Il romanzo It di Stephen King è stato improvvisamente ritirato dalla vendita in Russia dopo una serie di denunce che lo accusano di contenere “propaganda di relazioni non tradizionali”. Una formula ormai tristemente ricorrente nel Paese, utilizzata per censurare qualsiasi rappresentazione LGBTQIA+, anche marginale o contestuale. A intervenire è stata la casa editrice AST, che ha confermato di aver rimosso un intero lotto del libro in attesa di una indagine interna. La vicenda, che all’apparenza potrebbe sembrare un episodio isolato, si inserisce invece perfettamente nella politica repressiva che negli ultimi anni ha colpito cultura, media e diritti queer. Ecco cosa sta succedendo e perché anche un classico dell’horror può diventare un bersaglio della censura.
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Russia, il clima repressivo colpisce anche l’editoria
Anche un classico dell’horror, in Russia, può diventare bersaglio della censura. E’ quanto accaduto in seguito al ritiro della vendita di It, bestseller di Stephen King, a quasi quarant’anni dalla sua pubblicazione. Si tratta dell’ennesimo segnale della stretta repressiva voluta dal Cremlino contro tutto ciò che può essere interpretato come “propaganda di relazioni non tradizionali”, formula con cui la legge russa identifica e censura qualsiasi rappresentazione LGBTQIA+, anche la più marginale o indiretta.
La notizia è stata diffusa dall’agenzia di stampa statale TASS e conferma un quadro sempre più cupo per la libertà artistica e per i diritti delle persone LGBTQIA+. Nel Paese guidato da Vladimir Putin, dal 2022 ogni contenuto che contenga personaggi, situazioni o allusioni LGBTIAQ – anche se non espliciti – viene censurato. Nel 2013 la legge anti-gay era stata approvata soltanto nel caso di minori, ma nove anni dopo è stata estesa a qualsiasi contenuto, anche per persone adulte.
Questa volta, sotto attacco non c’è un autore russo “scomodo”, ma uno dei romanzi più celebri del mondo: It, scritto da Stephen King e pubblicato nel 1986, tradotto ovunque, studiato, analizzato e adattato più volte per cinema e televisione.
La decisione: lotto ritirato da librerie e marketplace
Secondo quanto dichiarato a TASS dalla direttrice generale della casa editrice AST, Tatiana Gorskaja, il ritiro è avvenuto in seguito a segnalazioni ufficiali:
“Sì, un intero lotto del romanzo è stato ritirato. È arrivata una segnalazione, e l’Unione Russa degli Editori ha condotto una perizia preliminare. Su cosa vertevano le lamentele? Sulla non conformità alla legislazione attuale”.
Il riferimento è alla legge che vieta qualsiasi forma di rappresentazione di “relazioni non tradizionali”, estesa nel 2022 agli adulti e non più solo ai minori. Una norma che consente alle autorità di censurare libri, film, videogiochi, fumetti, siti web, articoli e perfino post social.
Il romanzo di King, pubblicato da decenni in Russia, è improvvisamente finito sotto una lente d’ingrandimento ideologica che punta a setacciare qualunque accenno a contenuti queer.
A confermare il giro di vite anche i marketplace russi: la piattaforma Wildberries & Russ ha rimosso il titolo spiegando che “potrebbe essere vietato in Russia o violare le regole della piattaforma”.
L’uso dell’intelligenza artificiale per la censura dei libri
A rendere la vicenda ancora più significativa è la dichiarazione della stessa Gorskaja sull’uso dell’IA nei controlli: “Per fortuna, oggi abbiamo la possibilità di utilizzare l’intelligenza artificiale per controllare i libri pubblicati. Abbiamo iniziato a usare queste tecnologie letteralmente negli ultimi giorni. Anche se, ovviamente, alla fine il risultato viene valutato da una persona in carne e ossa, un esperto”.
Secondo la direttrice di AST, la casa editrice sta conducendo una propria analisi dettagliata del romanzo per decidere se applicare un’etichetta di avvertimento o se chiedere addirittura modifiche al testo originale: “Nel caso emergano gravi e inaccettabili incongruenze, ci rivolgeremo direttamente al detentore dei diritti chiedendo l’autorizzazione a modificare il testo”.
È un dettaglio non secondario: modificare un classico della letteratura mondiale per conformarlo a una legge anti-LGBTQIA+ rappresenterebbe un precedente estremamente grave.
La censura anti-LGBTQIA+ come arma politica

Per comprendere appieno l’ultimo episodio repressivo, occorre guardare al contesto più ampio della Russia attuale.
Il caso del ritiro di It si inserisce in un contesto già segnato da una repressione sistematica delle persone LGBTQIA+ nella Russia di Putin. Il punto di svolta è arrivato nel novembre 2023, quando la Corte Suprema ha dichiarato il cosiddetto “movimento LGBT internazionale” un’organizzazione terroristica: una decisione che, di fatto, ha permesso alle autorità di avviare un’ondata di procedimenti amministrativi e penali mai vista prima. Secondo Human Rights Watch, nella sola prima metà del 2025 si contano oltre cento casi aperti in base alla nuova normativa.
La stretta non riguarda solo attivisti e cittadini privati: diverse multinazionali sono già state colpite. Apple e Duolingo sono state multate o costrette a eliminare ogni riferimento LGBTQIA+ dalle loro piattaforme, mentre la Elton John AIDS Foundation – storicamente impegnata nella prevenzione dell’HIV nel Paese – è stata inserita nella lista delle “organizzazioni indesiderabili”, con conseguente blocco totale delle attività.
Sul piano sociale, la repressione assume forme ancora più violente. Negli ultimi anni si sono moltiplicate retate, perquisizioni e controlli nei locali queer. Parallelamente, il Cremlino ha vietato l’adozione internazionale di minori russi da parte di cittadini di Paesi che consentono le cure di affermazione di genere, presentandola come misura di “protezione”.
Perché It è finito nel mirino della censura russa
A finire nel mirino della censura russa non è stato tanto It in sé, quanto il nuovo clima politico che trasforma qualsiasi opera occidentale in un potenziale bersaglio. Nel romanzo di Stephen King non esistono trame o personaggi apertamente queer, ma nella Russia di oggi basta molto poco: la legge contro la “propaganda di relazioni non tradizionali” punisce qualsiasi accenno, anche indiretto, a temi legati all’identità, ai legami emotivi tra adolescenti o alla scoperta della sessualità. Come accade in molti titoli di King, It racconta proprio l’intimità, la vulnerabilità e la crescita di un gruppo di ragazzi, elementi che gruppi ultraconservatori e segnalatori pro-Cremlino interpretano come sospetti, senza bisogno di citare passaggi precisi. Il risultato è un’operazione eminentemente politica: colpire un bestseller mondiale permette di lanciare un messaggio chiaro all’editoria russa – nessun titolo è al sicuro – e allo stesso tempo rinsaldare la narrativa anti-occidentale che associa ogni prodotto culturale internazionale a una minaccia ai “valori tradizionali”. It diventa così un pretesto perfetto per dimostrare la forza della macchina censoriale.
In questo contesto, a fare davvero paura non è più il romanzo sull’orrore scritto da Stephen King, quanto piuttosto ciò che accade oggi in Russia, a dimostrazione che i mostri più pericolosi vivono nelle leggi che decidono chi può essere rappresentato e chi deve sparire.
Il ritiro di It è l’ennesimo capitolo di una campagna politica che vuole cancellare ogni traccia di diversità. E mentre il Paese continua a stringere la morsa, la cultura – come la comunità LGBTQIA+ – diventa una delle sue prime vittime.

