Dinanzi alla reiterata transfobia di J.K. Rowling l’ex Hermione di Harry Potter, Emma Watson, si è sempre esposta. Nel 2018 la 35enne attrice britannica sottolineò come “i diritti delle persone transgender sono diritti umani“, per poi ripetersi nel 2020 replicando direttamente alla creatrice del maghetto, ribadendo come “le persone trans sono chi dicono di essere, vi rispetto e vi amo”.
Parole che non sono mai andate giù a Rowling, tanto da precisare nel 2024 che non avrebbe perdonato sia Daniel Radcliffe che Emma Watson. “Le star che si sono schierate a favore di un movimento teso a erodere i diritti faticosamente conquistati dalle donne e che hanno usato le loro piattaforme per fare il tifo nei confronti della transizione di genere dei minori possono ora risparmiarsi le scuse verso tutte le donne che hanno subìto la transizione e che oggi sono rimaste traumatizzate“, scrisse Rowling su X.
Emma Watson e la “faida” con J.K Rowling
Passati anni, con Rowling sempre più in prima linea nel seminare transfobia social a getto continuo, Emma Watson è tornata ad affrontare l’argomento attraverso il podcast On Purpose With Jay Shetty.
“Non credo davvero che aver vissuto quell’esperienza nutrendo l’amore, il supporto e le opinioni che ho, significhi che non possa e non debba apprezzare Jo e la persona con cui ho avuto esperienze personali“, ha precisato Emma. “Non crederò mai che l’una neghi l’altra e che la mia esperienza con quella persona non possa conservarla e apprezzarla. Credo che il mio desiderio più profondo sia che le persone che non sono d’accordo con la mia opinione mi amino, e spero di poter continuare ad amare le persone con cui non condivido necessariamente la stessa opinione”.
Watson ha rivelato che non è stato possibile confrontarsi con Rowling, che ha evidentemente alzato un muro al suo cospetto.
“Penso che la cosa che mi ha più turbato è che non sia mai stato possibile avviare una conversazione“. Ma Emma sarebbe prontissima ad affrontarla, quella conversazione. “Sì, e lo sarò sempre. Ci credo. Ci credo fermamente“.
Oltre a Watson, anche Daniel Radcliffe e Rupert Grint hanno pubblicamente preso le distanze dalla transfobia di J.K. Rowling, così come Eddie Redmayne, protagonista di Animali Fantastici. Dichiarazioni che non sono mai andate giù alla madre della più celebre saga editoriale degli utlimi 30 anni, convinta che a parlare per loro sia stato il “politicamente corretto”.
Emma Watson e l’addio alla recitazione

Emma Watson, il cui patrimonio si aggirerebbe attorno agli 85 milioni di dollari, ha poi affrontato il tema del suo allontanamento dalla recitazione, dichiarato ed effettivamente realizzato. L’ultimo set frequentato è infatti datato 2018, con Piccole Donne.
Passati sette anni, Watson è più felice che mai.
“La parte più importante del lavoro stesso è la promozione e la vendita di quell’opera, di quell’opera d’arte. L’equilibrio può essere facilmente compromesso”. “Sarò sincera e diretta: non mi manca vendere oggetti. Lo trovavo piuttosto demoralizzante. Ma mi manca molto usare le mie competenze e mi manca molto l’arte. Ho scoperto che potevo dedicarmi solo in minima parte a ciò che mi piaceva davvero”. “Nel momento in cui entri sul set di un film, non hai molto tempo per le prove. Ma nel momento in cui inizi a discutere una scena – o io ho avuto modo di prepararmi e pensare a come volevo fare qualcosa – e poi, nel momento in cui la telecamera inizia a girare, e riesci a dimenticare completamente tutto il resto del mondo tranne quel momento, è una forma di meditazione molto intensa. Perché non puoi essere da nessun’altra parte”. “È davvero liberatorio. Mi manca profondamente. Ma non mi manca la pressione. Avevo dimenticato che fosse così stressante. Ho fatto una piccola cosa per uno spettacolo teatrale, solo con i miei amici. Mi sono detta: ‘Cavolo, è stressante!’ E non era nemmeno per un vero pubblico o qualcosa del genere. Non mi manca”.
J.K. Rowling, dal canto suo, si appresta a diventare sempre più ricca grazie all’imminente serie tv su Harry Potter, mentre via X twitta transfobia h24.

