“Occupare politicamente lo spazio e dire che non ci stiamo”: intervista a Varese Pride 2024, sabato 22 giugno

Diamo la parola a Giovanni Boschini, presidente di Arcigay Varese, in vista dell'evento di questo sabato 22 giugno, con ritrovo alle 16 in Piazza Montegrappa.

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varese pride 2024, intervista
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Il Varese Pride 2024 si avvicina e abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Giovanni Boschini, presidente di Arcigay Varese, per discutere dell’evento che si terrà sabato 22 giugno. Il raduno inizierà alle 16:00 in Piazza Montegrappa, seguito dalla parata e da una serie di attività che culmineranno in un pride party al Salotto di Varese.

Il Varese Pride, organizzato da Arcigay Varese e coordinato da Valentina Cusano, si impegna a creare un ambiente accogliente e inclusivo, con il coinvolgimento di associazioni, sindacati e supporto istituzionale, nonostante le risapute difficoltà a livello regionale. La città ha dimostrato un’accoglienza crescente verso le persone LGBTQIA+ e l’evento di quest’anno, con il pieno supporto del Comune e di altre istituzioni locali, promette di essere un momento significativo di celebrazione e rivendicazione.

L’intervista completa a Giovanni offre uno sguardo approfondito su Varese Pride 2024, le iniziative collaterali che arricchiscono il mese dell’orgoglio e le strategie relative all’accessibilità in ogni aspetto dell’evento. Ti invitiamo a leggere l’intervista per comprendere meglio l’importanza di questo evento per la comunità di Varese e i piani futuri dell’organizzazione.

Varese Pride 2024 – INTERVISTA

Presentazione del comitato organizzatore: chi siete (associazioni, persone ecc. che si vogliano menzionare)

Il Varese Pride è organizzato da Arcigay Varese, comitato territoriale Arcigay di Varese e provincia. Al suo interno abbiamo costituito il Coordinamento Varese Pride che è coordinato da Valentina Cusano e che si occupa di organizzare l’evento con le persone volontarie di Arcigay Varese.

Ci sono altre realtà locali che sostengono e partecipano alla vostra iniziativa? Ce ne sono alcune di cui vorreste parlarci?

All’evento aderiscono ogni anno numerose realtà, associazioni e sindacati, come AGEDO, Famiglie Arcobaleno, CGIL Varese, Legambiente.

Qual è il rapporto della comunità queer locale con il sindaco e la giunta?

Dal 2016 abbiamo un’amministrazione locale di centrosinistra che sostiene attivamente i nostri progetti e le nostre iniziative e il sindaco partecipa anche personalmente alle iniziative che realizziamo sul territorio. Purtroppo al momento non ha ancora partecipato al Pride, ma noi lo aspettiamo. Al momento nella nostra città non abbiamo ancora avuto un sindaco al Pride.

Che impatto ha sulla vostra città/il vostro territorio un Pride? 

Il Pride ha contributo a creare una città più accogliente e più inclusiva sulle persone LGBTQIA+ e ha consentito alla città di interrogarsi sulla comunità, sulle sue istanze e sui diritti. Ormai da diverso tempo coinvolgiamo anche le altre associazioni e le altre realtà e siamo partiti dalla pride week a un intero calendario di iniziative che abbiamo chiamato “Pride month”, ma che si spinge anche oltre il mese di giugno. Tutte le iniziative si trovano su www.varesepride.it/events e ce n’è davvero per tutti i gusti: film, dibattiti, aperitivi…

Comune e Regione hanno dato patrocinio al Pride? Quali istituzioni locali avete dichiaratamente dalla vostra parte? E quali no, e perché?

Il Comune non solo ha dato il patrocinio, ma il partenariato: è una forma di sostegno economico all’evento che è stato persino raddoppiato rispetto allo scorso anno. Siamo felici di avere il Comune dalla nostra parte e di collaborare con loro. Anche l’Ambasciata del Canada e l’Università degli Studi dell’Insubria hanno dato il patrocinio all’evento. L’Ateneo ci sostiene fin dalla prima edizione, è stato il nostro partner istituzionali più duraturo.

A Regione Lombardia non l’abbiamo chiesto, non ci abbiamo nemmeno provato: il Governatore Attilio Fontana è stato sindaco di Varese e ai tempi aveva già negato il patrocinio al Varese Pride. Abbiamo chiesto il patrocinio regionale una sola volta ed è stato negato. Il nostro tempo è prezioso e non abbiamo tempo da perdere nel correre dietro a istituzioni retrograde e escludenti. Se ci sarà un deciso cambio di passo da parte della Regione potremo riconsiderare la cosa.

La Provincia di Varese ha deciso invece di negare il patrocinio all’evento. Erano propensi a dare il patrocinio solo agli eventi di avvicinamento, ma ci è sembrato un compromesso inaccettabile, per questa ragione abbiamo deciso: o tutto, o niente. Il Presidente Marco Magrini ha quindi passato la palla al consiglio provinciale che ha dibattuto sulla questione con il solito linguaggio d’odio tipico della politica di questi ultimi anni: hanno detto che è un evento divisivo e violento, che non porterebbero mai i loro figli a un evento del genere. È stato uno spettacolo indegno e alla fine hanno deciso di negare il patrocinio. Solo il PD è stato dalla nostra parte ma non è stato sufficiente.

Ci sono delle iniziative correlate alla manifestazione del Pride che vi sembrano importanti (che fate o che avete fatto)?

