Pro Vita all’assalto dell’UE, soldi dal Governo e legami neofascisti: interrogazione di Zan alla Commissione Europea

La lobby ultra-cattolica insedia i suoi uomini a Strasburgo, ma non tutto è trasparente.

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Pro Vita Unione Europea
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Pro Vita è un anello di congiunzione che riceve soldi e supporto dal Governo Meloni, detta l’agenda politica al parlamento italiano e ora anche a quello europeo su temi come diritti delle donne e delle persone LGBTIAQ+, e al contempo dirotta flussi finanziari verso formazioni neofasciste che operano sul territorio e arruolano giovani italiani ed europei per organizzarli in gruppi organizzati, utili per controllare il territorio e in futuro chissà. Questo è il quadro.

Alessandro Zan, eurodeputato PD, ha presentato un’interrogazione alla Commissione Europea sull’associazione ultra-cattolica Pro Vita & Famiglia, dopo le gravi rivelazioni venute a galla dall’inchiesta giornalistica del Domani.

Il quotidiano ha fatto luce sulle strette, osmotiche e durevoli connessioni finanziarie tra Pro Vita e Forza Nuova, soggetto politico di estrema destra vicino a frange neofasciste e violente italiane. Il quadro delinea con evidenza un meccanismo di finanziamenti mascherati da operazioni immobiliari, grazie ai quali la onlus anti-abortista e anti-LGBTIAQ+ farebbe confluire denaro a sostegno dei gruppi neofascisti. A quanto si apprende dall’inchiesta del Domani, sono molto poco chiari anche i bilanci di Pro Vita, che appare una scatola vuota, con sedi e circoli locali inesistenti legati soltanto a pagine Facebook (un modus operandi importato dalla Francia), un castello di carta che non ha reale penetrazione popolare, ma che si configura come una mera lobby incollata al potere meloniano e che opera con meccanismi occulti, sbandierando valori tradizionali e portando avanti crociate contro donne e persone LGBTIAQ+.

Se la “parola di Cristo” è al servizio del neofascismo, così Pro Vita fa affari con Forza Nuova

Pro Vita penetra l’Unione Europea

Il 17 settembre 2024 Pro Vita & Famiglia ha inaugurato a Strasburgo un nuovo Dipartimento “Unione Europea” per contrastare iniziative legislative dell’UE su aborto, diritti LGBTQIA+ e educazione sessuale, definite una “colonizzazione ideologica totalitaria“. L’obiettivo è influenzare il Parlamento Europeo con dossier e rapporti tematici, coinvolgendo Europarlamentari italiani e creando sinergie con gruppi pro-life europei.

Durante l’incontro inaugurale, Pro Vita ha incontrato eurodeputati di Fratelli d’Italia (ECR), tra cui Antonella Sberna, Antonio Berlato, Stefano Cavedagna, Carlo Fidanza, Pietro Fiocchi, Paolo Inselvini, Mario Mantovani, Denis Nesci, Michele Picaro, Daniele Polato, Nicola Procaccini, Marco Squarta, Francesco Torselli, Maria Teresa Vivaldini e Lara Magoni. Presenti anche Paolo Borchia, Susanna Ceccardi e Roberto Vannacci della Lega (Patrioti per l’Europa).

Il presidente Antonio Brandi ha dichiarato di voler collaborare con i parlamentari per promuovere “la vita e la famiglia”, rispondendo anche alla crisi demografica europea. Nei giorni precedenti, Pro Vita ha criticato finanziamenti UE destinati a progetti LGBTQIA+ nel programma Erasmus+, come DragTivism Junior e “Gender 101”, accusando la Commissione Europea di sostenere iniziative contrarie ai “valori tradizionali”.

Con questo dipartimento, Pro Vita punta a consolidare la sua influenza politica europea e a stringere alleanze per promuovere una visione conservatrice sui diritti civili e famiglia.

L’interrogazione di Zan

L’interrogazione presentata da Zan alla Commissione Europea punta il dito sull’idoneità di Pro Vita come onlus iscritta al Registro di Trasparenza dell’Unione Europea. L’eurodeputato PD chiede:

  • gli interessi dichiarati da Pro Vita & Famiglia nel Registro di Trasparenza sono conformi?
  • c’è un uso indebito della registrazione?
  • le informazioni fornite sono complete, aggiornate, accurate, non fuorvianti e pubbliche?
  • le informazioni dichiarate pertinenti tutte le parti coinvolte e il rapporto con terzi sono conformi e interamente pubbliche?

