La Corte Suprema potrebbe annullare i divieti sulla terapia di conversione in 28 Stati d’America

La Corte a maggioranza conservatrice chiamata ad esaminare un caso che potrebbe ridare il via libera alle pericolosissime pratiche.

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Lucas Hedges in Boy Erased - Vite cancellate, film del 2018
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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha accettato di prendere in esame Chiles contro Salazar, caso che contesta i divieti statali contro le cosiddette terapie di conversione, pericolose e ampiamente screditate pratiche che cercano di cambiare l’orientamento sessuale o l’identità di genere delle persone. La decisione della Corte a trazione conservatrice potrebbe portare all’annullamento dei divieti e delle restrizioni sulle terapie di conversione per i minori attualmente in vigore in 28 stati d’America.

Il caso Kaley Chiles

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Il caso, presentato dal gruppo nazionalista cristiano anti-LGBTQ+ Alliance Defending Freedom (ADF), coinvolge Kaley Chiles, consulente professionale cristiana di Colorado Springs, che sostiene come il divieto dello Stato alle terapie le impedisca di consigliare clienti con “attrazioni omosessuali o confusione di identità di genere” indesiderate che “danno priorità alla loro fede rispetto ai loro sentimenti“.

Chiles ha contestato la legge nel 2022, citando una presunta violazione del suo diritto alla libertà di parola sancito dal Primo Emendamento. La Corte d’appello degli Stati Uniti ha confermato il divieto nel Colorado, sottolineando come regolasse la condotta professionale piuttosto che il diritto di parola. L’ADF ha fatto ricorso contro la decisione presso la Corte più alta della nazione. Che ha ora accettato di esaminarla.

Lo studio legale sostiene che i divieti sulla terapia di conversione consentono ai counselor di “orientare” i giovani verso identità di genere diverse dal sesso assegnato alla nascita, mentre puniscono i counselor per “conversazioni che mirano ad aiutare [i giovani pazienti] a tornare a sentirsi a proprio agio con il loro sesso quando lo desiderano“. Ma così non è.

I divieti impediscono ai counselor di pretendere di cambiare l’orientamento sessuale o l’identità di genere di una persona. I divieti consentono ai counselor di affrontare il disagio degli individui con le proprie identità LGBTQ+, incoraggiando le persone ad esplorare in sicurezza la loro sessualità o il loro genere. I counselor non sono tenuti a “orientare” i pazienti ad accettare un’identità LGBTQ+.

Kelley Robinson, presidente della The Human Rights Campaign, ha commentato a LGBTQNation: “La decisione della Corte Suprema di occuparsi di questo caso non riguarda solo la cosiddetta “terapia di conversione”, ma se gli estremisti possano usare i nostri tribunali per promuovere la loro pericolosa agenda, nel tentativo di cancellare le persone LGBTQ+ e distruggere le protezioni che mantengono i nostri figli al sicuro. Non c’è dubbio: la cosiddetta “terapia di conversione” è una pratica pericolosa, non una terapia, e non ha posto nelle nostre comunità. Questi divieti esistono per proteggere i bambini LGBTQ+, punto”. “Gli attacchi ai diritti LGBTQ+ sono il punto di accesso agli attacchi di tutti i nostri diritti. Le stesse persone che cercano di legalizzare gli abusi sotto le mentite spoglie di “terapia” sono quelle che vietano i libri, strappano via i diritti riproduttivi e minano la nostra democrazia. La Corte Suprema deve confermare la decisione del 10° Circuito che stabilisce che queste leggi sono costituzionali”.

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Le battaglie omotransfobiche di Alliance Defending Freedom

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Tratto dal film Boy Erased

L’ADF, gruppo di difesa legale cristiano conservatore che lavora per espandere le pratiche religiose cristiane all’interno delle scuole pubbliche e nel governo, ha recentemente strappato diverse vittorie presso la Corte Suprema, tra cui quella che dopo 50 anni ha ribaltato il diritto all’aborto a livello nazionale, quella che ha consentito alle aziende religiose di rifiutarsi di coprire i contraccettivi nei piani sanitari dei dipendenti, quella che ha chiesto ai governi di fornire fondi dei contribuenti alle organizzazioni religiose anti-LGBTQ+, quella che ha eliminato le “zone cuscinetto” per impedire agli attivisti anti-aborto di molestare i clienti nelle cliniche per l’aborto e un caso del 2023 che ha stabilito che le leggi anti-discriminazione del Colorado non possono obbligare i web designer cristiani a fornire siti web promuovano i matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Il mese scorso diversi Stati d’America a trazione repubblicana hanno chiesto alla Corte Suprema di riesaminare persino il diritto al matrimonio egualitario, abrogandolo. La Corte non ha ancora deciso se affrontare il caso.

La pericolosità delle terapie di conversione

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La terapia di conversione, va ricordato, è una truffa ed è pericolosa, inefficace e dannosa. A dirlo è qualsiasi organizzazione medica, psichiatrica, psicologica e professionale per la salute mentale.

In America i divieti variano da Stato a Stato. Alcuni affermano che la pratica viola gli standard statali di licenza medica perché i metodi sono inefficaci e danneggiano i pazienti. Altri affermano che i professionisti che pretendono di cambiare l’identità LGBTQ+ di un individuo utilizzano pubblicità ingannevoli per commercializzare i propri servizi, il che viola gli statuti normativi statali sulle attività commerciali. Nonostante i tantissimi divieti attualmente in vigore, nel 2023 The Trevor Project ha stimato che oltre 1.300 terapisti che millantano una possibile “conversione” continuano a operare in tutto il Paese, spesso pubblicizzando i propri servizi in forum online chiusi, gruppi social privati, bacheche di messaggistica o tramite il passaparola.

I dati diffusi dall’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali nel 2024 sono ugualmente sconcertanti: una persona LGBTQIA+ su quattro è stata sottoposta a queste pratiche in Europa. Il 25%: una percentuale che descrive un fenomeno dalle proporzioni inquietanti e dai risvolti feroci. Depressione, ansia, pensieri suicidi: queste le conseguenze tangibili, le cicatrici lasciate da una tortura psicologica che pretende di “correggere” ciò che non è affatto sbagliato, ma semplicemente difforme dalla normatività etero-cisgender. Un abisso culturale da combattere. A fine 2024 è stata lanciata una raccolta firme per vietare le terapie di conversione in tutta Europa.  In Italia è nata la campagna Meglio a Colori, che chiede a gran voce una legge che le bandisca una volta per tutte.

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