La detransizione è il processo in cui una persona che ha intrapreso una transizione di genere, sia socialmente che medicalmente, decide di tornare a identificarsi con il genere assegnato alla nascita. Seppur sia estremamente rara, negli ultimi anni si è cavalcato lo spauracchio della detransizione per attaccare la comunità trans e i percorsi di affermazione di genere che riguardano soprattutto i minori, tanto negli Usa di Donald Trump quanto nell’Italia di Giorgia Meloni.
Ebbene il più grande sondaggio mai condotto tra persone trans americane ha confermato ciò che la comunità continua a ripetere da anni: le persone trans che tornano a vivere secondo il sesso assegnato alla nascita lo fanno proprio a causa della transfobia, e non per dubbi legati al genere o alla transizione. Ne dà notizia Them.Us.
U.S. Trans Survey, i dati del più grande sondaggio sulle persone trans USA mai realizzato

Circa 92.329 americani transgender binari e non binari di età pari o superiore a 16 anni, inclusi 84.170 adulti, hanno partecipato all’U.S. Trans Survey (USTS) del 2022, promosso dall’organizzazione per i diritti transgender Advocates for Trans Equality (A4TE). I ricercatori hanno utilizzato i risultati dell’indagine per compilare un rapporto sulla salute transgender intitolato “Salute e benessere: risultati dell’US Trans Survey del 2022“. E i dati sono eloquenti.
Solo il 9% degli intervistati ha dichiarato di essere tornato a vivere secondo il sesso assegnato alla nascita a un certo punto della propria vita. Di questo 9%, il 41% ha confessato di averlo fatto perché “era semplicemente troppo difficile essere transgender nella mia comunità”. Allo stesso tempo, il 37% ha citato la pressione di un genitore, il 24% quella di altri familiari e il 33% ha dichiarato di aver subito troppe molestie o discriminazioni per essere transgender.
“Le motivazioni sociali e strutturali hanno dominato le ragioni per cui gli intervistati hanno dichiarato di essere tornati a vivere nel sesso assegnato alla nascita“, si legge nel rapporto. “Solo il 4% delle persone che sono tornate a vivere nel sesso assegnato alla nascita ha dichiarato di aver capito che la transizione di genere non faceva per loro. Considerando tutti gli intervistati che hanno effettuato la transizione, questa percentuale si riduce allo 0,36%.”
Il sondaggio ha poi rilevato che gli intervistati che avevano effettuato una transizione sociale o medica hanno maggiori probabilità di dichiarare di essere in buona salute (rispettivamente il 67% contro il 61% per la transizione sociale e il 70% contro il 58% per la transizione medica). Quasi tutti gli intervistati che al momento del sondaggio stavano ricevendo una terapia ormonale di conferma del genere (98%) o che avevano subito un intervento chirurgico di conferma del genere (97%) hanno riportato una maggiore soddisfazione nella vita.
Il rapporto ha inoltre rilevato che il sostegno familiare è correlato ad una migliore salute. Il 69% degli intervistati con famiglie al loro fianco ha dichiarato di godere di una salute buona o migliore, rispetto al 56% di coloro che non avevano il sostegno della famiglia. Allo stesso modo, gli intervistati con famiglie di supporto hanno riportato tassi di suicidio inferiori (78% contro 85% per aver pensato al suicidio e 38% contro 51% per aver tentato il suicidio).
“Ottenere la terapia ormonale attraverso il modello del consenso informato e avere accesso all’intervento chirurgico ha decisamente cambiato la mia vita in meglio”, ha affermato Taylor, uno degli intervistati. “Certamente non ha risolto tutti i miei problemi all’istante, ma ha risolto molti dei problemi causati dalla mia disforia. Ora che seguo la terapia ormonale sostitutiva e sono stato operato, posso vivere la mia vita quotidiana senza dolore, dissociazione e sofferenza.”
“Tutta la mia vita è stata influenzata dal fatto che la mia famiglia mi accettasse“, ha precisato Amanda. “Non so esattamente perché, ma entrambi i miei genitori hanno sempre sostenuto la mia appartenenza a un genere e la mia espressione sessuale, anche prima che diventasse di moda. Intervenivano a scuola e nel quartiere, quindi non ho mai avuto i problemi che la maggior parte delle persone ha avuto crescendo. Invecchiando (ho più di 50 anni), mi rendo conto di quanto questo fosse importante.”
Sandy E. James, ricercatrice capo dell’USTS, ha osservato che i livelli di supporto riportati dagli intervistati di 16 e 17 anni “non sono necessariamente in linea con alcune delle narrazioni che sentiamo a sostegno delle politiche che stiamo vedendo.”
