Half Man, Richard Gadd tra mascolinità tossica e repressione sessuale: “Qualcosa che dovevo esplorare”

Dopo Baby Reindeer, Richard Gadd è tornato ancor più estremo che mai. "Mettere le persone a disagio non è necessariamente una cosa negativa, le persone a disagio sono costrette a pensare, a mettersi in discussione e a discutere". "Questo fa l'arte".

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Richard Gadd è tornato. Dopo il boom di Baby Reindeer, l’attore e regista ha dato vita ad Half Man, serie appena sbarcata su HBO Max da lui scritta, prodotta e interpretata.

Protagonisti Niall (Jamie Bell) e Ruben (Gadd), fratelli non di sangue. Uno feroce e leale. L’altro timido e pacato. Da giovani sono inseparabili. Entrati l’uno nella vita dell’altro a causa della morte e delle circostanze, tutto ciò che hanno è l’uno l’altro. Ma quando Ruben si presenta al matrimonio di Niall tre decenni dopo, qualcosa sembra diverso. È nervoso, sfuggente, non si comporta come al solito. Ben presto l’esplosione di un atto di violenza ci riporta indietro nel tempo nelle loro vite dagli anni Ottanta fino ai giorni nostri. Raccontando trent’anni della vita di questi uomini tormentati, Half Man esplora fratellanza, violenza e la profonda fragilità delle relazioni maschili. Perché quando tutto va in frantumi… sono spesso i legami più stretti a spezzarsi nel modo più doloroso.

Half Man, Richard Gadd e la voglia di stupire

Half Man, Richard Gadd tra mascolinità tossica e repressione sessuale: "Qualcosa che dovevo esplorare" - Jamie Bell as Niall and Richard Gadd as Ruben in Half Man - Gay.it

Intervistato dall’Hollywood Reporter, Richard Gadd ha confessato come le proprie esperienze personali, la propria dichiarata bisessualità, abbiano influito sulla costruzione estrema del suo nuovo alter-ego televisivo, muscolare e spaventoso.

Bisessuale è il modo più semplice per spiegarlo alle persone, ma anche così, sento di avere un’inquietudine riguardo alla sessualità, quasi una confusione o un atteggiamento in continua evoluzione nei suoi confronti”. “In qualsiasi aspetto della vita, che si tratti di sessualità o altro, rendersi conto di essere rinchiusi in una scatola non porta necessariamente a un senso di pace eterna. Mi definisco bisessuale perché questo aiuta le persone a capirmi. Non mi dà un senso di appagamento. Non scrivo per comunità specifiche. Scrivo per l’individuo che lotta. E questo è ciò che conta di più per me: le persone che si sentono disconnesse, lasciate indietro.”

Gadd ha iniziato a lavorare ad Half Man ancor prima che Baby Reindeer venisse acquisito da Netflix. Ma come la descriverebbe, a parole? “La gente diceva continuamente: ‘Oh, Baby Reindeer è una serie sullo stalking’. Ma per me era una serie sul trauma e sul bisogno di connessione umana. Con Half Man la gente dice ora che è una serie sulla mascolinità tossica, quando in realtà parla della lotta per amare se stessi e per amare qualcun altro“.

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Per scrivere il personaggio di Niall, interpretato da Richard Robertson e Jamie Bell nella serie, Gadd si è guardato allo specchio.

Da adulto Niall reprime la propria sessualità perché è terrorizzato dalle reazioni di suo “fratello” Ruben. Frequenta bagni pubblici in cui fa sesso con altri uomini e viene ricattato dal direttore della biblioteca locale che ha videoregistrato alcune sue sue avventure sessuali in bagno.

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È semplicemente qualcosa in cui mi riconosco, e penso di poterlo scrivere e rendergli omaggio“, ha precisato Gadd. “È una cosa difficile da affrontare… Ma gran parte della mia esperienza consisteva in proiezioni corrosive di me stesso o nell’anticipare reazioni che non c’erano: il dolore o la sofferenza in termini di come le persone avrebbero reagito. Nessuno ha mai reagito in quel modo. Possiamo costruire una prigione dentro di noi se ci pensiamo troppo. È qualcosa che non avevo ancora finito di esplorare”. “Se parliamo di danni, violenza e difficoltà, tutto in Half Man nasce dal personaggio, dalle circostanze e dalla necessità di far progredire la storia. In definitiva, è una serie sulla violenza maschile, la rabbia maschile, la repressione maschile. E Ruben è costruito come un personaggio mistico che porta con sé qualità estremamente terrificanti. Se dopo sei episodi non vedessimo fino a che punto è capace di arrivare, la serie non funzionerebbe. Doveva arrivare a questi estremi”. “Questa è la storia di due uomini indottrinati dal passato, da cui non riescono a sfuggire, che cercano di sopravvivere in un mondo che progredisce intorno a loro molto, molto più velocemente di quanto loro riescano a progredire dentro di sé.”

Per entrare negli abiti di Ruben, che inizialmente non avrebbe voluto interpretare, Richard ha trasformato il proprio fisico con 20 kg di muscoli. A convincerlo a far suo un personaggio tanto estremo è stato il collega di set, Jamie Bell: “Sapevo che avremmo avuto una grande intesa“. Per due anni Gadd non ha fatto altro che pensare ad Half Man, calandosi completamente nel proprio personaggio, senza guardare nessun’altra serie. Sapeva di non poter fallire, dopo l’exploit dell’esordio,  e il risultato parrebbe avergli dato ragione.

Ciò che sembrava impossibile, dopo il boom di Baby Reindeer, sembrerebbe essersi ripetuto. “Mettere le persone a disagio non è necessariamente una cosa negativa, perché penso che quando le persone sono a disagio sono costrette a pensare, a mettersi in discussione e a discutere, ed è questo che dovrebbe fare la buona arte. [Dovremmo] proporre cose che mettano a disagio il pubblico“. Firmato Richard Gadd.

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