“Questi gay te li fanno odiare anche se non vuoi. W Putin”: Luca Cirimbilla imbarazza Giorgia Meloni oppure no?

Insulti LGBTI, adorazione per Putin e Assad in chiave anti-Israele: da che parte sta la nostra premier?

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Luca Cirimbilla froci fascista
Luca Cirimbilla e i suoi screenshot che riemergono dal passato e rintracciati dal quotidiano "Domani"
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È una danza macabra, incessante, quella di Giorgia Meloni e del suo partito, Fratelli d’Italia, che non riescono a liberarsi, o meglio, non vogliono liberarsi, delle ombre del fascismo. Ogni sforzo della premier, ogni tentativo di mostrarsi come leader moderata, come traghettatrice di una destra europea e rispettabile, si sgretola sotto il peso delle azioni di chi la circonda, dei nomi che lei stessa ha scelto o che non ha mai avuto il coraggio di allontanare davvero. Giorgia Meloni è prigioniera dei suoi antichi sodali neofascisti, o in fondo al suo cuore ne è l’indiscusso capo che sogna di condurli al potere?

Un nuovo caso imbarazza la premier. Stavolta, al centro delle polemiche c’è Luca Cirimbilla, responsabile della comunicazione del gruppo di FdI alla Camera. Come rivelato da Domani, l’ex militante del circolo di estrema destra “Foro 753” è stato protagonista di post social antisemiti, omofobi e filoputiniani che hanno riaperto ferite mai del tutto sanate.

Post social imbarazzanti e dichiarazioni shock

Secondo quanto denunciato da Domani, Cirimbilla ha definito Roberto Saviano “un porco. Ha elogiato Vladimir Putin (prima dell’invasione ai danni dell’Ucraina) con parole che non meritano commenti:

Addio maledettissimo Obama. Maledetto te e tutti quelli che pensavano – da cretini – che il tuo fottuto colore della pelle potesse rappresentare il cambiamento. Tu sparisci dalla storia mentre Assad e Putin spazzano via i terroristi che hai finanziato” scrisse Cirimbilla. E ancora, il dittatore russo apostrofato come “ultima speranza di odiare“. E poi contro le persone LGBTIAQ+, nei giorni in cui la legge anti-LGBT del Cremlino faceva il giro del mondo:

“Questi gay te li fanno odiare anche se non vuoi. W Putin”

Quindi, il responsabile stampa alla Camera del maggior partito di governo italiano lodava il macellaio di Damasco, uno dei più feroci dittatori degli ultimi anni, l’ex presidente siriano Bashar al-Assad nei mesi in cui questi, armato da Putin, bombardava in chiave anti-Israele i territori siriani.

Non si risparmia una certa ironia di matrice omofobica, il nostro Cirimibilla. Scovato un tweet che recita:

No, ve prego, i fr0c1 in televisione pure a Natale no! Ebbasta”.

Nonostante abbia eliminato il suo profilo social su X, gli screenshot rintracciati dal giornalista Simone Alliva su Domani riportano in superficie ancora una volta la matrice fascista dell’inner circle meloniano.

Nella replica, pubblicata dal quotidiano Domani, Cirimbilla ha successivamente dichiarato di non ricordare i post incriminati, definiti “sguaiati” e “di pessimo gusto”, ma non rappresentativi del suo pensiero. Ha minimizzato le accuse di omofobia e filoputinismo, attribuendo i contenuti a un periodo remoto, privo di incarichi politici, e a un’ironia inappropriata da social network. Tuttavia sul suo profilo Linkedin certe immagini di trionfali architetture fasciste restano fieramente esposte come cornici professionali della sua carriera di addetto stampa.

