Chiede a coppia di donne in spiaggia di non farsi selfie romantici: “Ci sono i bambini, andate via”

"È assurdo che nel 2024 ancora accadano episodi come questo: se al nostro posto ci fosse stata una coppia etero questo non sarebbe accaduto"

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Chiede a coppia di donne in spiaggia di non farsi selfie romantici: "Ci sono i bambini, andate via" - Some Prefer Cake Bologna Lesbian Film Festival - Gay.it
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Domenica scorsa, ultimo giorno di Pride Month, una donna di 40 anni ha intimato a due ragazze intente a scattarsi selfie romantici di smetterla, e di allontanarsi immediatamente, data la presenza di bambini.

I fatti sono avvenuti nel tratto di spiaggia libera di Fosso Sejore tra Pesaro e Fano, per l’esattezza all’altezza del Campeggio Marinella. La donna era al mare con la sua famiglia, una signora e un uomo, forse il marito, una adolescente e tre bambini sotto i dieci anni. I fatti sono stati denunciati al numero verde Gay Help Line 800 713 713 a supporto delle vittime di omobitransfobia, che ogni anno riceve oltre 21.000 segnalazioni.

Secondo quanto ricostruito, la donna avrebbe passato l’intero pomeriggio a parlare ad alta voce, additando le due ragazze, vicine di ombrellone. Poi quando la spiaggia si è svuotata, potendo contare così sull’assenza di testimoni, la donna avrebbe esplicitato tutta la propria omofobia. Al tramonto le due ragazze si sono trattenute per scattarsi dei selfie. Si stavano semplicemente abbracciando, quando la donna ha chiesto loro “la cortesia” di smetterla, perché i bambini guardavano e ridevano. A nulla sarebbero sono valse le richieste di rispetto avanzate dalle due ragazze.

Quando la signora si è avvicinata non pensavamo potesse riversarci addosso tanta rabbia e indignazione: non stavamo facendo nulla che potesse motivare la sua riprovazione. Stavamo vivendo il tramonto insieme, come qualsiasi altra coppia. Lì per lì abbiamo risposto a tono, mostrando indifferenza, ma siamo rimaste molto male, siamo ferite e deluse. È assurdo che nel 2024 ancora accadano episodi come questo: se al nostro posto ci fosse stata una coppia etero questo non sarebbe accaduto. Non cambieremo spiaggia per persone come questa signora, noi continueremo ad andare lì” – hanno dichiarato le ragazze che hanno contattato il servizio Gay Help Line 800 713 713 per sapere come tutelarsi in caso ricapiti un episodio simile.

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In situazioni come queste è il pregiudizio a imporsi e per le persone lesbiche, gay, bisex e trans*, diventa un rischio anche solo mostrarsi, manifestare i propri legami in pubblico – ha dichiarato Alessandra Rossi, coordinatrice Gay Help Line, contact center nazionale contro l’omotransfobia 800713713. “Alla base della piramide dell’odio c’è l’intolleranza: ogni volta che comportamenti come quelli della signora vengono legittimati, si rafforza il sentimento di rifiuto che porta alla violenza. Giugno è il mese del Pride, il mese in cui la visibilità delle persone lgbtqia+ diventa uno strumento di lotta per i propri diritti: proprio negli ultimi giorni si sono moltiplicate le segnalazioni di aggressioni omobitransfobiche, come quella delle due ragazze picchiate durante il Pride di Napoli, o di discriminazioni in luoghi pubblici, l’ultima delle quali raccolta sempre da Gay Help Line e avvenuta in un ristorante di Ancona, in cui una ragazza si è sentita dare ad alta voce della “brutta lesbica” dopo un confronto con il gestore. Per questo è importante anche lavorare per azioni di sensibilizzazione, oltre la necessità di una legge contro l’omobistransfobia

Il servizio di Gay Help Line 800 713 713 ha il sostegno di UNAR- Presidenza del Consiglio, Regione Lazio, Comune di Roma, dei fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e Chiesa Valdese.

L’ultima settimana italiana è stata segnata dall’omofobia, con episodi avvenuti a Napoli (tra rifiuto a coppia gay in hotel e ricovero per due ragazze), Cagliari, Roma e Milano.

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Mattia 1996 6.7.24 - 10:22

E' una cosa veramente triste e anche imbarazzante; ai bambini andrebbe spiegata l'importanza dell'amore in tutte le salse CHE VERGOGNA sta gente bigotta