“Checchina” e “femminella”: insulti omofobi al consigliere gay dal sindaco di Camerota, le accuse

Accuse di omofobia al sindaco di Camerota: avrebbe rivolto insulti omofobi come "checchina" e "femminella" al consigliere gay Giangaetano Petrillo. Scoppia la polemica politica, intervengono Scalfarotto e Arcigay.

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Insulti omofobi nel Consiglio comunale di Camerota da parte del sindaco?
Insulti omofobi nel Consiglio comunale di Camerota da parte del sindaco?
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“Checchina” e “femminella”: sarebbero questi gli epiteti omofobi che il sindaco di Camerota, Mario Scarpitta, avrebbe rivolto al consigliere comunale Giangaetano Petrillo al termine del Consiglio comunale, una volta conclusa la diretta streaming dei lavori. Parole che, se confermate, rappresenterebbero un gravissimo episodio di omofobia. Sul caso si sono sollevate le voci di dissenso e denuncia da parte del gruppo di opposizione Camerota – Impegno Comune, alle quali è seguita la replica del primo cittadino, che ha smentito le accuse, ritenendole infondate. 

Accuse di omofobia durante il consiglio comunale di Camerota
Accuse di omofobia durante il consiglio comunale di Camerota

Insulti omofobi nel Consiglio comunale di Camerota?

Una storia delicata, quella che arriva direttamente dal consiglio comunale di Camerota, in provincia di Salerno, per la quale i condizionali sono d’obbligo, ma che solleva ombre sul sindaco Scarpitta.

Secondo quanto denunciato dai membri del gruppo consiliare Camerota Impegno Comune – e ripreso da SalernoToday -, il primo cittadino avrebbe rivolto insulti a sfondo omofobo, diretti al consigliere Petrillo. Le presunte offese cariche di odio e violenza, sarebbero state pronunciate al termine del Consiglio comunale, a telecamere spente, una volta interrotta la diretta streaming dei lavori.

Le frasi attribuite al primo cittadino e che avrebbe rivolto a suo ex vicesindaco – che fanno riferimento in maniera dispregiativa al suo orientamento sessuale – sono state definite “gravemente lesive del decoro istituzionale” e inaccettabili in un contesto pubblico e politico, stando alle parole dei dei consiglieri di Camerota Impegno Comune.

Le immagini dal Accuse di omofobia durante il consiglio comunale di Camerota
Le immagini dal Accuse di omofobia durante il consiglio comunale di Camerota

La condanna del senatore Ivan Scalfarotto: “Parole intrise di odio”

A intervenire sulla vicenda anche il senatore Ivan Scalfarotto, capogruppo di Italia Viva in Commissione Giustizia. “Parole dispregiative, intrise di odio e violenza – ha dichiarato Scalfarotto –. La solidarietà al consigliere Petrillo deve arrivare compatta da tutte le parti politiche. Se l’omofobia è grave anche come fatto privato, diventa ancora più preoccupante se occupa le sedi di confronto politico. Per una democrazia matura come la nostra, si tratta di un episodio avvilente da cui prendere apertamente le distanze”.

La denuncia dell’opposizione: “Gravi offese, intimidazioni e diffamazioni”

Il gruppo di opposizione Camerota Impegno Comune rompe il silenzio e denuncia pubblicamente un episodio definito “gravissimo”, avvenuto al termine dell’ultimo Consiglio comunale di Camerota. Secondo quanto dichiarato, il sindaco Mario Scarpitta avrebbe rivolto epiteti omofobi e intimidazioni al consigliere gay Giangaetano Petrillo, una volta spente le telecamere della diretta streaming. Ecco le parole contenute nella nota:

“Terminati i lavori consiliari, come documentato chiaramente dalle immagini della registrazione ufficiale, il Sindaco — figura che per mandato istituzionale dovrebbe rappresentare l’intera comunità con “disciplina e onore” (Art.54 della Costituzione Italiana) — ha richiesto all’operatore tecnico di interrompere la diretta streaming. Un gesto apparentemente ordinario, se non fosse che a quel punto il Primo Cittadino ha dato il peggio di sé, lasciandosi andare a una serie di gravi offese, intimidazioni e diffamazioni rivolte al gruppo di opposizione, in particolare al consigliere Petrillo. Le frasi utilizzate — “sei una checchina”, “allontanate da me questa femminella” — non solo offendono la dignità personale del consigliere preso di mira, ma veicolano un linguaggio apertamente omofobo, sessista e discriminatorio che mortifica il decoro dell’istituzione comunale, calpesta i principi costituzionali e rinnega il senso più profondo del mandato democratico”.

