L’ennesimo attacco a un Pride italiano è arrivato a Catania, durante il corteo del 27 giugno. Dopo gli episodi registrati nelle scorse settimane in altre città, anche la manifestazione arcobaleno catanese è stata attraversata da insulti omofobi, aggressioni verbali e almeno un episodio di violenza fisica denunciato dagli organizzatori. Un clima che il comitato del Catania Pride legge come parte di un’ostilità crescente contro le persone LGBTQIA+ e contro gli spazi pubblici di rivendicazione politica.
Il Catania Pride tra orgoglio e attacchi
Un Pride “bello, colorato, fatto realmente dal basso e del tutto autofinanziato”, ma anche più complesso degli anni precedenti. È il bilancio tracciato dal Catania Pride dopo il corteo del 27 giugno, una manifestazione che ha portato la marea arcobaleno lungo le strade della città fino a piazza Università e che, nelle parole degli organizzatori, ha confermato il bisogno di ricostruire a Catania “quel senso di comunità” ritenuto necessario. Il corteo è stato però anche attraversato da momenti di tensione.
A raccontarlo sono stati il comitato del Catania Pride e Open Catania, realtà centrale nell’organizzazione del corteo, attraverso un post pubblicato sui social.
“E anche questo pride lo abbiamo portato a casa”, ha scritto Catania Pride su Instagram, rivendicando il carattere politico e comunitario della giornata. “Un pride che ha visto un Village partecipato, dove abbiamo ricreato quel senso di comunità che tanto è necessario a Catania. Un pride politico, in poche parole”.
Poi, però, la denuncia: “Eppure è stato più difficile degli scorsi anni, perché è successo ciò che mai prima si era verificato: continui attacchi contro la nostra comunità e contro il nostro corteo”.
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Gli insulti al corteo: “Fate schifo” e “fr*ci di m*rda”

Secondo quanto riportato da SiciliaWeb, alcuni partecipanti al Catania Pride hanno raccontato di essere stati bersagliati da offese durante il corteo. “Siamo stati bersagliati da offese come ‘Fate schifo’ e ‘Fr*ci di m*rda’”, hanno denunciato.
Nel servizio di SestaRete TV, gli episodi sono stati descritti come insulti “squadristi” rivolti ad alcuni partecipanti, tra cui offese omofobe. Luca Bruno di Open Catania ha ricostruito uno degli episodi avvenuti durante la manifestazione. “Un episodio di violenza verbale avvenuto a partire dallo striscione di testa con una persona che ha iniziato a urlarci che facevamo schifo, ma che poi si è allontanata in maniera autonoma”, ha spiegato.
Un episodio che, secondo gli organizzatori, si inserisce in un clima più ampio di ostilità verso la comunità LGBTQIA+ e verso il Pride. Dal palco del Catania Pride è stato ricordato anche il precedente storico del 2006, quando Forza Nuova contestò il corteo. “Nel 2006, Forza Nuova contestò il corteo del Catania Pride. 20 anni dopo, siamo qui, più belle, più forti e ancora marea”.
Il riferimento non è casuale. Nel post pubblicato dopo la manifestazione, il comitato ha ricordato il ventesimo anniversario della manifestazione “Orgoglioso antifascismo”, che nel 2006 richiamò a Catania realtà LGBTQIA+ da tutta Italia in difesa del Pride. “E da quella storia noi ci facciamo ispirare”, hanno scritto gli organizzatori.
Il tentativo di salire sul carro e il pugno alla sicurezza
L’episodio più grave, stando alla ricostruzione di Open Catania, sarebbe avvenuto quando una persona in stato di alterazione avrebbe provato a salire sul carro del Catania Pride. Dopo il rifiuto da parte del servizio d’ordine, l’uomo si sarebbe allontanato per poi tornare verso il corteo.
“A seguire una cosa più grave”, ha raccontato Luca Bruno a SestaRete TV, “Gli è stato rifiutato il suo accesso al carro. In risposta, lui si è allontanato per poi riavvicinarsi e dare un pugno in faccia alla persona che si occupava del servizio d’ordine”.
Il servizio d’ordine del Pride, secondo quanto scritto dal comitato, ha avuto un ruolo decisivo nel garantire la sicurezza della manifestazione. “Piena vicinanza allə nostrə militanti che hanno subito aggressioni verbali e fisiche. E un grande ringraziamento al nostro servizio d’ordine che ha garantito la sicurezza durante lo svolgimento della manifestazione”, si legge nel post.
La compagna dell’uomo soccorsa dal comitato
Dopo l’aggressione, la compagna dell’uomo identificato dalla polizia avrebbe avuto un malore e una crisi d’ansia. Luca Bruno ha spiegato che la donna sarebbe stata immediatamente aiutata dal comitato del Pride.
“L’abbiamo fatta salire sul carro e lei ci ha raccontato che la persona in questione è una persona violenta. Infatti stiamo aiutando per avviare un percorso nelle reti contro la violenza sulle donne”, ha aggiunto Bruno.
Una ricostruzione che aggiunge un ulteriore elemento alla cronaca della giornata oltre all’attacco al corteo.
SiciliaWeb, nella sua ricostruzione, ha riportato anche la denuncia di un tentativo di aggressione fisica ai danni di una ragazza in corteo, “fortunatamente sventata in tempo”: secondo il racconto raccolto dalla testata, un giovane si sarebbe scagliato contro una ragazza e sarebbe stato fermato da altri manifestanti, mentre lei sarebbe stata soccorsa e fatta salire sul carro del comitato.
“Un fiume umano gioioso ma incazzato”

Nonostante le tensioni, il serpentone arcobaleno ha attraversato Catania rivendicando una presenza politica oltre che festosa, in una giornata che gli organizzatori hanno definito “un fiume umano gioioso ma allo stesso tempo incazzato, che ha trasformato la città nello spazio di una rivoluzione tanto festosa quanto irremovibile”.
Dal palco e lungo il corteo, gli interventi hanno denunciato quella che gli attivisti definiscono un’involuzione culturale, legata all’avanzata delle destre, ai governi ultraconservatori, alla propaganda patriarcale e ai tagli che colpiscono diritti civili e sociali.
Luca Bruno, nel servizio trasmesso dalla rete locale, ha collegato gli episodi avvenuti durante il corteo a un clima sociale più ampio. “Questo dimostra effettivamente il clima di odio e violenza che continua, appunto, a aumentare nella nostra società”, ha detto. Poi l’appello alla cittadinanza: “Sostenere sia le attività che svolgiamo, le attività delle associazioni per provare, appunto, a trovare una soluzione da questo punto di vista e ad avere un miglioramento in quella che è una società che continua a sprigionare odio e violenza nei nostri confronti”.
La risposta del Catania Pride: “Non hanno capito con chi hanno a che fare”
La risposta del comitato, nelle ore successive al corteo, è stata netta. “Forse pensano di intimidirci, ma in tal caso non hanno davvero capito con chi hanno a che fare”, ha scritto Catania Pride su Instagram.
Il post chiude con un messaggio di determinazione politica: “Vorrà dire che saremo ancora più determinatə per costruire un pride di rottura e di alternativa all’odio più strisciante”.
Infine, il ringraziamento alla “colorata marea” che ha attraversato Catania: “Abbiamo dimostrato a questa città che esiste la sua parte migliore. Grazie ancora”.
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