Keir Starmer, la nipote del premier inglese “picchiata selvaggiamente” perché teneva la mano di sua moglie

Il primo ministro laburista, sotto attacco per la deriva transfobica del suo governo, si è detto "furioso" e sorpreso, perché pensava "che i giorni in cui si picchiava la gente perché gay fossero alle spalle".

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Keir Starmer, premier inglese
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Leader del partito laburista dal 2020 nonché primo ministro del Regno Unito dal 2024, Keir Starmer è da tempo sotto attacco per le sue posizioni da più parti considerate transfobiche e ambigue, sul fronte dei diritti LGBTQIA+.

Dopo 5 primi ministri conservatori c’era particolarmente attesa per un ritorno dei laburisti a Dawning Street, evento che non accadeva dal 2010 con Gordon Brown, ma Stramer, che ha stravinto le elezioni del 2024 con il 33,70% battendo il premier uscente Rishi Sunak fermatosi al 23,70%, non sta certamente entusiasmando.

Keir Starmer, il premier inglese scopre l’omofobia

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Starmer: “Una donna è una donna adulta e il tribunale lo ha chiarito in modo assoluto. Accolgo con favore la sentenza perché credo che offra una reale chiarezza”.

Nei giorni scorsi il primo ministro inglese ha rivelato che sua nipote e sua moglie sono state vittime di un crimine d’odio omofobo. Nel corso di un’intervista al podcast Man Made di Pete Wicks, Starmer si è detto furioso.

Un incidente avvenuto a meno di un anno dalle nozze di sua nipote lesbica. Quella cerimonia è stata “la prima” a cui il premier ha portato i suoi figli, ed “è stata fantastica“.

“Nel giro di un anno mia nipote e sua moglie sono state picchiate selvaggiamente, nella loro stessa città, da un gruppo di tizi per essersi tenute per mano. Ero assolutamente furioso”, ha aggiunto Starmer, dopo aver raccontato che sua nipote gli ha mostrato le foto del suo viso contuso e gonfio. “Pensavo che i giorni in cui si picchiava la gente perché gay fossero ormai alle spalle“.

Peccato che così non sia, come dimostrano anche i più recenti dati relativi all’odio omobitransfobico nel Regno Unito, con il 71% degli uomini gay e il 66% delle donne lesbiche che ha dichiarato di astenersi dal mostrare affetto al proprio partner in pubblico, per paura di essere discriminati. In quanto premier, Starmer dovrebbe saperlo.

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Questo ci porta ad un qualcosa che mi preoccupa molto, in questo Paese, che è una questione politica soprattutto: temo che stiamo diventando un Paese contraddistinto da divisioni tossiche. O almeno è lì che alcuni vogliono portarci“.

Ma a dividere il Paese e l’opinione pubblica hanno contribuito anche la Corte Suprema con la sua contestata sentenza transfobica, secondo cui la definizione di “donna” nell’Equality Act 2010 è univoca e si riferisce al sesso biologico assegnato alla nascita, e le successive decisioni del governo laburista, che sta lavorando a linee guida che potrebbero portare all’esclusione delle donne trans dagli spazi pubblici e riservati alle donne facendo riferimento anche solo all’apparenza fisica ed estetica.

Lo stesso Starmer ha definito “un gradito passo avanti” la sentenza della Corte, dopo aver pubblicamente cambiato idea sui diritti delle persone trans affermando di non credere più che le donne trans siano donne e gli uomini trans siano uomini. Un voltafaccia contestato dalla comunità, che si sente tradita da un governo laburista che in scia a quello trumpiano ha tagliato 150 milioni di sterline al Fondo Globale che lotta contro l’hiv e l’aids.

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