Il 17 novembre è morta a 62 anni Rebecca Ann Heineman, appena un mese dopo aver scoperto di avere un’incurabile forma di cancro. Come sviluppatrice, Rebecca Heineman era una pioniera dell’industria videoludica, ma è stata anche la prima persona a vincere un campionato nazionale statunitense di un videogioco. E per anni è stata la donna trans più visibile in una scena che non brillava (e non brilla) per la sua capacità di accogliere donne e persone non cisgenere.
Heineman stessa ha dato online la notizia della sua imminente morte, e internet si è immediatamente riempita dei ricordi delle tante persone che l’hanno incontrata in più di 40 anni di carriera. Heineman, infatti, entrò nell’industria dei videogiochi da giovanissima. Nel 1980 vinse il primo torneo nazionale statunitense di Space Invaders, quel videogioco del 1978 in cui si spara ad alieni tentacolari mentre lentamente discendono dal cielo sul nostro pianeta. Aveva imparato a giocarci sulla sua console Atari, per cui raccontava di avere una notevole collezione di videogiochi ottenuta grazie alla nobile arte della pirateria informatica (era troppo povera per comprarseli).
Partendo proprio dalla pirateria, Heineman aveva intanto iniziato a programmare, studiandosi da sola il codice dei giochi commerciali disponibili all’epoca. Prima di aver compiuto 17 anni era già programmatrice per Avalon Hill, storico editore di giochi da tavolo che all’inizio degli anni 80 si stava espandendo nel mondo del videogioco e aveva bisogno di Heineman perché addestrasse la sua squadra allo sviluppo per la console Atari 2600. Poi nel 1983 insieme a Brian Fargo, Jay Patel, Troy Worrell e Chris Wells cofondò Interplay, dove tra le altre cose nacque la serie di videogiochi Fallout, ora posseduta da Microsoft e di recente diventata una serie TV per Amazon Prime Video. A Interplay Rebecca Heineman guadagnò pure il suo soprannome “Burger”, per la sua abitudine di cibarsi solo di bustate di hamburger economici, per risparmiare. Ma Heineman ha contribuito a sviluppare centinaia di videogiochi, ha fondato diverse compagnie e ha collaborato con alcuni dei giganti del settore come Electronic Arts, Ubisoft, Microsoft (per le sue console Xbox) e Sony (per le sue console PlayStation). Non possiamo trascurare di ricordare anche il suo webcomic (fumetto pubblicato online) Sailor Ranko, basata su una serie fanfiction che fa incontrare i mondi dei fumetti e cartoni animati giapponesi Ranma 1/2 e Sailor Moon.
Heineman ha fatto coming out come donna trans e lesbica all’inizio degli anni 2000 ed era sposata con la game designer e illustratrice trans Jennell Allyn Jaquays. Anche Jaquays, morta nel 2024, era una pioniera del mondo del gioco ma, nel suo caso, di Dungeons & Dragons e in generale della progettazione di giochi narrativi. E sia lei sia Heineman hanno negli anni promosso i diritti delle comunità LGBTQIA+. Nel periodo in cui Heineman ha lavorato ad Amazon (una delle tante compagnie in cui è finita) ha svolto il ruolo di “Transgender Chair” di Glamazon, il gruppo LGBTQ+ della compagnia (erano altri tempi…) e ha poi fatto parte del consiglio di direzione di GLAAD. Proprio questa estate i Gayming Awards 2025 le avevano assegnato il premio come “icona” delle comunità LGBTQIA+ nell’industria videoludica. “Da donna apertamente e orgogliosamente trans, è stata un’apripista” dicono le motivazioni del premio. “Non solo dietro le quinte, ma anche in prima linea, dove ha creato alcune delle più amate serie nella storia del videogioco. E il suo supporto all’inclusione LGBTQ+, all’accessibilità, alla diversità nel settore tecnologico ha ispirato innumerevoli persone, sia tra chi gioca ai videogiochi sia tra chi li crea”.
Immagine di copertina da Official GDC via Wikimedia Commons
