Intervista a Lecco Pride, sabato 22 giugno: “È vergognoso che si voglia impedire alle giovani persone trans* l’accesso ai bloccanti per la pubertà”

Rivendicazioni, punti politici e accessibilità. Raduno a Lecco sabato 22 giugno alle ore 15 da Via Ghislanzoni (davanti al polo territoriale lecchese del Politecnico).

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lecco pride 2024, intervista
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Nato nel 2020, Lecco Pride ha saputo adattarsi alle sfide del tempo: partendo da un format completamente online durante il periodo più difficile della pandemia da Covid-19, è passato attraverso una biciclettata sul lungolago nel 2021, fino al primo vero corteo nel 2022, tra le vie storiche della città: un corteo che nelle ultime due edizioni ha visto una partecipazione di oltre 2000 persone. Nel 2022 fece particolarmente risonanza la notizia dell’adesione al Lecco Pride del gruppo scout Agesci 3, che innescò reazioni all’interno del mondo cattolico, non soltanto lecchese.

A pochi giorni dall’edizione 2024 di Lecco Pride, previsto per questo sabato 22 giugno, abbiamo intervistato Alessia Maggi, da tempo nel direttivo dell’associazione “Renzo & Lucio LGBTI+ diritti” e figura centrale nell’organizzazione dell’evento. Alessia, in questa intervista, ha evidenziato il ruolo sempre più importante di Lecco Pride di essere non solo un evento annuale, ma una presenza costante durante l’anno, un evento che mira alla creazione di spazi sicuri per la comunità queer locale.

Abbiamo, inoltre, chiesto il contributo di Ganimede, un nuovo volontario, che sta portando in Lecco Pride un importante e prezioso contributo a riguardo delle strategie di accessibilità, seguendo e ascoltando i consigli di diversɜ attivistɜ per la disabilità, tra cui Simone Riflesso.

Quest’intervista apre uno sguardo sulle novità di quest’anno, sui punti politici e sulle rivendicazioni di Lecco Pride, andando a sottolineare la sua importanza per la comunità LGBTIQ+ della provincia.

Lecco Pride 2024 – INTERVISTA

Intervista a Lecco Pride, sabato 22 giugno: "È vergognoso che si voglia impedire alle giovani persone trans* l’accesso ai bloccanti per la pubertà" - leccopride 22 giugno - Gay.it

Presentazione del comitato organizzatore: chi siete (associazioni, persone ecc. che si vogliano menzionare) 

Lecco Pride possiamo definirlo come un’estensione dell’associazione LGBT+ Diritti Renzo e Lucio. Associazione nata nel 2007 che, lavorando sul territorio della provincia lecchese, si occupa dei diritti delle persone LGBTQIA+, ma non solo. Lecco Pride è formato da volontariɜ.

Ci sono altre realtà locali che sostengono e partecipano alla vostra iniziativa? Ce ne sono alcune di cui vorreste parlarci? 

Diverse sono le realtà che ormai da anni ci sostengono ed è sempre bello vedere come più passa il tempo, più nuovi esercizi si interessano a ciò che facciamo e vogliono dare il loro contributo al Pride cittadino. Abbiamo diversi sponsor: tutti negozi e locali del territorio di Lecco. Anche le adesioni di gruppi e associazioni sono numerosissime e per noi è davvero importante sapere che al di fuori della nostra “bolla Pride”, ci sono realtà che condividono i nostri valori e la nostra lotta. Doveroso mi sembra citare il Circolo Libero Pensiero, sede delle nostre riunioni e di molti eventi che facciamo durante tutto l’anno. Ci sarebbero tante altre realtà che vorremmo citare e ringraziare a una a una. Una menzione particolare a quelle che hanno steso con noi il documento politico di questo anno: Arci Lecco Sondrio, Circolo Arci Spazio Condiviso Calolzio, CGIL Lecco, Legambiente Lecco, Les Cultures e Telefono Donna Lecco.

Qual è il rapporto della comunità queer locale con il sindaco e la giunta?

Da sempre il Comune di Lecco patrocina il Pride. Nel 2022 è stata ufficializzata l’adesione alla Rete RE.A.DY e non possiamo che essere soddisfattɜ di una tale presa di posizione. Da due anni gli eventi da noi promossi in occasione del 17 maggio, giornata contro l’omobilesboatrans*fobia, sono patrocinati dal Comune. Insieme alla Commissione delle Pari Opportunità, e ad altre associazioni del territorio, portiamo avanti un progetto di interventi con e per lɜ ragazzɜ nelle scuole del lecchese. Due anni fa, sempre con il Comune, abbiamo realizzato un progetto di formazione per operatori e operatrici che lavorano con e per il Comune. Anche per quest’anno, a ottobre, riproponiamo il progetto.

