Dopo un periodo di relativa quiete, Rocco Casalino è tornato a far parlare di sé, riaffermando la sua presenza nel panorama politico italiano. L’ex portavoce dell’ex premier Giuseppe Conte ha recentemente orchestrato con maestria la manifestazione del Movimento 5 Stelle contro il riarmo, dimostrando che, quando il gioco si fa duro, è lui l’uomo da chiamare.
La manifestazione, tenutasi sabato scorso, ha visto la partecipazione di una folla di centomila persone secondo gli organizzatori e di numerosi esponenti del Movimento (e persino una frangia del PD) e ha segnato una rinnovata convergenza tra le posizioni populiste di sinistra e destra su temi di politica estera. Casalino, con la sua abilità comunicativa, ha saputo riportare l’attenzione mediatica sul Movimento, e, senza apparire, ha fatto detonare – con la sua proverbiale discrezione – il proprio ruolo chiave dietro le quinte del risorto Movimento Cinque Stelle (più di sostanza invece l’eccellente iniziativa di Maiorino su Dyke March e Conferenza Lesbica in Senato).
Le affinità elettive, in politica, non muoiono mai. Salvini e Conte, gli ex gemelli del Governo gialloverde, tornano a guardarsi con languore da opposti estremismi? Uno con le ruspe di un Ponte che non si farà mai, l’altro con Travaglio (che ha preso il posto di Grillo, farà la stessa fine?). Il primo è passato dal 34% al Papeete, il secondo da Presidente che strappa centinaia di miliardi (PNRR) all’UE ad avvocato predicatore che in piazza grida “Pace” come strumento di semplificazione per il popolo bue.
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E sabato scorso, magia: due piazze diverse, un solo spirito trumpiano. A Firenze, la Lega si autoincensa al congresso e ospita anche Elon Musk che, collegato, parla di possibile sterminio degli Europei da parte degli immigrati (l’ha detto davvero). A Roma, i 5 Stelle marciano contro il riarmo, con Travaglio in versione Rasputin e Rocco Casalino, uscito dal suo silenzio come un Richelieu pop, a orchestrare l’evento che incorona “Giuseppi”, ora più che mai lanciato a rubare la scena da leader di Elly Schlein.
La stampa parla infatti di “convergenze parallele” utili a Trump: in Italia, maggioranza e opposizione sembrano già sotto l’ombra di questa rinnovata sintonia tra Lega e M5S.
Meloni sente il fiato sul collo di Salvini che flirta con Musk, Elly Schlein non sa dove andarsi a nascondere rispetto all’assalto pacifista di Conte.
Mentre l’Europa decide, noi ci impantaniamo tra pacifismi d’accatto, retoriche da editoriali e leader che, pur diversi, si riconoscono allo specchio e si piacciono, mamma quanto si piacciono Conte e Salvini. Merito di Rocco! Quel Rocco che, in verità, sogna un’alleanza di ferro per portare al governo M5S e PD insieme, a patto che il suo capo (Conte) sia leader della coalizione.
Chi è Rocco Casalino?

Per chi avesse vissuto su Marte negli ultimi vent’anni, Rocco Casalino è quel personaggio poliedrico che ha saputo reinventarsi più volte, passando dal piccolo schermo alla stanza dei bottoni. Un anno fa aveva denunciato un cafone criminale che in Piazza del Popolo lo aveva apostrofato con insulti omofobici. Anni fa era accaduto qualcosa di simile con Vittorio Sgarbi. Nato in Germania da genitori italiani emigrati, Rocco ha trascorso un’infanzia segnata da difficoltà economiche e da un padre violento che lo sottoponeva a uno schema di sadica omofobia familiare. La sua brillante carriera mediatica inizia nel 2000 con la partecipazione alla prima edizione del “Grande Fratello“, dove si distingue per il suo carattere esuberante e la capacità di attirare l’attenzione del pubblico (gli attacchi a Platinette!).
Dopo l’esperienza televisiva, Casalino si dedica al giornalismo e alla comunicazione, lavorando per diverse emittenti locali e nazionali. La svolta arriva con l’ingresso nel Movimento 5 Stelle, dove assume il ruolo di responsabile della comunicazione, diventando una figura chiave nell’ascesa politica del partito. La sua vita privata è stata spesso al centro dell’attenzione mediatica, soprattutto per le sue dichiarazioni sulla propria sessualità e le relazioni sentimentali. Lo ricordiamo assai triste quando finì la sua storia con Josè Carlo Alvarez, ex fidanzato dalla vita burrascosa. C’era stato poi il flirt catturato da Chi con Gabriele Rossi (amico speciale anche di Garko).
Orrendo fu lo striscione ad alto tasso di omofobia che apparse a Varese: si insinuava che Giuseppe Conte fosse il pappone di Casalino (vabbé i fascisti sempre ossessionati dal sesso). Ora Rocco è tornato, e Conte non può più fare a meno di lui.