Il quadro appare inquietante e mostra come, dopo aver conquistato l’Italia grazie alla forte influenza su Giorgia Meloni e sul suo governo, Pro Vita stia ora penetrando il Parlamento Europeo e i meccanismi decisionali dell’Unione.

Secondo quanto documentato dai giornalisti Alliva e Vergine sul Domani, Pro Vita ha legami stretti con il  potentissimo Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del Governo Meloni, Alfredo Mantovano, con Eugenia Roccella Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, e con Ignazio La Russa, Presidente del Senato (seconda carica dello Stato): grazie a queste e ad altre connessioni con l’estrema destra italiana, la onlus catto-reazionaria è riuscita a insediarsi nei consultori per manipolare le donne che fanno richiesta di interruzione di gravidanza e indurle a rinunciare all’aborto, diritto sancito dalla legge in Italia. Grazie alla propaganda siddetta anti-gender, Pro Vita è riuscita a far approvare alla destra italiana la risoluzione Sasso, norma anti-LGBTIAQ+ con la quale la lobby ultra-cattolica vuole vietare argomenti come affettività, sessualità e identità non conformi ai canoni maschio-femmina-dio-patria-famiglia: a Sassari un corso di teorie queer è stato messo sotto osservazione dallo stesso governo.

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L’inchiesta di Domani fa così luce su come Pro Vita faccia il pieno di soldi pubblici grazie alle decisioni dell’esecutivo Meloni, e su come Pro Vita a sua volta finanzi formazioni neofasciste. Finora in Italia, grazie a un lavoro che dura ormai da più di dieci anni. Ora anche in Europa, con la sua penetrazione in ECR di Meloni e Patrioti di Vannacci.

 

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Testo dell’interrogazione di Alessandro Zan alla Commissione Europea

Pro-Vita & Famiglia, trasparenza dei fondi, finanziamenti a forze neo-fasciste, ottemperanza criteri Registro di Trasparenza UE

Dalle informazioni riportate dall’indagine del quotidiano Domani1 si apprende di rapporti finanziari non trasparenti tra l’onlus Pro Vita & Famiglia e il partito neo-fascista Forza Nuova (FN), nonché di un aumento esponenziale di donazioni a vantaggio dell’onlus a fronte di un bilancio con poche informazioni finanziarie.

L’indagine rivela un giro di finanziamenti e flussi di denaro ricorrenti legati a Pro Vita & Famiglia, provenienti anche da conti svizzeri, a favore del partito Forza Nuova e altri enti e realtà connessi all’estrema destra, riguardante assegni, bonifici, acquisto e messa a disposizione di beni immobili.

Tenendo conto che a partire dal 19/09/2024 è iscritta al Registro di Trasparenza dell’Unione europea come entità “onlus” (REG Number 188449993594-21);
i principi etici e comportamentali sanciti nel Codice di Condotta sottoscritto da Pro Vita & Famiglia e che si impegna a rispettare;
il principio di trasparenza stabilito dal diritto dell’Unione Europea e nei trattati;
l’incontro organizzato da Pro Vita & Famiglia svoltosi il 17/09/2024 al Parlamento europeo con eurodeputati italiani;

si chiede alla Commissione europea se:

1. gli interessi dichiarati da Pro Vita & Famiglia nel Registro di Trasparenza siano conformi;
2. non vi sia un uso indebito della registrazione;
3. le informazioni fornite siano complete, aggiornate, accurate, non fuorvianti, pubbliche;
4. le informazioni dichiarate pertinenti tutte le parti coinvolte e sul rapporto con terzi siano conformi e interamente pubbliche.

 https://www.editorialedomani.it/fatti/pro-vita-forza-nuova-legami-inchiesta-brandi-fiore-soldi-svizzera-hmx064j3; https://www.editorialedomani.it/fatti/inchiesta-pro-vita-forza-nuova-casa-soldi-londra-affare-fiore-brandi-h70i1cxx. 2 https://www.editorialedomani.it/fatti/pro-vita-forza-nuova-finanziamenti-pubblici-corsi-bioetica-scuole-inchiesta-t65quvlc. 3 https://www.provitaefamiglia.it/blog/strasburgo-pro-vita-famiglia-inaugura-dipartimento-ue-per-bloccare-gender-e-aborto; https://www.editorialedomani.it/fatti/pro-vita-famiglia-forza-nuova-governo-roccella-mantovano-rauti-h8bdldd0.

 

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