Che impatto ha sulla vostra città e sul vostro territorio un Pride?

Sappiamo bene di essere ancora consideratɜ come un enorme fastidio, se non abominio, per alcune persone. Ce lo hanno ben dimostrato i commenti omotransfobici che abbiamo ricevuto sotto i nostri post o articoli online di testate giornalistiche. Ecco perché sono ancora importanti i Pride, anche e soprattutto nelle piccole province come la nostra. Ed ecco perché, imperterritɜ, abbiamo riproposto il Pride anche questo anno. Una manifestazione che non vuole e non deve essere fine a sé stessa, ma è solo il momento conclusivo di un orgoglio, e impegno, che dura tutto l’anno con gli eventi che proponiamo alla cittadinanza. Negli anni abbiamo avuto modo di tessere relazioni e legami con realtà del territorio e ogni locale, esercizio commerciale, associazione ne ha trovato giovamento. Questo perché non c’è nulla di sbagliato o fuori luogo in questo Pride. È un momento che porta gioia, colori, unione e sicuramente anche un po’ di rabbia, ma quella bella, che ti invoglia a combattere per gli ideali in cui credi.

Comune e Regione hanno dato patrocinio al Pride? Quali istituzioni locali avete dichiaratamente dalla vostra parte? E quali no, e perché?

Fin dal primo Lecco Pride il Comune non ci ha mai negato il patrocinio. Sappiamo che non è scontato come gesto, perciò speriamo che questa relazione duri nel tempo. È un bel segnale per tutta la cittadinanza. Il Lecco Pride non è patrocinato solo dal Comune di Lecco, ma anche da altri comuni della provincia e dal Politecnico di Milano che ha una sede proprio a Lecco, da dove, tra l’altro, partirà la manifestazione. Il fatto che ogni anno si aggiunga sempre qualche patrocinio in più, ci fa ben sperare.

Ci sono delle iniziative correlate alla manifestazione del Pride che vi sembrano importanti (che fate o che avete fatto)?

Direi che i nostri eventi di punta sono tre: il Queeraoke, la serata Pazzeskə in discoteca e la nostra partecipatissima Drag Race. Tre eventi ludici, riproposti più volte durante l’anno, aperti a chiunque voglia divertirsi, nel rispetto delle altre persone. Abbiamo anche eventi culturali, come presentazioni di libri o testimonianze dirette su varie tematiche. Vogliamo dare la possibilità a chiunque di partecipare alle nostre iniziative, per questo ci teniamo a offrire alla comunità queer lecchese, e non solo, più eventi di diverso tipo.

Avete previsto delle attenzioni particolari in merito all’accessibilità?

Certo, vogliamo che tuttɜ coloro che desiderano partecipare possano farlo. Non solo per una questione di giustizia sociale, che già basterebbe, ma anche perché persone LGBTQIA+ e persone disabili sono accomunate dall’avere corpi e menti non conformi, motivo per cui entrambe le categorie sono state storicamente discriminate, e la solidarietà reciproca dovrebbe essere naturale. Inoltre, le persone che sono sia queer sia disabili sono sistematicamente rese invisibili, per cui ci teniamo a parlarne apertamente. Per il nostro Pride abbiamo quindi adottato delle misure considerando diversi tipi di esigenze, pensando a chi ha disabilità motorie, fatica o dolori cronici, sordità o rischio di sovraccarico sensoriale, e ascoltando i consigli di diversɜ attivistɜ per la disabilità (come Simone Riflesso, Emanuela Masia, Ilaria Crippi solo per citarne alcunə). Abbiamo anche fatto attenzione a comunicare in anticipo e chiaramente queste misure, che si possono trovare sulla nostra pagina Instagram e sito web. Alcuni esempi sono la mappatura della pavimentazione del percorso, la possibilità di salire sui carri in caso di affaticamento, la creazione di una Zona Bianca a rumore ridotto in testa al corteo e di una Area Decompressione all’arrivo, la presenza di due interpreti LIS durante gli interventi dal palco e la distribuzione dei testi scritti per tutti gli interventi, compresi quelli tenuti durante le pause del corteo. Si potrà anche partecipare a distanza, tramite storie dalla parata e la diretta streaming degli interventi politici, che rimarrà disponibile come registrazione. Sicuramente possiamo fare ancora di più, obiettivo che ci poniamo per i prossimi anni.

In questi anni di governo delle destre, come considerate vengano affrontate, sostenute o contrastate le istanze che il vostro Pride vuole portare avanti?

Secondo me risponde bene un estratto del nostro documento politico: “È questo il momento per spegnere l’incendio che ferisce l’umanità con l’odio che ribolle negli slogan di alcuni partiti e governi e nei post sui social media e che, inevitabilmente, si trasforma in una valanga di violenza che travolge le donne, le persone queer, le persone disabili, le persone razzializzate, le persone ebree e musulmane e tante altre minoranze”.

