ha  infatti dichiarato la sentenza come “passata in giudicato“, diventando così esecutiva.

Condanna esecutiva, Salvini attacca i giudici

bolsonaro

Bolsonaro è dietro le sbarre da sabato scorso, in un penitenziario di Brasilia, dopo aver tentato di rompere la cavigliera elettronica che indossava. Mai un ex presidente era stato condannato per reati simili. Il giudice della Corte Alexandre de Moraes ha paragonato Bolsonaro ad un capomafia, sottolineando come non ci fosse “alcun dubbio” che fu proprio lui ad organizzare e a guidare il tentato golpe di due anni e mezzo fa, provando a sovvertire il risultato elettorale del 2022, arrivando a pianificare l’omicidio di Lula, del suo vice e dello stesso de Moraes. L’8 gennaio 2023, ovvero 7 giorni dopo l’insediamento di Lula, ci fu l’assalto della folla dei fedelissimi di Bolsonaro ai palazzi istituzionali di Brasilia. Oltre a Bolsonaro sono stati condannati anche gli ex ministri Augusto Heleno e Paulo Sérgio Nogueira, rispettivamente a 21 e 19 anni di carcere, l’ex Guardasigilli Anderson Torres e il deputato ed ex direttore dell’inteligence Alexandre Ramagem, a 24 e 16 anni.

Dall’Italia nelle ultime ore la Lega si è detta vicina a Bolsonaro, attaccando “la sinistra” che “anche in Brasile usa ogni mezzo pur di fermare i propri avversari. Una vergogna: solidarietà all’ex presidente“.


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Nel 2018, quando Bolsonaro vinse le presidenziali, Salvini festeggiò la sua elezione. A fine 2021 l’attuale vicepremier lo accolse a braccia aperte al cimitero di San Rocco, dove si trova un monumento votivo in onore ai Caduti brasiliani. Persino la diocesi di Padova espresse “forte imbarazzo” dinanzi alla cittadinanza onoraria concessa dalla giunta leghista di Anguillara Veneta, da cui emigrò il bisnonno paterno. Ma Salvini era lì, sorridente, al suo fianco. Quattro anni dopo, persino dinanzi ad una condanna per reati tanto gravi, la Lega continua a schierarsi al fianco di un uomo indifendibile, autore di un disastroso mandato presidenziale che dal 2019 al 2023 ha detto e fatto di tutto.

4 anni di omobitransfobia firmati Bolsonaro

Bolsonaro, condanna definitiva: 27 anni di carcere per tentato golpe. Salvini lo difende - Jair Bolsonaro - Gay.it

Estremista di destra, ha trascinato il Brasile in una gravissima crisi sanitaria, economica, etica, sociale e politica, dando il via alla deforestazione dell’Amazzonia. Orgogliosamente omotransfobico, misogino e razzista, è stato accusato da una commissione del Senato brasiliano di “crimini contro l’umanità” per come ha gestito la pandemia da Coronavirus, spesso e volentieri definita ‘inesistente’ al cospetto delle telecamere. 600.000 i morti “ufficiali” brasiliani, con le immagini delle fosse comuni che in piena pandemia fecero il giro del mondo.

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Basta affrontare il Covid-19 come se fossimo un Paese di fr*ci”, tuonò a fine 2020, dopo aver precisato che non usava mascherine perché “sono da fr*ci“. Precedentemente il presidente del Brasile aveva attaccato l’OMS, perché a suo dire “incoraggia i bambini ad essere gay e a masturbarsi”, dopo aver apostrofato un giornalista nel corso di una conferenza stampa (“hai la faccia da gay“). Nel 2019 Bolsonaro fece sapere alla Corte Suprema brasiliana che “l’omofobia non sarà mai reato”, per poi precisare che il Brasile non sarà mai il “paradiso del turismo gay“. Precedentemente Bolsonaro aveva affermato che preferirebbe avere un figlio morto, piuttosto che gay, mentre in un’intervista con Playboy ammise che “sarebbe incapace di amare un figlio omosessuale”. Per poi aggiungere: “Se una coppia gay venisse a vivere nel mio edificio, la mia proprietà perderebbe valore. Se camminano per mano, si baciano, perderebbe valore!”.

3 anni fa riuscì a fare campagna elettorale persino durante il funerale della Regina Elisabetta II. Direttamente dalla casa dell’ambasciatore brasiliano a Londra, Bolsonaro denunciò l’aborto e “l’ideologia di genere“.  “Siamo sulla strada giusta”, disse dal balcone. “Siamo un Paese che non vuole discutere della legalizzazione delle droghe, che non vuole discutere della legalizzazione dell’aborto e un Paese che non accetta l’ideologia di genere. Il nostro slogan è: Dio, patria, famiglia e libertà”.

 

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