Messina, catrame su spiaggia nudista: “Atto omofobo”, Arcigay denuncia “intimidazione contro comunità LGBTQ+”

Catrame sulla spiaggia nudista di Capo Rasocolmo a Messina: Arcigay e Pd denunciano un grave atto omofobo e intimidatorio contro la comunità LGBTQ+ per il terzo anno consecutivo.

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Ancora un grave episodio di vandalismo a sfondo omofobo ha colpito la spiaggia nudista di Capo Rasocolmo, lungo la costa messinese. Per il terzo anno consecutivo, un tratto di questa suggestiva area autorizzata al naturismo è stato imbrattato con catrame, con l’intento evidente di impedire la fruizione ai bagnanti, in particolare alla comunità LGBTQ+. Rosario Duca, presidente di Arcigay Messina e Alessandro Russo, consigliere comunale del Pd, non avrebbero dubbi: “è un atto omofobo”

Catrame su spiaggia nudista a Messina
Catrame su spiaggia nudista a Messina

Catrame sulla spiaggia nudista a Messina: il nuovo episodio

Non è la prima volta che il tratto di spiaggia nudista in provincia di Messina sia preso di mira da ignoti vandali, con gesti violenti e inquinanti, atti molto probabilmente a colpire la comunità LGBTQ+ che la frequenta. Per il terzo anno consecutivo, lo scempio sulla spiaggia nudista si ripete, con una scia di catrame e continui atti di sabotaggio che vanno avanti dal 2022, anno in cui è stata concessa l’autorizzazione dell’area naturista.

Oltre al catrame, vengono sistematicamente rimossi i cartelli che segnalano la zona naturista, azione che Pd e Arcigay attribuiscono a soggetti vicini alla comunità residente che non accettano la presenza dei nudisti. Commenti contrari, spesso pubblicati sui social, mettono in discussione il “pudore” e la convivenza civile nella zona, alimentando un clima di intolleranza.

La spiaggia nudista della discordia

Situata alla fine del villaggio di mare Santo Saba, la spiaggia di Capo Rasocolmo, nel territorio comunale di Messina, è nota per le sue “montagne di sabbia” e per la bellezza incontaminata del paesaggio. Qui, una porzione isolata è stata autorizzata come area naturista dal 2022, dopo un acceso dibattito cittadino. 

Nel 2021, come riporta Il Fatto Quotidiano online, due uomini furono multati per nudismo. “Le multe furono poi annullate, per fortuna”, ha precisato il presidente di Arcigay Messina, Rosario Duca. Dopo quell’episodio, tuttavia, l’amministrazione comunale dell’epoca ne autorizzò l’uso come area naturista, nonostante le polemiche che ne seguirono sui social. 

L’area è frequentata da nudisti e da persone di diverse identità di genere, rappresentando un luogo di libertà e rispetto della diversità. Tuttavia, non tutti ne gradirebbero la presenza, come evidenziato dai continui atti vandalici che celerebbero l’ombra dell’omofobia.

Il rifiuto di alcuni verso l’autorizzazione della zona naturista va ben oltre la semplice indignazione sui social. “Oltre il catrame ogni anno vengono rimossi i cartelli che indicano la zona Naturista”, ha spiegato Duca. Ad oggi, tuttavia, resterebbero ignoti i responsabili del gesto reiterato, motivo per il quale Pd e Arcigay chiedono che venga fatta chiarezza con indagini mirate. Poco prima delle “montagne di sabbia”, nella parte finale del villaggio di mare Santo Saba, si trovano alcune abitazioni ad uso stagionale, altre abitate tutto l’anno, dove pare non si gradisca la presenza dei nudisti. Un commento ricorrente alla notizia dell’autorizzazione del 2022 recitava: “Non esiste più pudore, né rispetto per nessuno, nemmeno per i bambini. Le persone che ci abitano devono essere prive di accedere in quella spiaggia”. Le polemiche, seppur attenuatesi, non hanno però fermato gli atti di sabotaggio, come la rimozione dei cartelli e lo spargimento di catrame.

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Pd, interrogazione al sindaco

A tal fine, il consigliere comunale del Pd, Alessandro Russo ha scritto un’interrogazione al primo cittadino Federico Basile, nella quale rammenta “come annualmente, in concomitanza dell’apertura della stagione balneare, su questo tratto di spiaggia si verifichi sempre questo tipo di azione. Il che porta a pensare che la matrice che anima i terzi ignoti che la compiono sia duplice: innanzitutto, sporcare il litorale per impedirne la fruizione e in secondo luogo, visto che in quel tratto di spiaggia si pratica il naturismo, colpire la comunità di cittadini che lo praticano. Non è neppure il caso di rammentare come la spiaggia sia inoltre frequentata da cittadini, uomini e donne, delle più differenti inclinazioni di genere: il che induce a ritenere come l’atto sia chiaramente qualificabile come direttamente ostile alle diversità di genere che ivi si ritrovano per fruire naturisticamente del mare”.

In definitiva, un atto “gravissimo sia per l’intento discriminatorio che per il potenziale rischio per la sicurezza dei fruitori del mare”. Lo stesso consigliere ha ribadito come l’ennesimo gesto vandalico nella spiaggia nudista del messinese, sia da configurarsi come “un atto sicuramente omofobo, perché in quella spiaggia non tutti ma gran parte dei fruitori sono membri Lgbtq+”

Nell’interrogazione Russo ha anche invitato l’amministrazione comunale ad avviare quanto prima “un’azione di pulitura dell’arenile interessato onde evitare inquinamento di più ampia parte della spiaggia”. Al tempo stesso, ha chiesto l’attivazione della polizia municipale affinché vengano eseguite tutte le indagini del caso, al fine di accertare le responsabilità ed individuare i soggetti ignoti che annualmente “credono di poter decidere della libertà dei cittadini quasi che la spiaggia fosse una cosa loro”.

L’intervento di Arcigni Messina: denuncia a procura e prefettura

Ad intervenire, anche Rosario Duca, presidente di Arcigay Messina, che ha definito quanto accaduto un “atto intimidatorio e discriminatorio contro la comunità Lgbtq+”, inoltrando una nuova denuncia a procura e prefettura.

E ai presunti omofobi che continuano con gesti simili e gravissimi a deturpare la spiaggia nudista, Russo ha lanciato un messaggio chiaro: “Non riusciranno nel loro intento: andremo lì sempre più numerosi”.

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