Su quali rivendicazioni ritenete che ci sia ancora bisogno di manifestare, scendere in piazza e fare un Pride?

Posso usare una citazione, che a me piace moltissimo, di Maria Cervi? “Nessuna conquista è per sempre. C’è sempre qualcuno che è interessato a toglierla, per cui resistere non è solo un dovere, ma una necessità dei giovani, altrimenti non si va avanti”. Partendo dal presupposto che, forse, dei Pride ci sarà sempre bisogno anche solo per tenersi stretti i diritti ottenuti, siamo ancora ben lontanɜ da questo tipo di lotta. Alla gente non è chiaro che più diritti a una minoranza non equivale a togliere diritti alla cosiddetta maggioranza. È vergognoso che le coppie omosessuali non si possano ancora sposare, che famiglie omogenitoriali debbano combattere per poter vedere riconosciuto loro il diritto a essere genitori, che si voglia ledere alle giovani persone trans* il diritto all’accesso dei bloccanti per la pubertà e alla carriera alias. Non ci fermeremo finché non avremo ottenuto quello che chiediamo noi, come lo chiediamo noi. Non vogliamo più contentini. Non abbiamo niente di meno rispetto ad altre persone, e niente di meno esigiamo.

Di seguito i punti richiesti da Lecco Pride alle istituzioni nazionali e a quelle locali

“A tutti i Comuni della Provincia di Lecco chiediamo:

  • il rafforzamento delle Commissioni Pari Opportunità, dove presenti, o la creazione di un Tavolo delle comunità, dove rappresentanti del comune e rappresentanti delle associazioni e delle minoranze si incontrino regolarmente per segnalare bisogni e proposte e per studiare come rendere più inclusivi i progetti del comune;
  • l’apertura di una riflessione, aperta a rappresentanti delle associazioni e delle minoranze, sulla toponomastica che studi come dedicare luoghi delle città a personalità importanti per la lotta per i diritti e per le minoranze di genere, sessuali, etniche, religiose, sociali e culturali;
  • la formazione dellə dipendenti comunali, della polizia locale e delle persone che lavorano anche indirettamente per il Comune (per esempio, i cosiddetti “informatori civici” a Lecco) sui temi dell’inclusione e della lotta a ogni forma di discriminazione su base di genere, sessuale, etnica, religiosa, sociale e culturale;
  • l’istituzione di un regolamento per il personale dipendente che permetta di scegliere il nome maggiormente identificativo, a prescindere dal genere assegnato alla nascita;
  • la realizzazione di bagni gender neutral nelle strutture comunali;
  • l’abbattimento delle barriere architettoniche, a partire dal palco di piazza Garibaldi a Lecco;
  • politiche di mobilità attente a tutte le persone (con particolare attenzione alle persone con disabilità e a chi si muove a piedi o in bicicletta) e che limitino i pericoli derivanti dalla circolazione sulle strade dei mezzi motorizzati;
  • la promozione di campagne informative sui temi dell’inclusione e della lotta a ogni forma di discriminazione su base di genere, sessuale, etnica, religiosa, sociale e culturale;
  • attenzione all’inclusione di tutte le minoranze nelle comunicazioni istituzionali, con riferimento sia ai contenuti, sia al linguaggio (per esempio, evitando l’uso del maschile sovraesteso), sia all’accessibilità dei siti web per le persone con disabilità;
  • la creazione di materiali informativi multilingue (con attenzione all’accessibilità delle persone con disabilità) sui temi dell’inclusione e della lotta a ogni forma di discriminazione su base di genere, sessuale, etnica, religiosa, sociale e culturale, da rendere disponibili per esempio attraverso gli sportelli e i siti Informagiovani.

Alla Provincia di Lecco chiediamo:

  • la creazione di un Tavolo delle comunità, dove rappresentanti della provincia e rappresentanti delle associazioni e delle minoranze si incontrino regolarmente per segnalare bisogni e proposte e per studiare come rendere più inclusivi i progetti della provincia;
  • la formazione dellə dipendenti provinciali, della polizia provinciale e delle persone che lavorano anche indirettamente per la Provincia sui temi dell’inclusione e della lotta a ogni forma di discriminazione su base di genere, sessuale, etnica, religiosa, sociale e culturale;
  • l’istituzione di un regolamento per il personale dipendente che permetta di scegliere il nome maggiormente identificativo, a prescindere dal genere assegnato alla nascita;
  • la realizzazione di bagni gender neutral nelle strutture provinciali; l’abbattimento delle barriere architettoniche;
  • politiche di mobilità attente a tutte le persone (con particolare attenzione alle persone con disabilità e a chi si muove a piedi o in bicicletta) e che limitino i pericoli derivanti dalla circolazione sulle strade dei mezzi motorizzati;
  • attenzione all’inclusione di tutte le minoranze nelle comunicazioni istituzionali, con riferimento sia ai contenuti, sia al linguaggio (per esempio, evitando l’uso del maschile sovraesteso), sia all’accessibilità dei siti web per le persone con disabilità.

