Sabato 20 giugno 2026 Rovigo ospiterà per la prima volta nella sua storia un Pride. Un appuntamento destinato a segnare una data importante non solo per la comunità LGBTQIA+ locale, ma per tutto il Polesine, un territorio che troppo spesso si percepisce ai margini delle grandi città, delle politiche pubbliche e dei servizi.
Alla vigilia della manifestazione, durante la conferenza stampa di presentazione, il comitato organizzatore ha illustrato percorso, obiettivi e ragioni politiche del primo Rovigo Pride, promosso da Politropia Arcigay Rovigo insieme a numerose realtà associative del territorio. L’obiettivo dichiarato è portare in città almeno 500 partecipanti, una stima che, secondo le valutazioni della polizia locale, potrebbe anche crescere.
“20 giugno 2026, segnati la data! Il primo Pride arriva a Rovigo. Un passo storico per la nostra città”, scrive il comitato organizzatore sui social.
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Il primo Rovigo Pride della storia della città
L’ingresso di Rovigo nel calendario nazionale dei Pride rappresenta un momento storico per il Veneto e per una provincia che raramente trova spazio nel dibattito pubblico nazionale.
Il Polesine viene descritto dagli organizzatori come “una terra di confine: ai margini geografici, ma anche ai margini delle politiche e dei servizi”. Una realtà dove, per molte persone LGBTQIA+, vivere apertamente la propria identità non è sempre semplice. Mancano luoghi di aggregazione, punti di riferimento visibili e servizi adeguati:
“Per troppo tempo le persone LGBTQIA+ hanno dovuto cercare altrove quello che non trovavano, spesso questo ha coinciso con lo scegliere tra nascondersi o andarsene”.
Il Pride nasce proprio per invertire questa tendenza: “Si può costruire comunità anche qui, che la presenza conta e la visibilità a volte salva vite”.
Il significato del logo del Rovigo Pride
Uno degli elementi più simbolici di questa prima edizione è il logo ufficiale, presentato dal comitato come sintesi visiva del progetto politico: “Ogni elemento racconta qualcosa della città che immaginiamo: aperta, plurale, nostra”.
Il logo richiama uno dei simboli più riconoscibili di Rovigo: le sue due torri, Torre Donà, la più alta, e Torre Grimani, conosciuta come “la torre mozza”. “Abbiamo scelto uno dei simboli del cuore della città, della sua storia e che si presentano anche l’una opposta all’altra”, spiegano gli organizzatori.
Sulla torre mozza sventola la Progress Pride Flag, nella versione che include i colori delle comunità trans, migranti, razzializzate e intersex. “La nostra bandiera sulle torri, per unire storia e orgoglio, prenderci il nostro spazio e costruire una città in cui nessuna persona venga lasciata indietro e ognuna possa sentirsi vista, rispettata e libera di essere sé stessa”.
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Un manifesto politico radicale e intersezionale
“Siamo qui, esistiamo, lottiamo e abitiamo questo territorio”, si legge nelle prime righe del manifesto politico. Il documento del Rovigo Pride affronta numerosi temi: diritti LGBTQIA+, diritti trans, salute, scuola, transfemminismo, antirazzismo, disabilità, marginalità territoriale e lavoro.
Gli organizzatori definiscono il Pride “atto politico prima che celebrazione”.
Tra le principali rivendicazioni del manifesto figurano il matrimonio egualitario, il pieno riconoscimento delle famiglie omogenitoriali, l’accesso universale alla procreazione medicalmente assistita, la tutela dei diritti delle persone trans, l’introduzione dell’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, il diritto alla salute mentale, la piena applicazione della legge 194 e l’adozione di politiche antirazziste e antifasciste.
“L’antifascismo non è uno slogan: è una pratica quotidiana e questo Pride è antifascista”, spiegano.
“La nostra esistenza non è dibattito”: il capitolo dedicato ai diritti trans
Particolarmente forte il passaggio dedicato alle persone trans, che il manifesto colloca al centro di una critica politica molto netta: “Le persone trans sono al centro di un attacco politico e mediatico che non si ferma”.
E ancora: “Siamo stancə di essere trattatə come un problema da gestire. La nostra esistenza non è un’emergenza né una minaccia”.
Il documento chiede il rispetto dei percorsi di affermazione di genere, la tutela della carriera alias e la fine di ogni forma di medicalizzazione forzata.
Un Pride autogestito e autofinanziato
Il Rovigo Pride sottolinea con chiarezza la propria indipendenza economica e politica: “Questo Pride è autogestito e per la maggior parte autofinanziato”.
