Mahmood e l’eloquenza queer: nudo con una canna in bocca su BUTT Magazine

Le fotografie di Luke Abby raccontano quello che Alessandro non ha mai sentito il bisogno di spiegare a parole.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Mahmood e l'eloquenza queer: nudo con una canna in bocca su BUTT Magazine - Mahmood BUTT Luke Abby - Gay.it
Mahmood BUTT Luke Abby
2 min. di lettura

Deliberato e preciso come una lama, Alessandro (famosissimo al mondo come Mahmood) sa scegliere dove mettere il corpo. Nessun divano di talk show a rispondere a domande sulla sua vita privata. Nessuna intervista dove qualcuno aspetta, con la penna in mano, che lui finalmente dica la parola giusta. No. Alessandro mette il corpo su BUTT Magazine, davanti all’obiettivo di Luke Abby. In una sauna, sudatissimo, con una canna in bocca. Illegale ad ogni livello, si dirà. Illegale soprattutto per i conformismi alla “Per sempre sì” del recente Sanremo meloniano. Uno schifo antiqueer e antifemminista, come abbiamo scritto qualche minuto dopo la conclusione del Festival che un tempo premiava “Soldi“, e in un altro ci faceva venire i “Brividi” e ora scivola negli abissi del conformismo regressivo di una Rai ridotta a megafono mussoliniano.

Ma torniamo a Mahmood. Mezzo nudo con una joint in bocca tra i vapori di una sauna. E poi ancora per strada “a chiappe da fora“. Accade su BUTT Magazine, tornato in vita nel 2022. Look and feel da fanzine, BUTT nacque ad Amsterdam nel 2001 dalla mente di Gert Jonkers e Jop van Bennekom, stampata su carta rosa (tipo Gazzetta dello Sport da noi LOL) in formato tascabile. Ha passato vent’anni a pubblicare corpi, desideri, confessioni e ironie che il mondo mainstream non sapeva dove mettere. Una bibbia tascabile del queer più viscerale e autentico, che ha ospitato John Waters e Hedi Slimane e che dopo una lunga pausa è tornata nel 2022. Mahmood l’ha scelta per mettersi letteralmente nudo. Ha fatto benissimo. Perché BUTT è quella cosa queer, ma un po’ gay. BUTT è quella cosa gay, ma tanto queer.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Luke Abby (@lukeabby)

Luke Abby, fotografo newyorkese con un’estetica che sta tra il sogno e la moda, tra il ritratto intimo e la costruzione scenica, è esattamente il tipo di sguardo che serve per un soggetto come Mahmood: qualcuno che sa guardare senza ridurre, che trasforma l’edonismo sfacciato in vibrazione liberatoria.

Alessandro non ha mai sentito il bisogno di spiegare. Ha detto, una volta, che catalogarsi crea distinzioni. La famosa etichetta che fece infuriare i gays. Ha detto che finché l’omosessualità non sarà percepita come normale, non c’è niente da dichiarare. Poi è salito su un palco di New York durante la Pride Week, con un corsetto in pelle allacciato stretto, e ha cantato alla sfilata di Willy Chavarria ( con cui nel 2024 fece un video, anche qui nudo). Ora posa per BUTT.

Alcuni vengono fuori con le parole. Altri con i gesti. Alessandro ha scelto i gesti. E sono eloquentissimi.

PS: ma poi, il nuovo disco?

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.