Nel giorno del TDoV, celebrazione della visibilità trans in tutto il mondo, l’Italia è il paese nel quale si guardano più video per adulti con protagoniste persone trans. Lo comunica la piattaforma Pornhub, confermando il primato italiano del 2025 e del 2024.

Nel 2025, secondo i dati di ILGA World, più di sessanta Paesi criminalizzano ancora le relazioni tra persone dello stesso sesso, e il numero di Stati che adottano leggi esplicitamente dirette a limitare i diritti delle persone trans è in crescita costante. Gli Stati Uniti di Trump procedono con una transfobia ideologica esecutiva di Stato: l’ultima notizia è l’esclusione da parte del CIO delle atlete trans dalle Olimpiadi e la reintroduzione dei test genetici, un provvedimento figlio della pressione USA sul Comitato Olimpico. Nel Regno Unito il divieto di farmaci bloccanti inflitto alle giovani persone trans ha fatto alzare il tasso di suicidio.

L’Ungheria ha vietato la partecipazione delle persone trans al Trans Day of Visibility, la Bielorussia ha introdotto nuove restrizioni al riconoscimento dell’identità di genere, il Senegal discute leggi che potrebbero punire con il carcere qualsiasi espressione di identità non conforme. L’India si appresta a modificare in senso restrittivo la storica legge sull’autodeterminazione di genere, e lo stesso sta avvenendo in Portogallo dove l’estrema destra spinge per tre disegni di legge anti-trans.

L’Italia non è da meno. Il paese la cui popolazione tanto apprezza contenuti per adulti con persone trans, ha utilizzato la pressione esecutiva del Governo Meloni per mettere sotto osservazione l’Ospedale Careggi di Firenze che si occupa di accompagnare le persone trans minorenni e i loro familiari nell’affermazione del proprio genere. Più di recente la destra italiana ha messo in cantiere un disegno di legge, il Ddl Roccella Schillaci, che vorrebbe controllare le cure per minori trans attraverso una schedatura ad personam dai tratti inquietanti. La stessa comunità scientifica ha lanciato l’allarme sul pericolo della norma incubata dalla maggioranza Meloni.

In questo clima, il 31 marzo acquista un peso diverso: celebrare la Giornata Internazionale della Visibilità Transgender significa soprattutto resistere.

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In questo contesto arrivano i dati di Pornhub, pubblicati proprio in occasione della ricorrenza.

Video per adulti con persone trans: Italia prima nel mondo per visualizzazioni

Secondo il report della piattaforma, l’Italia è il Paese con la più alta popolarità di contenuti transgender al mondo, con un +103% rispetto alla media globale. Un dato che ci colloca davanti a Uruguay (+77%) e Regno Unito (+72%).

Le città con più streaming

A livello locale, le città in cima alla classifica nazionale per streaming di video a tema transgender rispetto alla media italiana sono Lucca (+45%), Pisa (+30%) e Genova (+21%), seguite da Bergamo, Novara, Pescara, Forlì, Brescia, Reggio Calabria, Ferrara, Prato, Avellino, Trieste, Roma, Bologna e Milano.
Tra le persone trans più viste in Italia figurano Emma Rose, Eva Maxim e Ariel Demure, che completano la top 5 con Daisy Taylor e Kimmy Asian Trans.

Chi guarda, e come cambia con l’età

A livello globale, gli uomini hanno l’8% di probabilità in più rispetto alle donne di guardare contenuti con protagoniste persone trans*. Ma è il dato generazionale a sorprendere: sono gli over 65 i più interessati a questa categoria (+21%), seguiti dalla fascia 55-64 anni (+20%) e dalla fascia 45-54 (+11%). I meno interessati risultano invece i più giovani, tra i 18 e i 24 anni (-22%).

Desiderio e visibilità

Questi dati si inseriscono in un dibattito che la teoria queer affronta da decenni: il desiderio non segue necessariamente le categorie identitarie, né l’attrazione verso persone trans implica automaticamente un’identità non eterosessuale in chi la prova. Ciò che il report di Pornhub documenta è, almeno in parte, una forma di visibilità: quella delle performer trans, che esistono, lavorano e vengono cercate. Non è una forma di visibilità sufficiente, né immune da sfruttamento e stereotipizzazione.

Resta inoltre il sospetto, difficile da documentare, che lo stigma culturale verso corpi non cis e/o non binari costituisca una ulteriore leva del desiderio di ciò che è proibito e discriminato. E forse non è un caso che proprio gli Italiani, popolo soggiogato dal cattolicesimo della doppia faccia moralista e bugiarda, guardano più video per adulti con protagoniste le persone trans.

 

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