Educazione sessuale, bluff del Governo: ecco come saranno spesi i 500mila euro

L'emendamento proposto da +Europa porterà soldi alla retorica reazionaria di Pro Vita. Magi "Retromarcia gravissima rispetto a ciò che prevede la legge"

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Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, esponente di Fratelli d'Italia, ha chiarito come i soldi stanziati per l'educazione sessuale vadano in una certa direzione.
Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, esponente di Fratelli d'Italia, ha chiarito come i soldi stanziati per l'educazione sessuale vadano in una certa direzione.
3 min. di lettura

500.000 euro per promuovere l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole secondarie. Sulla carta, poteva inizialmente sembrare una bella notizia. E invece, lascia l’amaro in bocca. Se l’emendamento inserito in finanziaria grazie a +Europa e all’iniziativa del suo leader Riccardo Magi  sembrava infatti finalmente offrire un’apertura all’interno di un dibattito infuocato sulla tematica, è bastata una dichiarazione del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, di Fratelli d’Italia, per spegnere l’entusiasmo.  

Nell’ambito della stessa legge di bilancio – ha spiegato il ministro – è stato approvato da questa assemblea un ordine del giorno che impegna il governo a usare tali risorse per fornire moduli formativi rivolti agli insegnanti delle scuole secondarie di primo e secondo grado per aggiornare sui contenuti di interventi educativi e corsi di formazione e prevenzione prioritariamente riguardo alle tematiche della fertilità maschile e femminile con particolare riferimento all’ambito della prevenzione dell’infertilità”.

Non si parla più, quindi, di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, di contrasto alla violenza di genere o di educazione al consenso. Il focus si sposta sulla fertilità, un tema che è stato accolto con entusiasmo dai banchi della maggioranza, ma che ha suscitato dure critiche dalle opposizioni – che vedono nella mossa dell’esecutivo l’ennesimo cavallo di Troia per la retorica reazionaria di ProVita tra i giovanissimi.  

Lo stesso Magi non ha usato mezzi termini nell’accusare il governo di piegarsi alle pressioni dei gruppi conservatori e di tradire lo spirito originario della norma: “Retromarcia gravissima rispetto a ciò che prevede la legge. Praticamente la maggioranza ha chiesto al governo l’interpretazione di un emendamento delle opposizioni, un emendamento che parla chiaro e che anche la maggioranza ha votato. Se la cantano e se la suonano per ingranare una indegna marcia indietro rispetto a una esigenza, quella dell’educazione sessuo-affettiva, che ormai è urgenza, visti i troppi casi di femminicidi nel nostro Paese. Ancora una volta, nascondendosi dietro alla fantomatica teoria gender, governo e maggioranza hanno deciso di non colmare questo vulnus nei programmi delle scuole italiane, nonostante ormai l’Italia sia uno degli ultimi paesi in Europa a non prevedere corsi di questo genere”. 

 

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Educazione sessuale, la Lega: “Nessuno spazio per l’ideologia gender”

Ma, naturalmente, c’è chi canta vittoria. La Lega, da tempo critica nei confronti di qualsiasi iniziativa legata all’educazione sessuale nelle scuoleuna “porcheria” secondo il deputato Rossano Sasso, promotore dell’omonima risoluzione che vieta l’ideologia gender nelle aule – ha colto l’occasione per ribadire la propria posizione.  

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Ed è infatti lo stesso Sasso a lanciare la provocazione in seguito all’approvazione dell’emendamento: “Non ci sarà mai spazio per l’ideologia gender nelle scuole italiane. Come si può pensare di parlare di argomenti come il coito, il piacere sessuale, la masturbazione con bambini di 5 anni?”. Ignorando però che la misura – approvata dalla maggioranza di cui fa parte – riguarda le scuole secondarie, e quindi studenti di medie e licei. 

Secondo Ciriani, l’allocazione dei fondi è coerente con un ordine del giorno approvato durante la manovra. “La somma stanziata non avrebbe del resto consentito iniziative a più ampio spettro” ha precisato il ministro nel giustificare il compromesso al ribasso. 

L’esecutivo legittima ed adotta la retorica di Pro Vita

L’emendamento originario aveva suscitato polemiche già dalla sua approvazione. Pro Vita & Famiglia, gruppo cattolico ultra conservatore e storico oppositore di qualsiasi iniziativa di educazione sessuale nelle scuole, avevano minacciato “barricate”, definendo l’intervento legislativo come un cavallo di Troia per introdurre la teoria gender. Ora, con l’annuncio del governo, la battaglia della lobby ultra cattolica che sussurra al Governo Meloni (da cui riceve facilitazioni e denari) sembra aver trovato una parziale vittoria, chiaro indicatore di come le pressioni ideologiche di certi gruppi conservatori stiano esercitando un’influenza sempre più penetrante sulle scelte che determinano la direzione del Paese.

Rimane però un fatto, anzi più di uno, che non si può ignorare. Secondo un rapporto del Ministero dell’Interno, nei primi sei mesi del 2024 le violenze sessuali sono aumentate dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: da 2.991 episodi nel 2023 a 3.229 nel 2024.  Il fenomeno del revenge porn, ovvero la diffusione di immagini o video intimi senza consenso, ha fatto registrare un balzo del 22%. Le vittime sono sempre più spesso donne, che rappresentano il 68% dei casi, in crescita rispetto al 62% dell’anno scorso. 

Cosa sono davvero l’educazione affettiva e la tematica LGBTQIA+ nelle scuole

Alla luce dei fatti, dobbiamo constatare dunque che a fronte di tali problematiche, la priorità di questo governo, che si riempie la bocca di tutela dei minori, sia invece la natalità a ogni costo – sentiment che ha già confermato a più riprese durante questi due anni di mandato e che richiama, in modo inquietante, l’approccio adottato da Vladimir Putin in Russia su temi analoghi. 

Ma intanto, le associazioni studentesche e i gruppi di genitori si stanno mobilitando. Proteste e campagne di sensibilizzazione sono già in cantiere per chiedere che i fondi vengano destinati a un’educazione sessuale moderna e completa, scollegata dall’ideologia. La battaglia, insomma, è appena cominciata. 

© Riproduzione riservata.

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Sydney 10.1.25 - 17:43

La cosa fastidiosa è non solo che hanno mentito, ma che hanno precluso a tanti come me a altri di capire chi sono. Se mi avessero educato sulle identità di genere ora saprei chi sono. Così come tante altre persone che credono di essere sbagliate solo perché non sanno di fare parte dell’LGBT+. In più, tanti giovani diventeranno omofobi solo perché non capiscono.