Apologia fascista, “vomito” contro i Pride e insulti omofobi, ecco le chat di Azione Universitaria Trento

"Noi affondiamo le radici nella repubblica di Salò… loro non possono affondare nel lago di Garda e basta?". Crescono gli inquietanti episodi di avanzata neofascista nel Paese.

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Azione Universitaria Trento, chat omofobe e inni al fascismo
Azione Universitaria Trento, chat omofobe e inni al fascismo
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Negli ultimi giorni è esploso un grave caso legato a insulti omofobi, inni alla Repubblica di Salò e messaggi controversi nelle chat private di Azione Universitaria Trento, associazione studentesca che ufficialmente dovrebbe essere apartitica, ma che nei fatti mostra una stretta contiguità con Fratelli d’Italia e la sua giovanile, Gioventù Nazionale. Le chat in questione sarebbero state inviate in forma anonima, ai media, da parte di alcuni stessi membri della medesima associazione universitaria. Una denuncia chiara, alla quale è seguito anche il commento del Capogruppo del Pd del Trentino, Alessio Manica.

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Azione Universitaria Trento: esplode il caso delle chat

Chat cariche di odio, insulti omofobi, battute sugli ebrei e sui linguaggi inclusivi. Ad inviarle anonimamente ai media – come riferisce IlTQuotidiano.it – sarebbe stato “un gruppo di studenti e membri di Azione Universitaria dell’Università di Trento”, che ha così scoperchiato il vaso di Pandora, mettendo alla luce la crescita, all’interno della stessa associazione universitaria di cui fanno parte, di “una rete ideologica” dalla quale “emergono prove inequivocabili di apologia del fascismo, battute sulla Shoah, sugli ebrei, sui linguaggi inclusivi e sull’identità di genere, con una deriva razzista e xenofoba sistematica”.

Ciò che emergerebbe, inoltre, è anche la forte vicinanza a FdI e Gioventù Nazionale, sebbene, secondo il regolamento dell’Università di Trento, un’associazione universitaria, affinché possa essere iscritta all’albo e ottenere contributi, deve essere “apartitica” e rispettare principi fondamentali quali democraticità, libera partecipazione, antirazzismo, non discriminazione di genere e antifascismo, sia nelle finalità, sia nell’organizzazione delle proprie attività. Tratti che, alla luce delle chat rese pubbliche, sarebbero venuti ampiamente meno.

Qualche giorno fa un attacco neofascista di Veneto Skinhead era arrivato contro il Crema Pride: la retorica dispiegata in quel caso era stata la stessa utilizzata anni fa dal capogruppo al Senato di Fratelli d’Italia Lucio Malan (si vedano le medesime parole usate dai neofascisti pubblicate sul sito dello stesso Malan).

A Venezia un mese fa circa tre giovani neofascisti hanno perseguitato un ragazzo gay con tanto di svastiche naziste, in seguito la Digos ha evidenziato i tratti neofascisti dell’episodio.

Insulti omofobi e “vomito” contro i Pride

I valori fondamentali previsti dal regolamento universitario, nel caso di Azione Universitaria Trento, sembrano completamente ignorati. Le chat avrebbero infatti evidenziato una serie di battute e commenti che delineano un quadro ideologico ben preciso e preoccupante. Oltre a ironizzare sui campi di concentramento, non mancano gli interventi a sfondo omofobico

In risposta ad un partecipante che condivideva una bandiera arcobaleno in occasione del mese del Pride, a replicare sarebbe stata la stessa presidente di Azione Universitaria Trento Giulia Balestrieri: “Vomito”. Ma non sarebbe stato l’unico intervento di natura omofoba. Un altro utente avrebbe definito “Fr*ci e lesbiche” gli eletti a Lettere. A far sollevare ulteriori espressioni vergognose è anche la condivisione di una bandiera palestinese in risposta alla quale qualcuno avrebbe commentato con un “sono tutti fr*ci”, accompagnato da una bestemmia.

Inni alla Repubblica di Salò

Come se non bastasse, nella medesima chat sarebbero contenuti anche inni diretti alla Repubblica di Salò  con il plauso di altri tre membri del gruppo. 

“Noi affondiamo le radici nella repubblica di Salò… loro non possono affondare nel lago di Garda e basta?”: a scriverlo sarebbe stato Giacomo Mason, neo eletto consigliere comunale a Trento, in un messaggio riguardante i manifestanti pro Palestina. Ed a quanto pare, diversi membri del gruppo avrebbero approvato.

