Drag March, una mega marcia a Los Angeles contro le leggi che criminalizzano i drag show

Quasi 50 associazioni LGBTQIA+ hanno aderito all'evento, al grido "lottiamo per il nostro diritto alla privacy, all'autonomia corporea, all'autodeterminazione e alla libertà di espressione".

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Una domenica di Pasqua di lotta e resistenza, quella che si vedrà a Los Angeles con la Drag March, evento organizzato dal Los Angeles LGBT Center per dire basta alle leggi che negli States stanno criminalizzando i drag show.

Il Tennessee è diventato il primo Stato d’America a vietare i drag show in luoghi pubblici, ma decine di altri leggi simili sono state presentate in altri Stati. Al fianco del Los Angeles LGBT Center ci saranno oltre 40 organizzazioni LGBTQ+ e non solo, con attivisti queer e trans, artisti drag e persino gruppi religiosi pronti a mobilitarsi contro l’ondata di odio che ha travolto l’arte drag. Saranno presenti anche Lindsey Horvath, supervisore della contea di Los Angeles e il sindaco di West Hollywood Sepi Shyne.

Kerri Colby, Lady Camden e Honey Davenport, regine di RuPaul’s Drag Race, parteciperanno alla manifestazione, presentata come un “cenno alle origini del movimento LGBTQ +”. “Lottiamo per il nostro diritto alla privacy, all’autonomia corporea, all’autodeterminazione e alla libertà di espressione“, hanno rivendicato gli organizzatori.

Quasi 500 proposte di legge omotransfobiche sono state presentate in tutti gli Stati USA solo nel 2023, molte delle quali contro le drag queen. Il Los Angeles LGBT Center ha sottolineato come la comunità “non resterà a guardare” mentre la parità di diritti viene annullata. “Ci sono oltre 400 atti legislativi anti-LGBTQ+ sui libri”. “Se non era già chiaro, speriamo lo sia ora: questo è un momento cruciale per la nostra comunità”.

Lady Camden, finalista della stagione 14 di Drag Race, ha esortato le persone a scendere in piazza e far sentire la propria voce. “So che sei d’accordo con me quando dico che meriti il diritto di amare chi ami e di fare ciò che vuoi con il tuo corpo, e di avere il diritto all’autoespressione in qualunque modo sia, incluso il drag show“.

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Davenport, regina della stagione 11 di RuPaul’s Drag Race, ha aggiunto: “Caro amico, se sei seduto in silenzio mentre questi politici malvagi approvano leggi che distruggeranno la mia capacità di creare e sopravvivere, con la speranza ultima di sradicare l’esistenza della mia comunità, se non hai niente da dire su tutto questo, allora non mi hai mai amato“.

La legge anticostituzionale del Tennessee, che ha vietato gli spettacoli drag in luoghi pubblici, è stata momentanamente bloccata da un giudice, proprio perché troppo “vaga”. Ma quasi la metà degli americani, come rivelato da un recente sondaggio, sarebbe incredibile d’accordo con simile divieto.

Nella Florida di Ron DeSantis dopo la Don’t Say Gay i senatori repubblicani Clay Yarborough e Keith Perry hanno presentato il Senate Bill 1438, proposta di legge che andrebbe a vietare gli “spettacoli dal vivo per adulti” e tutti i luoghi che li ospitano. Per “spettacoli dal vivo per adulti” si intendono “qualsiasi spettacolo, mostra o altra presentazione di fronte a un pubblico dal vivo che, in tutto o in parte, raffigura o simula nudità, condotta sessuale, eccitazione sessuale o specifiche attività sessuali“. Di fatto andrebbe a colpire i drag show e non solo, perché persino la stragrande maggioranza delle opere di Shakespeare rientrerebbe nel divieto, così come musical come Hair e The Rocky Horror Picture Show.

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