Alla Regione Lombardia chiediamo:

  • la creazione di un Tavolo delle comunità, dove rappresentanti della regione e rappresentanti delle associazioni e delle minoranze si incontrino regolarmente per segnalare bisogni e proposte e per studiare come rendere più inclusivi i progetti della regione;
  • la formazione dellə dipendenti regionali e delle persone che lavorano anche indirettamente per la Regione sui temi dell’inclusione e della lotta a ogni forma di discriminazione su base di genere, sessuale, etnica, religiosa, sociale e culturale;
  • la realizzazione di bagni gender neutral nelle strutture regionali; l’abbattimento delle barriere architettoniche;
  • politiche di mobilità attente a tutte le persone (con particolare attenzione alle persone con disabilità e a chi si muove a piedi o in bicicletta) e che limitino i pericoli derivanti dalla circolazione sulle strade dei mezzi motorizzati;
  • il finanziamento di programmi di educazione alla sessualità e all’affettività nella scuole di ogni ordine e grado;
  • la promozione di campagne informative sui temi dell’inclusione e della lotta a ogni forma di discriminazione su base di genere, sessuale, etnica, religiosa, sociale e culturale;
  • attenzione all’inclusione di tutte le minoranze nelle comunicazioni istituzionali, con riferimento sia ai contenuti, sia al linguaggio (per esempio, evitando l’uso del maschile sovraesteso), sia all’accessibilità dei siti web per le persone con disabilità;
  • l’apertura di nuovi ambulatori pubblici e gratuiti per la diagnosi ed il trattamento delle infezioni sessualmente trasmissibili e il prolungamento degli orari di apertura degli ambulatori già attivati;
  • l’effettiva applicazione della legge 194, una maggiore accessibilità dei consultori, con più sedi e orari di apertura prolungati, e il non ricorso alla presenza di associazioni antiabortiste nei consultori.

 Ad ATS e ASST Lecco chiediamo:

  • la continua formazione e aggiornamento del personale sui temi legati all’orientamento sessuale ed all’identità di genere;
  • un costante lavoro sulla prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili, con la formazione costante dei medici di base;
  • una maggior campagna informativa, anche con la creazione di opuscoli multilingue, sui servizi messi in atto per la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili, come lo sportello Punto Salute e i servizi offerti dal reparto Infettivi.

 Alle scuole e alle università del territorio della Provincia di Lecco chiediamo:

  • la formazione di tutto il personale scolastico, ma anche di genitori e studenti ai temi dell’inclusione e della lotta a ogni forma di discriminazione su base di genere, sessuale, etnica, religiosa, sociale e culturale;
  • la realizzazione di corsi all’affettività e alla sessualità, con attenzione anche alla salute e alla prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili;
  • l’introduzione delle carriere alias, cioè un protocollo che prevede la possibilità di registrarsi in un ente, un’azienda o una scuola con il nome che corrisponde alla propria identità di genere anche se questo è diverso da quello anagrafico;
  • la realizzazione di bagni gender neutral nelle strutture universitarie; abbattimento delle barriere architettoniche.

Ai sindacati chiediamo:

  • la formazione sui temi dell’inclusione e della lotta a ogni forma di discriminazione su base di genere, sessuale, etnica, religiosa, sociale e culturale;
  • la realizzazione di bagni gender neutral;
  • attenzione all’inclusione di tutte le persone nelle comunicazioni e nella documentazione interna (per esempio, evitando, dove possibile, di registrare il genere delle persone).

Alle aziende del territorio della Provincia di Lecco chiediamo:

  • la formazione sui temi dell’inclusione e della lotta a ogni forma di discriminazione su base di genere, sessuale, etnica, religiosa, sociale e culturale;
  • la formazione sul riconoscimento e la prevenzione di molestie e violenze nei luoghi di lavoro;
  • la realizzazione di bagni gender neutral nei pubblici esercizi; l’abbattimento delle barriere architettoniche nei pubblici esercizi.
  • Alle società sportive del territorio della Provincia di Lecco chiediamo: la formazione del personale sportivo e non e dellə atletə; l’abbattimento delle barriere architettoniche;
  • la promozione di campagne informative sui temi dell’inclusione e della lotta a ogni forma di discriminazione su base di genere, sessuale, etnica, religiosa, sociale e culturale nel mondo dello sport”.

Leggi qui il documento politico di Lecco Pride 2024

 

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