La presunta “apartiticità” messa in discussione

Nonostante Azione Universitaria Trento debba formalmente rispettare i principi di democraticità, antirazzismo e antifascismo previsti dal regolamento universitario, nelle chat emerge una forte affinità con FdI e Gioventù Nazionale. La presidente Balestrieri ammette apertamente la vicinanza ideologica con questi gruppi, pur invitando a mantenere “testa bassa” per non rischiare l’espulsione dall’università.

Le riunioni organizzate nella sede di Fratelli d’Italia a Trento e le frequentazioni con esponenti come Francesco Barone – membro di FdI e presidente del Trentino School of Management – rafforzano l’idea di un legame molto stretto e poco “apartitico”.

La reazione del PD del Trentino

Alessio Manica, Capogruppo del Pd del Trentino
Alessio Manica, Capogruppo del Pd del Trentino

La vicenda narrata da Il T Quotidiano, non è passata affatto inosservata al PD del Trentino. Il Capogruppo Alessio Manica, si è espresso con una nota ufficiale pubblicata sul sito del partito e dal titolo “Ferma condanna dei rigurgiti fascisti nell’Università di Trento”:

“Se perfino alcuni componenti dell’associazione studentesca “Azione Universitaria Trento” che dovrebbe essere apartitica ed antifascista secondo il regolamento vigente dell’Università, mentre in realtà si palesa come collaterale alla destra più estremista, ritengono di dover denunciare la deriva razzista, omofoba, antisemita e nostalgica contenuta in molti messaggi interni, significa che ogni limite di tolleranza è stato superato”.

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Manica, a seguito della pubblicazione delle chat, evidenzia anche la presenza del contenuto pubblicato dal Consigliere comunale neoeletto nelle file di Fratelli d’Italia, a evidente testimonianza della “radice nazifascista di “opinioni” che paiono dominanti dentro Azione Universitaria Trento”.

Il Capogruppo definisce la vicenda solo come la punta di un iceberg squadrista, violento e direttamente ascrivibile alle più bieche nostalgie del regime, laddove si inneggia ancora a quella vergogna nazionale che fu la repubblica di Salò”, e in quanto rappresentante del PD del Trentino, “stigmatizza gli avvenimenti qui riassunti e chiama tutti i democratici alla più ferma e convinta condanna”.

Lo stesso Manica, insieme alla consigliera Lucia Maestri hanno prontamente presentato un’interrogazione in Consiglio provinciale. L’obiettivo è quello di conoscere la posizione del governo dell’autonomia rispetto a quanto emerso e di sollecitare una ferma condanna di ogni forma di odio. Viene inoltre richiesto un dialogo con l’Università, affinché vengano adottati comportamenti adeguati alla gravità della situazione.

Università di Trento: “Azione Universitaria faccia chiarezza”

Sconcerto all’Università di Trento per quanto emerso dalle presunte chat riconducibili ad alcuni membri dell’associazione studentesca Azione Universitaria. A intervenire è il rettore Flavio Deflorian, che commenta la vicenda sollevando la necessità di spiegazioni immediate e una netta presa di distanza da parte dei vertici dell’associazione.

Alla luce del clamore mediatico generato dalla pubblicazione dei messaggi – caratterizzati da contenuti omofobi, razzisti e inneggianti al fascismo – l’Ateneo rompe il silenzio e invita alla trasparenza, ribadendo l’importanza di rispettare i valori fondanti della comunità accademica: inclusione, rispetto e democraticità. Ecco le parole del rettore:

“Quello che emerge dalle chat che sono state rese pubbliche attraverso i media ci sconcerta. Alcuni passaggi, nella forma e nei contenuti, sono da ritenersi gravemente in contrasto con i valori su cui si fonda la nostra università e sono assolutamente da respingere. Il rispetto, la non discriminazione, l’antifascismo non sono soltanto valori condivisi, ma costituiscono un pilastro su cui si fonda lo stesso Codice etico a cui devono attenersi tutte le persone che lavorano e studiano nel nostro Ateneo.

Come istituzione pubblica, fondata sul diritto, non possiamo non tener conto che la segnalazione proviene da una fonte anonima e che al momento la veridicità di quanto riportato non può essere accertata, tantomeno l’attribuzione a persone che abbiano effettivamente un ruolo attivo nell’associazione.

Tuttavia appare evidente che si tratti di una polemica interna ad Azione Universitaria. Una questione su cui auspichiamo che la stessa associazione studentesca faccia prontamente chiarezza. L’Università di Trento esprime fiducia sul fatto che vengano rettificate alcune affermazioni e prese le distanze da posizioni offensive ed estreme rispetto al civile scambio di opinioni. Auspica, inoltre, che venga estromesso dall’associazione chi usa la propria appartenenza all’Università di Trento per diffondere idee in contrasto con i principi base della convivenza civile”.

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