Il comitato dichiara di non voler accettare finanziamenti da multinazionali interessate al rainbow washing e invita i partiti politici a partecipare senza simboli. “Le nostre lotte non sono terreno di campagna elettorale”.
La polemica con la sindaca Valeria Cittadin e il caso Piazza Matteotti
Il primo Pride di Rovigo è finito al centro del dibattito politico dopo le dichiarazioni della sindaca Valeria Cittadin, che ha espresso una “netta contrarietà” alla manifestazione. Secondo la prima cittadina, il Pride sarebbe una forma di “provocazione ideologica, esibizionismo e spettacolarizzazione”.
Parole che hanno provocato immediate reazioni. Il comitato ha replicato: “Il Pride non è una provocazione, ma un momento di partecipazione civile che appartiene ormai alla storia democratica del Paese”.
Anche l’europarlamentare Alessandro Zan ha definito le dichiarazioni della sindaca “gravissime, offensive e irresponsabili”.
Nei giorni successivi, lo scontro si è spostato anche sul piano amministrativo, dopo il parere negativo del Comune sull’utilizzo di Piazza Matteotti per la parte conclusiva e statica della manifestazione. Il Comitato Rovigo Pride ha denunciato di aver appreso la notizia prima dalla stampa che da una comunicazione ufficiale dell’amministrazione, parlando di “ostruzionismo” e di una decisione che avrebbe “una sola spiegazione plausibile: ragioni ideologiche”.
Al centro della vicenda c’era la richiesta, inviata via PEC il 15 aprile, di poter utilizzare Piazza Matteotti per la parte finale del Pride. Secondo il Comune, l’area non sarebbe stata idonea a ospitare una permanenza prolungata di persone per ragioni legate alla tutela del monumento dedicato a Giacomo Matteotti. Il comitato ha però contestato questa ricostruzione, sostenendo di non aver mai previsto l’occupazione del monumento e denunciando un trattamento diverso rispetto ad altri eventi pubblici ospitati nella stessa zona.
“Due pesi e due misure che configurano una discriminazione inaccettabile”, hanno scritto gli organizzatori, confermando comunque l’appuntamento del 20 giugno.
Alla fine, il percorso del Pride resta confermato con passaggio in Corso del Popolo, all’altezza di Piazza Matteotti, mentre la parte finale più comunitaria dell’evento si svolgerà in Piazza Tienanmen, con musica, interventi, banchetti informativi e momenti di socialità fino alle 23.
Il percorso e il programma del Rovigo Pride 2026

Il concentramento è previsto sabato 20 giugno alle ore 16:00 in Piazza Fratelli Cervi. Alle 16:30 sono in programma i primi interventi, mentre la partenza del corteo è fissata alle 17:00.
La parata attraverserà le vie principali della città e farà tre tappe con interventi pubblici: alla Chiesa delle Fosse, in Piazza Umberto Merlin, conosciuta anche come Piazza della Fontana, e in Corso del Popolo, all’altezza di Piazza Matteotti.
Dopo lo scioglimento del corteo, la parte finale dell’evento si sposterà in Piazza Tienanmen, dove la giornata proseguirà con musica live, dj set, ultimi interventi, banchetti informativi delle associazioni, uno spazio bimbə, i libri del Libraccio e la birra di Vojo. La chiusura è prevista entro le 23:00.
A sostenere il Rovigo Pride c’è una rete ampia e trasversale di associazioni, sindacati, cooperative e organizzazioni, tra cui Politropia Arcigay Rovigo, Famiglie Arcobaleno, Rete Genitori Rainbow, Agedo Venezia, CGIL Rovigo, Sat Pink, Genderlens, Auser provinciale Rovigo, Arci, Mediterranea, Rete Studenti Medi Rovigo, Legambiente, Libera, Emergency, FIAB, Voci per la Libertà e molte altre realtà del territorio.
Hanno inoltre aderito alcune forze politiche e civiche, tra cui Sinistra Italiana, Circolo Antonio Gramsci, Civica per Rovigo, Forum dei cittadini Rovigo e Partito Democratico provincia di Rovigo.
Il comitato ha anche lanciato una raccolta contributi per sostenere le spese dell’organizzazione del primo Rovigo Pride.
Rovigo Pride 2026: come restare aggiornatə
Il Rovigo Pride 2026 si preannuncia come un appuntamento storico per il Polesine e per tutta la comunità LGBTQIA+ del territorio. Una giornata di visibilità, partecipazione e rivendicazione che porterà per la prima volta l’orgoglio arcobaleno nel cuore della città.
Per restare aggiornatə su tutte le novità, dal programma agli ospiti fino alle informazioni sul corteo, è possibile seguire i canali ufficiali del Rovigo Pride sui social network (IG).
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