È stata una settimana densa. Nell’Unione Europea, il PPE ha votato con destra ed estrema destra per affossare il report Zan in commissione AFCO, bloccando misure su famiglie omogenitoriali, antidiscriminazione e fondi UE vincolati ai diritti: un segnale inquietante su come l’Unione si stia spostando a destra. Invece in Polonia la Corte Suprema ha recepito la sentenza della Corte di Giustizia UE e ha ordinato il riconoscimento dei matrimoni LGBTIQ+ contratti all’estero: anche in Polonia dunque, come in Italia, la Giustizia riesce a difendere le minoranze dai venti della politica, soprattutto quando i tempi sono feroci verso cittadin3 non ritenti3 conformi * al canone imposto dal vento della politica di turno.
A gennaio il Tribunale di Avezzano aveva riconosciuto a Jefferson, 19enne non binario, la rettifica anagrafica senza terapie ormonali: si tratta di una sentenza che potrebbe fare giurisprudenza. Per questo siamo andati ad Avezzano per intervistare Jefferson, l’avvocata che ha portato davanti ai giudici la sua richiesta e lo psicologo che ha presentato la relazione chiave.
Intanto a Milano è stata confermata in Appello la condanna già emessa in primo grado per il pestaggio di Bruna, donna trans picchiata dalla polizia locale nel 2023: l’agente di polizia municipale rischia 10 mesi.
Sul fronte internazionale, il Senegal ha approvato una legge che porta a dieci anni le pene per atti omosessuali; un’inchiesta Reuters ha documentato il ruolo del gruppo statunitense MassResistance nella sua approvazione, lo stesso attivo in Ghana dove avanza una legge analoga e a maggio arriva il summit africano delle destre omotransfobiche supportate dalle destre occidentali. Dal Nepal, la notizia della prima parlamentare trans, Bhumika Shrestha. Dal Brasile, la pre-candidatura presidenziale del governatore gay Eduardo Leite e il blackface di una deputata Bolsonaro contro Érika Hilton, donna trans nera subissata di scherni razzisti e transfobici.
Il 31 marzo è il TDoV, Transgender Day of Visibility: l’agenda degli eventi italiani è su Gay.it.
Ecco alcuni dei fatti della settimana raccontati dal nostro giornale
Unione Europea: il PPE vota con l’estrema destra e affossa il report Zan sui diritti LGBTQI+
In commissione AFCO del Parlamento europeo il PPE ha votato con destra ed estrema destra contro il report dell’eurodeputato Zan (S&D), che chiedeva tutele uguali per famiglie omogenitoriali, direttiva antidiscriminazione e fondi UE condizionati al rispetto dei diritti. Zan: “Il PPE non è più europeista“.
“La Polonia deve riconoscere i matrimoni LGBTIQ+ stranieri”: storica sentenza del Tribunale Supremo
Il Tribunale Supremo Amministrativo della Polonia ha imposto agli uffici di stato civile di registrare il matrimonio same-sex contratto all’estero da due cittadini polacchi, applicando la storica pronuncia della Corte di Giustizia UE del novembre 2025. Il precedente riguarderà l’intero paese e si rifletterà su pensioni, adozioni e altri istituti giuridici. Per ILGA-Europe è «un primo passo verso l’uguaglianza».
Rettifica di genere senza terapie ormonali ad Avezzano: Jefferson racconta la sua storia e la sentenza storica
A gennaio 2026 il Tribunale di Avezzano ha riconosciuto a Jefferson, 19enne non binario, la rettifica anagrafica senza terapie ormonali. Il ricorso, fondato sulla sofferenza psicologica e non sulla patologia, ha convinto pm e giudici. Jefferson: “È accessibile a tutti, anche senza modificazioni fisiche“.
Pestaggio di Bruna, confermata condanna in Appello per l’agente della polizia locale
La Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna a 10 mesi per lesioni aggravate a un agente della polizia locale che nel maggio 2023 prese a calci e manganellate Bruna, donna trans di 43 anni, mentre era a terra con le mani alzate. Altri due agenti sono ancora a processo.
Agenda TDoV 2026 in Italia: tutti gli eventi per il Transgender Day of Visibility
Cos’è il TDoV e quali eventi, incontri e iniziative ci sono in tutta Italia: l’agenda aggiornata con appuntamenti tra attivismo, arte e comunità.
Senegal, il Parlamento approva la legge anti-LGBTIQ+: fino a 10 anni di carcere
L’Assemblea nazionale del Senegal ha approvato l’11 marzo la legge che raddoppia le pene per atti omosessuali fino a 10 anni e introduce il reato di apologia, con pene fino a 7 anni per chi promuove o finanzia attività LGBTIQ+. Manca solo la promulgazione del presidente Faye.
MassResistance, il gruppo cristiano USA dietro le leggi anti-LGBTIQ+ in Senegal e Ghana
Un’inchiesta Reuters documenta il ruolo operativo di MassResistance, gruppo conservatore del Massachusetts, nell’approvazione della nuova legge senegalese che raddoppia le pene per atti omosessuali a dieci anni. Il gruppo è attivo anche in Ghana, dove il Human Sexual Rights Bill attende solo la firma presidenziale.
Ghana, ad Accra il summit africano delle destre omofobiche: avanza la legge anti-LGBTIQ+
Tra il 27 e il 30 maggio ad Accra si terrà la quarta Conferenza interparlamentare africana su famiglia e sovranità, finanziata da gruppi della destra radicale USA. Obiettivo: esportare la legge ugandese come modello. In Ghana intanto avanza l’Human Sexual Rights and Family Values Bill.
Bhumika Shrestha, prima parlamentare trans del Nepal: “Porterò le nostre battaglie in aula“
Bhumika Shrestha, attivista 38enne, è diventata la prima parlamentare dichiaratamente transgender del Nepal dopo la vittoria del Partito Rastriya Swatantra alle elezioni del 5 marzo. Il Nepal riconosce il terzo genere nei documenti dal 2013 e il matrimonio egualitario dal 2023.
Eduardo Leite, governatore apertamente gay, si candida alla presidenza del Brasile
Il governatore del Rio Grande do Sul Eduardo Leite, 40 anni, ha ufficializzato la pre-candidatura alle presidenziali brasiliane come terza via tra la sinistra di Lula e l’estrema destra populista di Flavio Bolsonaro. Nei sondaggi è all’1,6%. Se eletto, sarebbe il primo presidente apertamente gay nella storia del Brasile.
Brasile, deputata Bolsonaro fa blackface in aula contro Érika Hilton, deputata nera e trans
La deputata Fabiana Bolsonaro si è dipinta il viso in aula per contestare la nomina di Érika Hilton, prima deputata federale nera e trans del Brasile, alla guida della Commissione per i Diritti della Donna. Denunciata per razzismo e transfobia.