La transfobia “trumpiana” travolge gli Stati Uniti

Il rapporto dell’USTS ha dimostrato come le politiche e la retorica anti-trans siano in aumento. “Dal 2015 al 2022 gli ambienti politici a livello statale sono diventati in qualche modo più protettivi per le persone trans”. “Tuttavia, solo nel 2022 sono state presentate 315 proposte di legge anti-LGBTQ+ in tutto il Paese, molte delle quali compromettono l’accesso delle persone trans e non binarie all’assistenza sanitaria, alla partecipazione agli sport, all’accesso alle strutture pubbliche e ad altri aspetti della vita pubblica”.
E negli ultimi tre anni “questo panorama politico è peggiorato” con l’introduzione di 571 leggi anti-LGBTQ+ nel 2023 e 489 nel 2024. Secondo l’ACLU, al 13 giugno 2025 negli Stati Uniti sono state introdotte 597 leggi anti-LGBTQ+ Nel frattempo, nonostante le ricerche esistenti dimostrino che il rimpianto per la sia un fenomeno incredibilmente raro, l’amministrazione Trump ha incaricato i National Institutes of Health di studiare simile tipo di “rimpianto” dopo aver cancellato milioni di dollari di finanziamenti per la ricerca sulla salute delle persone trans. “Al momento della stesura di questo rapporto, i dati sulle persone trans e non binarie sono stati cancellati dalle indagini sanitarie federali“, si legge nel rapporto. “Con la riduzione dei finanziamenti per la ricerca LGBTQ+, L’USTS è diventata una risorsa sempre più critica sulle esperienze vissute dalle persone trans e non binarie“.
Da 6 mesi a questa parte, ovvero da quando è tornato alla Casa Bianca, Donald Trump ha lavorato duramente per cancellare la comunità trans d’America.
La scorsa settimana la Corte Suprema USA a maggioranza conservatrice ha confermato il divieto di assistenza sanitaria per i minori trans tramutato in legge dal Tennessee, con una contestatissima sentenza che potrebbe trasformarsi in un pericoloso precedente legale per i futuri casi relativi ai divieti di assistenza sanitaria per le persone trans negli Stati Uniti. Poche settimane prima la stessa Corte Suprema aveva autorizzato anche il divieto militare di Trump nei confronti delle persone trans.
Da gennaio 2025 ad oggi Trump ha inoltre vietato alle donne trans di competere negli sport scolastici, ha ordinato la cancellazione del terzo genere dai documenti (con recente stop di un tribunale) e la restrizione dell’assistenza sanitaria di genere per le persone trans di età inferiore ai 19 anni, ha cancellato LGBTIQ, trans e non binary dai documenti scientifici, ha vietato l’ingresso degli atleti trans negli USA, ha smantellato i programmi di diversità, equità e inclusione (DEI) nel governo federale, ha pubblicato un documento dal titolo inquietante “difendere le donne dall’estremismo dell’ideologia di genere e ripristinare la verità biologica al governo federale”, ha cancellato la T dall’acronimo LGBT dal sito del monumento di Stonewall, ha ordinato al Women’s History Museum di cancellare le donne trans e ha cancellato i fondi per la linea di assistenza per i giovani LGBTQ+ a rischio suicidio.
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Immagino la validita' ed obbiettivita' di un sito che si chiama "them" e parla di polisessualita', e chissa' quanti altri termini si inventa per dire bisessualita', che si rifa' ad un'indagine condotta da un'associazione che si chiama queer non so cosa :-) Trump, che si meriterebbe comunque che glielo tagliassero per poi ricucirglielo in bocca, non ha vietato assistenza sanitaria ai minori trans. E non ha impedito alle studenti trans di competere in manifestazioni sportive. E il terzo genere e' un'idea talmente idiota che mi meraviglio non sia stata originariamente sua. Piuttosto chiedetevi chi ha mai avuto l'idea di inventarla. E chiedetevi anche perche' avete bisogno di raccontare fake news per cercare di convincere gente a darvi ragione. Siete da criticare tanto quanto Trump, che fa la stessa cosa. A parte la stupidita' dell'idea del non binario, cadete anche nella contraddizione di termini in "transessuali non binari". Che senso ha? Almeno sembra abbiate rinunciato ad usare lettere magiche ed asterischi. Magari piano piano sarete interessati a fare informazione piuttosto che propaganda assurda - per chi e per cosa ancora non l'abbiamo capito...