Quest’anno, oltre al Pride month, abbiamo fatto dei talk tematici su temi che ci stavano particolarmente a cuore, come la grassofobia, il transfemminismo, la comunità kinky e BDSM e la salute sessuale.

Avete previsto delle attenzioni particolari in merito all’accessibilità? 

Distribuiremo tappini antirumore e avremo una zona di scarico sensoriale per le persone neurodivergenti. Sarà presente un interprete LIS e stiamo lavorando a un servizio automatico di sottotitolazione. Avremo una zona dedicata alle persone con disabilità davanti al palco. Avremo anche lanyard con i girasoli per le persone con disabilità invisibili e le nostre persone volontarie sono formate su questo.

In questi anni di governo delle destre, come considerate vengano affrontate, sostenute o contrastate le istanze che il vostro Pride vuole portare avanti?

Le istante LGBT+ non vengono sostenute affatto: il Governo sostiene che sui diritti LGBT+ non stiamo arretrando, di recente Meloni ha detto che il Governo è in prima linea sui diritti LGBT+, ma la realtà è che siamo fermi, anzi, secondo ILGA-Europe stiamo persino arretrando. Non vediamo un futuro roseo ma saremo sempre in piazza a occupare politicamente lo spazio e dire che non ci stiamo.

Su quali rivendicazioni ritenete che ci sia ancora bisogno di manifestare, scendere in piazza e fare un Pride?

Nel nostro Paese non è difficile trovare rivendicazioni da sostenere visto che i diritti sono pressocché assenti: si salvano solo le unioni civili, per il resto c’è ancora da combattere: legge contro l’omotransfobia, matrimonio ugualitario, GPA etica e legale, sostegno ai figli delle famiglie arcobaleno, percorsi di affermazione di genere più dignitosi e rispettosi.

Ci sono altre cose che vorreste dire sul Pride e sul vostro territorio? (risposta libera…. magari a noi di Gay.it sfugge qualcosa a proposito del vostro territorio…)

A Varese c’è ancora tanto da fare quindi partecipate in tant*!

Di seguito alcuni dei punti politici richiesti da Varese Pride alle istituzioni nazionali e a quelle locali

  • Chiediamo il pieno riconoscimento del matrimonio egualitario, per tutte le coppie, indipendentemente da orientamento e identità di genere dell3 component3.
  • Rivendichiamo il pieno riconoscimento alla nascita dell3 figli3 delle coppie omogenitoriali e che gli atti di nascita esteri siano regolarmente iscritti.
  • Chiediamo il sostegno e l’accesso alla procreazione assistita e alla GPA etica per tutte le persone.
  • Vogliamo che tutte le persone possano accedere all’adozione indipendente da orientamento e identità di genere, single compres3.
  • Il Varese Pride rivendica il pieno diritto all’autodeterminazione dell’identità di genere di ogni persona. Chiede di rimuovere tutti gli ostacoli ai percorsi di affermazione di genere, con la possibilità per ogni persona trans* di scegliere liberamente il percorso che meglio risponde alla propria esigenza e desiderio. La salute e il benessere di tutt3 deve essere una priorità, l’accesso alle cure dignitoso e garantito nel pieno rispetto di ogni soggettività. Difende i percorsi di affermazione di genere per le giovani persone trans* e condanna le misure restrittive che l’attuale governo sta prendendo in questa direzione.
  • Il Varese Pride difende e promuove la creazione di spazi sicuri, chiedendo di eliminare qualsiasi forma di discriminazione all’interno del mondo del lavoro, della scuola e dell’università. La presenza nelle scuole di ogni ordine e grado di programmi di educazione affettiva e sessuale che sappiano trasmettere il consenso e il rispetto per ogni corpo. La possibilità di attuare la carriera alias senza certificazione medica per permettere il diritto allo studio e al benessere delle persone trans*.
  • Affermiamo con forza la garanzia al diritto di un lavoro dignitoso, senza discriminazione e precarietà legati a orientamento e identità di genere, in luoghi di lavoro sicuri per tutt3. Il Varese Pride lotta affinché lo sport e l’accesso alle pratiche sportive possano diventare un diritto di tutt3. Le persone trans* devono essere riconosciute da tutte le federazioni italiane.
  • Il Varese Pride rivendica il diritto fondamentale alla salute con la piena accessibilità ai servizi sanitari per le persone della comunità LGBTQIA+. Promuove la formazione del personale sanitario verso le persone trans* e non binarie, sostenendo un approccio senza pregiudizio verso la nostra salute sessuale e riproduttiva. Riteniamo fondamentale l’implementazione di programmi di Prep e controlli periodici di IST gratuiti. Il Varese Pride incoraggia l’abbattimento allo stigma della salute mentale con l’attuazione di nuovi piani di aiuto e sostegno.
  • Il Varese Pride riconosce che nessuna lotta è più urgente o importante rispetto ad un’altra. Lottiamo perché l’abilismo, il classismo e il razzismo vengano contrastati in ogni livello della società. Lottiamo per l’autodeterminazione dei nostri corpi e perché sia una libera scelta come viverli, relazionarci e gestirli. Il Varese Pride crede nella convivenza delle differenze e della pluralità e che solo nell’unità della lotta si può contrastare la molteplicità delle oppressioni. Il Varese Pride è antifascista e transfemminista, si schiera contro ogni forma di guerra e di oppressione a fianco di ogni marginalità.

Sulle pagine social di Varese Pride trovi per intero il documento politico 2024

 

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