Secondo il gruppo di opposizione, le frasi pronunciate dal sindaco Mario Scarpitta non sarebbero soltanto inaccettabili sotto il profilo umano, ma indegne del ruolo istituzionale che ricopre. Si tratterebbe di un attacco personale e politico volto a delegittimare l’opposizione, silenziare il dissenso e creare un clima di intimidazione verso chi esercita il proprio diritto di critica. “Non si tratta di un episodio isolato, ma dell’ennesima manifestazione di un atteggiamento autoritario e offensivo che il Sindaco sta sempre più spesso adottando nei confronti di chi non si allinea alle sue posizioni”, si legge ancora nella nota, “Un linguaggio violento che rischia di legittimare l’odio e la discriminazione, e che deve essere condannato con forza da tutte le forze democratiche, dentro e fuori il Consiglio Comunale”.

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Nella denuncia pubblica, rivolgendosi direttamente al primo cittadino, gli viene chiesto di prendersi le sue responsabilità rispetto alle (presunte, va ribadito) parole utilizzate e di porgere le sue scuse al consigliere Petrillo e al gruppo di opposizione.

Chi è Giangaetano Petrillo

Giangaetano Petrillo è stato vicesindaco di Camerota e oggi siede tra i banchi dell’opposizione. La rottura con l’attuale sindaco Scarpitta ha portato a un confronto sempre più acceso in seno all’amministrazione comunale. Ma secondo i suoi colleghi, questa volta si è oltrepassato il limite del confronto politico, con frasi che sfociano in piena omofobia istituzionale.

 

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Il sindaco replica alle accuse

Non si è fatta attendere la replica del sindaco Mario Scarpitta, che ha definito “strumentalizzate” le accuse nei suoi confronti, respingendo l’idea di aver pronunciato insulti omofobi e affermando di aver agito nel pieno rispetto del ruolo istituzionale. “Le accuse rivolte alla mia persona sono infondate, gravemente lesive e costruite su una ricostruzione volutamente distorta dei fatti. Non ho mai pronunciato espressioni omofobe, sessiste o discriminatorie. Tali affermazioni non mi appartengono chi mi conosce sa bene quanto io abbia sempre agito nel rispetto della persona, e dei valori dell’inclusione”, si legge nella sua replica. Ed ha smentito anche di essere stato lui ad ordinare lo spegnimento della telecamera, negando ogni forma di censura che gli viene addebitata.

Intervista al sindaco di Camerota nella puntata di Pagine, su 105tv del 30 maggio 2025
Intervista al sindaco di Camerota nella puntata di Pagine, su 105tv del 30 maggio 2025

Nella giornata di ieri, il sindaco di Camerota ha rilasciato anche una lunga intervista durante la puntata di Pagine, su 105tv, nella quale è lui stesso a pretendere le scuse. “Finito il consiglio comunale, questo signore con fare molto agitato mi si è avvicinato e mi ha detto che non dovevo ridere mentre lui parlava durante il consiglio comunale”, ha dichiarato. Quindi, nel ricostruire l’accaduto, ha aggiunto di aver chiesto ad un altro consigliere di togliergli da vicino “questo bamboccio”

“Da qui è nata poi la favola della xenofobia. È diventato vicesindaco grazie alla scelta del sottoscritto e io sarei xenofobo, solo perché si è allontanato dall’amministrazione. E di punto in bianco il sindaco di Camerota diventa un fascista, uno xenofobo, uno estremista?”, ha aggiunto. “Accusare persone di xenofobia è gravissimo e andrebbero denunciate”, ha proseguito, evidenziando a sua volta una campagna di diffamazione nei suoi confronti e annunciando l’intenzione di andare in Procura.

Arcigay Salerno contro il sindaco di Camerota: “Parole omofobe, servono scuse pubbliche”

Tuttavia, il caso non è passato affatto in sordina. Dura la presa di posizione da parte del Comitato Provinciale Arcigay Salerno “Marcella Di Folco”, che condanna con fermezza le espressioni ritenute omofobe pronunciate dal sindaco di Camerota, nei confronti del consigliere di opposizione ed ex vicesindaco Petrillo. Il Presidente di Arcigay Salerno, Emanuele Avagliano ha definito le frasi pronunciate “inaccettabili e rappresentano un grave atto di discriminazione, non solo nei confronti del Consigliere, ma anche della comunità LGBTQIA+”.

“Tali comportamenti non solo ledono la dignità dell’individuo colpito, ma alimentano anche un clima di odio e intolleranza, con conseguenze potenzialmente dannose per il progresso dei diritti e dell’uguaglianza nella nostra provincia e nella società nel suo complesso. Questi atteggiamenti sono contrari ai principi costituzionali e compromettono l’integrità del lavoro della pubblica amministrazione”, ha proseguito, chiedendo le scuse pubbliche del primo cittadino e “misure concrete per promuovere un ambiente di rispetto e inclusione all’interno dell’Amministrazione e per la comunità di Camerota che egli stesso rappresenta”.

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