Non è una star dei Mondiali di Calcio, dove calciatori apertamente LGBTIQ+ non ce ne sono. Ma nel calcio ha trovato la dimensione per affermare la propria identità contro i pregiudizi e dopo aver attraversato da migrante mezza Africa per scampare alle persecuzioni anti-LGBT del suo paese d’origine, la Nigeria.

Giovedì 2 luglio, alle 7.10 del mattino, Evans Ogbajie, calciatore ventiseienne apertamente bisessuale del Silva Marano, ha trovato la propria Citroen C4 danneggiata davanti al condominio in cui vive a Marano Vicentino. La vettura presentava graffi profondi lungo tutta la carrozzeria, un disegno osceno sul cofano e le scritte “Troia” e “Gay”. La targa posteriore era stata staccata e gettata a terra. Lo riportano Il Giornale di Vicenza e il Corriere del Veneto.

Ogbajie lavora come benzinaio a Zanè ed è capocannoniere del proprio girone di Seconda categoria. Da tempo riceve telefonate anonime, fino a tre volte a settimana, con insulti da voci maschili che riattaccano non appena si accorgono di essere registrate, secondo quanto riportato dal Corriere del Veneto. La settimana precedente aveva già notato un graffio sulla carrozzeria, interpretato allora come un episodio isolato.

L’assicurazione di Ogbajie non copre danni da vandalismo, un carrozziere ha stimato in 3 mila euro la spesa necessaria per la riparazione. Il calciatore ha fotografato i danni prima di recarsi al lavoro e ha annunciato l’intenzione di sporgere denuncia ai carabinieri, riferisce Il Giornale di Vicenza. Un vicino gli ha segnalato la presenza di telecamere di videosorveglianza in un’abitazione vicina, che potrebbero aver ripreso l’episodio.

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Massimo Manea, presidente del Silva Marano, ha espresso solidarietà al giocatore e ha dichiarato l’intenzione della società di collaborare alle indagini attraverso le immagini disponibili.

Ogbajie è nato nello Stato di Abia, in Nigeria, in una famiglia di sette figli. Secondo la ricostruzione de Il Fatto Quotidiano del 12 maggio, il padre lo avrebbe picchiato e gli avrebbe bruciato le scarpe da calcio, ritenendo lo sport inadatto a un figlio che considerava troppo effeminato. Rimasto orfano di madre a 10 anni, sarebbe fuggito di casa dopo un episodio di violenza paterna. A 16 anni avrebbe attraversato il deserto verso la Libia, dove sarebbe rimasto circa un anno, prima di imbarcarsi su un gommone diretto a Lampedusa con altre 119 persone: dei 120 partiti, 76 sarebbero sopravvissuti al viaggio, come racconta ancora il Corriere del Veneto.

Arrivato in Italia, Ogbajie è stato accolto in un centro a Mogliano Veneto. Ha ricostruito la propria vita attraverso il calcio, giocando in diverse squadre venete tra cui Union Pro, Ponzano, Zero Branco, Usma Padova e Valdagno, prima di approdare al Silva Marano. Il calciatore ha dichiarato di non sentirsi più sicuro nella propria abitazione dopo l’episodio.

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