Ariana Grande, Dua Lipa, Pedro Pascal sono tra le oltre 100 celebrità che hanno unito le forze per difendere la salute mentale dei giovani LGBTQ+ negli Stati Uniti. In risposta a una proposta di taglio di 50 milioni di dollari ai finanziamenti federali destinati ai programmi di prevenzione del suicidio giovanile queer, le star hanno firmato una lettera aperta rivolta al Congresso e all’amministrazione Trump, chiedendo con forza di bloccare questa decisione.
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Da Dua Lipa a Ariana Grande: 100 star a sostegno dei giovani LGBTQ+ americani
Nella lettera aperta firmata da oltre 100 celebrities e indirizzata all’amministrazione Trump e al Congresso, l’obiettivo principale è di esortarli a non eliminare i fondi per i servizi specializzati per i giovani LGBTQ+ della 988 Suicide & Crisis Lifeline.
Una bozza di bilancio trapelata, ottenuta per la prima volta dal Washington Post lo scorso aprile, mostra i piani dell’amministrazione Trump per eliminare tutti i finanziamenti al programma federale, che fornisce un supporto di emergenza ai giovani LGBTQ+ che stanno pensando al suicidio. I tagli dovrebbero entrare in vigore il 1° ottobre.
Il Trevor Project ha pubblicato una lettera in cui chiede ai legislatori di salvare il programma nel bilancio dell’anno fiscale 2026. Ad aderire all’iniziativa sono state star del calibro di Ariana Grande, Pedro Pascal, Daniel Radcliffe, Gabrielle Union-Wade, Dwyane Wade, Jamie Lee Curtis, Dua Lipa, Sabrina Carpenter, Cara Delevingne, Christina Aguilera, Troye Sivan, Alan Cumming, Kelsea Ballerini, Tove Lo, Sophia Bush, Josh Hutcherson, Jonathan Van Ness e molti altri.
La lettera: “Si tratta di persone, non di politica”
Nella lettera aperta, si legge: “Come artisti, creatori e personaggi pubblici, abbiamo delle responsabilità. E oggi, questa responsabilità è chiara: dobbiamo parlare per proteggere la salute mentale e la vita dei giovani della comunità LGBTQ+ […] Si tratta di persone, non di politica. In un momento di profonda divisione, facciamo in modo che questo sia un punto di accordo per tutti: nessun giovane dovrebbe essere lasciato senza aiuto nel suo momento più buio”.
Se dovesse venire meno questa “ancora di salvezza”, si legge ancora, “i giovani LGBTQ+ ricevono il messaggio che le loro vite non valgono la pena di essere salvate. Ci rifiutiamo di accettare questo messaggio”.
I numeri di una crisi invisibile
Secondo The Trevor Project, oltre 1,8 milioni di giovani LGBTQ+ negli Stati Uniti considerano seriamente il suicidio ogni anno e almeno uno di loro tenta il suicidio ogni 45 secondi. I servizi specializzati dedicati ai giovani LGBTQ+, sostenuti dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti, hanno già offerto supporto in situazioni di crisi a oltre 1,2 milioni di persone con un approccio inclusivo e sensibile alle identità queer. Parallelamente, la hotline nazionale 988 Suicide & Crisis Lifeline ha fornito assistenza a più di 14 milioni di utenti, confermandosi una risorsa essenziale per la salute mentale a livello nazionale.
I servizi di crisi del Trevor Project hanno registrato un aumento del 33% nelle chiamate e nei messaggi il giorno dell’insediamento di Trump, rispetto alle settimane precedenti. Il giorno successivo, il volume è cresciuto del 46% rispetto alla media giornaliera abituale. Questi dati seguono un picco senza precedenti: il 6 novembre, giorno successivo alle elezioni presidenziali, le linee di crisi del Trevor Project hanno subito un incremento del 700% rispetto al normale flusso di contatti.
I rischi per i giovani LGBTQ+ americani
Il taglio dei fondi metterebbe a rischio uno dei pochi strumenti salvavita specificamente pensati per adolescenti e giovani LGBTQ+, già particolarmente vulnerabili alle crisi psicologiche e all’isolamento. I firmatari della lettera sottolineano che questa non è una questione politica, ma di umanità e sopravvivenza.
“Il suicidio tra i giovani LGBTQ+ è una crisi di salute pubblica e dovrebbe essere trattata come tale”, si legge nell’appello a Trump e al Congresso, “Vi vediamo, vi apprezziamo. Avete il diritto di sentirvi al sicuro, supportati e amati esattamente come siete”, è poi il messaggio ai giovani LGBTQ+.
“Meritate l’accesso a servizi salvavita che onorano la vostra umanità. Potresti essere ferito. Potresti avere paura. Potresti avere l’impressione che nessuno ti ascolti, ma noi lo facciamo. Continueremo a presentarci e a parlare. Non smetteremo di lottare per voi”, chiosa la missiva, con un messaggio indirizzato direttamente alla comunità LGBTQIA+ americana.


