Intervista ad Elio Vito: “Forza Italia sbaglia tutto sul DDL Zan, non dobbiamo inseguire i sovranisti”

Il deputato berlusconiano pronto a dimettersi da responsabile Dipartimento Difesa e sicurezza di Forza Italia, per una "questione di coerenza".

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30 anni fa eletto in Parlamento con i radicali di Marco Pannella, Elio Vito è da 25 anni deputato della Repubblica tra le file di Forza Italia. Vito è stato uno dei pochi deputati berlusconiani a votare a favore del DDL Zan a Montecitorio, continuando nei mesi successivi a difendere la legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo, smontando le tante, troppe fake news diffuse da chi vorrebbe stralciarla.

Nel giorno in cui il DDL Zan rischia di abbracciare la sua fine a Palazzo Madama, con Forza Italia pronta a votare la famigerata ‘tagliola’ ideata da Lega e Fratelli d’Italia, abbiamo intervistato Elio Vito, fermo sulle sue posizioni e al fianco della comunità LGBT, dopo aver intervistato nei giorni scorsi Alessandro Zan e Alessandra Maiorino.

Deputato Vito, lei da mesi sta combattendo una battaglia a sostegno del DDL Zan. Una mosca bianca all’interno di Forza Italia, che oggi parrebbe essere intenzionata a votare la famigerata ‘tagliola’ che ammazzerebbe la legge.

Preferisco definirmi una “mosca arcobaleno”. Sarebbe clamoroso se il mio partito votasse la tagliola. Capisco le eventuali modifiche, per me la legge è perfetta così com’è ma se ne può parlare. Votare la tagliola significherebbe affossare la legge e per un partito come il mio sarebbe inaccettabile.

Nominato responsabile Dipartimento Difesa e sicurezza di Forza Italia, ha annunciato che si dimetterà dall’incarico, nel caso in cui Forza Italia dovesse votare a favore della tagliola. Ma il voto sarà segreto.

Assolutamente, è una questione di coerenza. Ho già pronta la lettera a Berlusconi. Se votano la tagliola per me sarebbe incompatibile mantenere l’incarico. Voto segreto ma dovranno dichiararlo, ci saranno delle dichiarazioni di voto.

Sui social ha pubblicamente accusato Anna Maria Bernini di rainbow washing, perché se da una parte millanta vicinanza alla comunità LGBT dall’altra vota il non voto a procedere presentato da Lega e Fratelli d’Italia.

È evidente, non è un’accusa. Lei da mesi fa questi post carini, nei confronti della comunità LGBT. Però poi si deve concretizzare tutto questo. Io sono un uomo dei fatti. Sono andato a Milano a sostenere il DDL Zan perché invitato dai Sentinelli, io non c’entro nulla con il Pd. Credo che sia importante che il movimento arcobaleno abbia riconosciuto che anche uno di destra può appoggiare queste battaglie.

Eppure il centrodestra sembra voler evitare le battaglie sui diritti civili.

È la natura della battaglia stessa che dovrebbe essere trasversale. Non voglio consegnare alla sinistra un tema come i diritti civili e la difesa della comunità LGBT. Tra l’altro, in tutta l’Europa occidentale i partiti di centrodestra sono a favore dei diritti LGBT. È contraddittorio anche da Forza Italia, che da una parte rivendica l’europeismo del Partito Popolare Europeo e su questo tema si sottrae alla politica del PPE.

Silvio Berlusconi ha sempre attaccato il DDL Zan, definendola “legge inutile e pericolosa”. Si è chiesto il perché.

Credo abbia cattive informazioni sulla legge. È difficile confrontarsi con chi utilizza argomenti che non sono all’interno della legge. Per esempio, che lede la libertà di opinione. Ma non lede la libertà di opinione. È scritto nell’articolo 4. Anche Berlusconi è rimasto vittima di questa comunicazione che rende impossibile il confronto. Anche la storia della teoria gender nelle scuole. Ma non esiste, non c’è. Si parla di un giorno l’anno, il 17 maggio, in cui diffondere la cultura del rispetto. Di questo parliamo. Mantenendo l’autonomia scolastica. Non si può cedere sulla giornata contro l’omotransfobia, è celebrata in tutto il mondo, Italia compresa. Ne ha parlato anche Sergio Mattarella. Proprio nelle scuole va fatta la prevenzione. Altro che un giorno l’anno, io la farei tutti i giorni. Però devi confrontarti con chi dice l’opposto. Come fai a togliere da una legge cose che non ci sono? Anche l’identità di genere, non si può togliere. Anzi, io cambierei la legge del 1982 per semplificarla. La legge De Cataldo per il cambio di sesso. All’epoca fu un successo, oggi dopo 40 anni possiamo dire che è superata. Una legge che impone un percorso umiliante, lungo, tortuoso. E noi ora a queste persone imponiamo un’ulteriore discriminazione? Al limite apriamo una riflessione seria su quella legge. E invece si parla di spogliatoi, sport scolastici, tutte cose che non c’entrano.

Negli ultimi mesi lei ha sposato battaglie a favore della cannabis, dell’eutanasia, contro l’omotransfobia. In tanti sui social si domandano cosa ci faccia ancora all’interno di Forza Italia e del centrodestra, che si estremizza sempre più?

Quando Forza Italia mi ha preso, sapeva che ero radicale e antiproibizionista. Forza Italia su questi temi candidò Cecchi Paone. Poi c’è stata una deriva in questa legislatura, per inseguire i partiti sovranisti. Questo è il tema. Per me è un errore politico sotto tutti i punti di vista. Non ipotizzo addii a Forza Italia. Spero che recuperi la sua identità. Sui temi dei diritti civili ritengo che Forza Italia stia sbagliando, in contraddizione con la sua storia e con la sua visione europeista. Non è che se io me ne vado cambia qualcosa. Però mantenere incarichi di partito su temi che hanno attinenza a questa cosa mi pare troppo. Se votano l’affossamento del DDL Zan, per coerenza io mi dimetto.

Update ore 14:00. Come annunciato nell’intervista, Elio Vito si è dimesso da responsabile del Dipartimento Difesa e sicurezza di Forza Italia, dopo che è stato annunciato al Senato il voto favorevole al non passaggio agli articoli del DDL Zan, poi ufficialmente ammazzato al cospetto del voto segreto.

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