Migliaia di persone alla Drag March di Los Angeles in difesa dei drag show: “Non siamo criminali” – FOTO

Domenica di Pasqua in drag per replicare all'odio repubblicano che sta travolgendo le drag queen d'America.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Migliaia di persone alla Drag March di Los Angeles in difesa dei drag show: "Non siamo criminali" - FOTO - Drag March - Gay.it
3 min. di lettura

Migliaia di persone sono scese in strada a West Hollywood per prendere parte alla Drag March di Los Angeles, per protestare contro l’ondata di leggi omofobe che stanno travolgendo gli Stati Uniti. Il mese scorso il Tennessee è diventato il primo Stato d’America a vietare ufficialmente i drag show in luoghi pubblici, a “protezione dei bambini“.

Se non era già chiaro, speriamo che lo sia ora: questo è un momento cruciale per la nostra comunità“, hanno dichiarato prima del via gli organizzatori della Drag March, che proprio nella domenica di Pasqua ha visto centinaia e centinaia di partecipanti sfidare le oltre 400 leggi omotransfobiche presentate in tutti gli Stati d’America in questo 2023. Gran parte di queste proposte di legge prende di mira le persone trans e di genere non conforme, con particolare accanimento nei confronti degli spettacoli drag.

Organizzata dal Los Angeles LGBT Center e sottoscritta da più di 40 associazioni LGBTQ+, organizzazioni religiose e attivisti queer, la marcia ha percorso la principale arteria della contea di Los Angeles. Il prima fila la sindaca di West Hollywood Sepi Shyne, la supervisora della contea di Los Angeles Lindsey Horvath e il CEO del Los Angeles LGBT Center Joe Hollendoner. Sul palco anche Kerri Colby e Honey Davenport di Ru Paul’s Drag Race

Colby, che è di Dallas ed è cresciuta in una famiglia omotransfobica ma vive nella Città degli Angeli da otto anni, ha definito la marcia “così bella e così potente”. “Credo davvero che questo sia l’inizio di qualcosa di rivoluzionario“, ha continuato Colby, prima donna apertamente transgender a prendere parte a RuPaul’s Drag Race.

Voglio solo ricordare a tutti voi per cosa stiamo combattendo, perché senza la possibilità di trovare me stessa e affrontare il mio viaggio e diventare quella che sono, non ce l’avrei fatta davvero ad essere qui oggi. È importante per me, e spero che sia così importante per tutti noi stare qui, in piedi a combattere e ad essere una voce per coloro che non hanno voce. Questo è davvero tutto per molte persone: per le donne trans nere, per gli uomini trans, per i non binari e non conformi al genere, questo è tutto. Questo non è solo un piccolo momento divertente per ritrovarsi e incontrarsi con gli amici, questa è la nostra vita.”

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Joe Hollendoner, ha aggiunto: “Solo quest’anno, più di 400 leggi anti-LGBTQ sono state presentate negli Stati Uniti. Questi disegni di legge prendono di mira direttamente le persone transgender negando loro l’accesso alle cure che affermano il genere e criminalizzando la libera espressione di genere. Cercano di vietare i libri che includono persone LGBTQ, cancellarci dalle lezioni di storia e costringere le persone queer a tornare nell’armadio“. La marcia ha reso omaggio alla leggendaria drag della città Heklina, morta a Londra all’età di 54 anni all’inizio di questo mese.

Una manifestazione simile si è svolta anche a San Francisco, dove il senatore Scott Wiener ha avvertito i repubblicani di non “scherzare con le drag queen“.

Nel frattempo l’ordine restrittivo nei confronti del divieto ai drag show del Tennessee è stato prorogato fino al 26 maggio. La scorsa settimana un giudice voluto da Donald Trump aveva “temporaneamente bloccato” la legge contro i drag show in luoghi pubblici perché “eccessivamente vaga” e a rischio incostituzionalità. Senza il suo intervento, il Senato Bill 3 sarebbe diventato effettivo a partire dal 1 aprile. Ora sarà inutilizzabile almeno fino al 26 maggio.

La contestatissima legge, proposta dal senatore repubblicano Jack Johnson nel novembre 2022, impedirebbe alle “attività per adulti” che mettono in scena “spettacoli di cabaret per adulti” di operare entro i 300 metri da scuole pubbliche, parchi o luoghi di culto. Queste esibizioni sono descritte all’interno della legge come spettacoli che presentano “imitatori maschili o femminili che forniscono intrattenimento con interessi pruriginosi”.

La definizione è talmente vaga che potrebbe costare il divieto persino ad opere teatrali tratte da William Shakespeare. Il giudice Parker ha stabilito che se i repubblicani del Tennessee desiderano limitare queste esibizioni, dovranno farlo “entro i limiti e il quadro della costituzione degli Stati Uniti”.

Foto cover: Instagram Digitalla

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.