Luca Cirimbilla Linkedin
Luca Cirimbilla, pagina del suo profilo Linkedin

Le difficoltà di Giorgia Meloni

Questo episodio rappresenta un nuovo capitolo imbarazzante per la premier, che da anni cerca di ripulire l’immagine del suo partito, traghettandolo verso una destra più moderata. Meloni aveva già affrontato situazioni simili, come quella del portavoce del ministro Lollobrigida, Paolo Signorelli, sospeso per contenuti antisemiti in una chat privata, o le dimissioni di Marcello De Angelis, ex estremista nero e portavoce del presidente Rocca alla Regione Lazio. Qualche giorno fa, durante la conferenza stampa, la stessa premier non è riuscita a prendere le distanze dal finanziamento che la fondazione del suo partito ha erogato verso la formazione neofascista di Casa Pound per acquistare la sede di Acca Larentia. Pochi mesi fa erano emersi inoltre movimenti finanziari tra l’associazione ultra-cattolica Pro Vita e ambienti neofascisti fatti oggetto da parte dell’eurodeputato PD Alessandro Zan di un’interrogazione alla Commissione Europea.

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Galeazzo Bignami Nazista
Galeazzo Bignami vestito da nazista ad una festa in maschera: oggi è capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, dopo essere stato vice-ministro ai Trasporti

Un passato difficile da dimenticare

Luca Cirimbilla è solo l’ultimo nome a far riaffiorare le radici ideologiche di Fratelli d’Italia. Il partito è stato spesso accusato di non prendere abbastanza le distanze da un passato postfascista. Basti pensare a Galeazzo Bignami, ex vice-ministro, oggi capogruppo di FdI alla Camera, immortalato in una foto con una divisa nazista, e ora promosso capogruppo alla Camera, o alle inchieste di Fanpage sui giovani militanti di FdI ripresi mentre eseguivano saluti romani durante raduni interni.

La forma, in politica più che mai, è sostanza. E certi episodi che per qualcuno potrebbero sembrare rigurgiti di nostalgie passate, costituiscono in verità l’impalcatura valoriale che sorregge azioni concrete. La comunità LGBTIAQ ne sa qualcosa: sul nostro giornale avevamo denunciato come “neofascista” (e incostituzionale) la recente approvazione del reato universale per persone italiane che adottino la tecnica di gestazione per altri in paesi dove questa pratica sia legale e regolamentata. E certamente è una persecuzione di stampo autoritario anche l’assedio alle famiglie omogenitoriali, con tribunali e procure sospinti dal governo a cancellare dall’anagrafe i nomi dei genitori dai certificati dei figli di coppie omosessuali.

Qui Milano cuore nero, all’aperitivo fingiamo che i camerata di Giorgia Meloni non esistano

Ma da che parte sta Giorgia Meloni?

È dunque questa la destra moderna che Meloni promette? Una destra che si strugge per un passato che non sa dimenticare, che nei suoi corridoi fa echeggiare insulti e nostalgie nere? Può una leader come Meloni, che sembra voler essere europea e pragmatica, restare credibile con un inner circle che la tradisce continuamente, che la radica in quel fascismo che dice di voler superare?

Forse è questa la domanda vera: Giorgia Meloni è una prigioniera? Oppure, più semplicemente, questo partito, questa cultura, questo fascismo latente, è lei stessa? E allora non è questione di moderazione, non è questione di leadership europea, ma di una verità più semplice e più dura: una destra che non sa essere altro che ciò che è sempre stata, un’ombra lunga sul presente, incapace di voltarsi davvero verso il futuro, se non per riportarlo indietro. In attesa di asservire l’Italia al nascente potere tecnofascista trumpiano in salsa muskiana: dall’asse Roma-Berlino del 1936 all’asse Garbatella-Mar-a-Lago del 2025.

 

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Stella cometa 12.1.25 - 18:48

Da che parte sta Giorgia Meloni?! Ovviamente questa (orrenda) donna sta dalla parte dei nostalgici del fascismo come lei, altrimenti lo avrebbe fatto già dimettere. Per quanto riguarda le frasi oscene pregne di omofobia e razzismo scritte da questo parassita politico di Fdi, sicuramente è un uomo represso sessualmente che vive malissimo la sus vera sessualità, altrimenti non vedo perché dovrebbe indignarsi nel vedere omosessuali in tv o altrove! In genere gli omofobi sono in realtà persone non eterosessuali che vivono la loro vera sessualità lontano da occhi indiscreti e vomitano veleno e disumanita' contro gli omosessuali che a contrario degli omofobi, vivono felicemente la loro affettività e sessualità senza fingere di essere eterosessuali per compiacere ignoranti trogloditi frustrati e repressi omofobi.