Molise, il presidente regionale Francesco Roberti attacca il Pride: “Vanno lì vestiti come pagliacci”. La risposta di Arcigay.

In una delle regioni più colpite dalla crisi lavorativa e sanitaria, l'amministrazione di centrodestra sembra dare priorità agli attacchi contro la comunità LGBTQIA+.

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Il Presidente della Regione Molise Francesco Roberti (Fratelli d'Italia, a destra) con Roberto Donzelli (a sinistra)
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Regione italiana spesso trascurata nei dibattiti nazionali, il Molise è stato testimone negli ultimi anni di una lunga sequenza di governi regionali – principalmente a maggioranza di centrodestra, ma non solo – incapaci di affrontare i problemi strutturali che affliggono il territorio.

Da Michele Iorio a Paolo Frattura, fino a Donato Toma e ora Francesco Roberti, in carica dal luglio dell’anno scorso, la governance molisana sembra non riuscire trovare un assetto efficace e risolutivo. Con un’azione politica ancora più incomprensibile e inefficace, a detta degli osservatori, oggi Roberti rappresenta il centrodestra regionale.

Molti molisani non conoscono nemmeno il suo nome” – denuncia World News, come segnale di una profonda disconnessione tra la leadership politica e una popolazione stremata da servizi pubblici al collasso e dal rapido invecchiamento della popolazione, poiché molt* giovani scelgono di abbandonare la regione per cercare fortuna altrove. Recentemente, tuttavia, il nome di Roberti è salito alla ribalta delle testate nazionali  in seguito ad alcune dichiarazioni offensive rilasciate durante un comizio elettorale nei confronti della comunità LGBTQIA+.

La priorità del presidente molisano non sembra essere infatti quella di affrontare le profonde e pervasive problematiche della regione che dovrebbe amministrare, bensì di alimentare polemiche inutili e del tutto non necessarie in un periodo storico delicato, scagliandosi contro il Pride e, più in particolare, contro i suoi partecipanti, a suo dire “vestiti da pagliacci“.

 

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Ancora una volta, le identità LGBTQIA+ vengono utilizzate come feticcio da campagna elettorale, cittadin* di serie B strumentalizzati quando la destra manca di contenuti veri e propri e tenta di dirottare il discorso pubblico, alimentando un clima di divisione e intolleranza che oggi ha un impatto concreto sulla vita di innumerevoli persone.

Dalle recenti dichiarazioni della deputata FDI Carolina Varchi, che ha definito la GPA “ideologia LGBTQIA, a quelle del neo-eletto parlamentare europeo Roberto Vannacci, ormai celebre per le sue uscite discriminatorie verso le identità non conformi, alla stessa presidente del consiglio, Giorgia Meloni, che non perde occasione per esternare la propria inquietante retorica Dio, Patria e Famiglia (eterocisnormata), fino al candidato sindaco FDI Carmine Alfano, che vorrebbe “i gay nei forni crematori. Un trend che ormai si è esteso oltre al discorso politico, e che ha visto anche figure come il Papa denunciare una presunta “aria di frociaggine” in Vaticano.

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Non è tardata ad arrivare la risposta, pacata ma determinata, del comitato organizzatore del Molise Pride, che in un comunicato ha espresso tutto il proprio sconcerto e delusione per l’approccio che Roberti ha scelto di utilizzare. È Luce Visco, presidente di Arcigay Molise, a parlare a nome del collettivo, chiudendo però con un invito al presidente regionale a partecipare all’evento.

Sia per fare ammenda verso una porzione di popolazione che, da presidente di regione, Roberti ha promesso di tutelare ed amministrare, sia per evitare di vanificare tutti gli sforzi compiuti da attivist* e collettivi per rendere il Molise una regione più inclusiva e accogliente verso le diversità.

“Molise Pride si è sempre caratterizzato come una realtà dialogante e aperta. Dispiace sapere che Francesco Roberti, Presidente della Regione Molise, ha espresso parole dure e forti parlando di persone vestite come pagliacci durante la parata del Pride durante un comizio elettorale a Campobasso.

Parole che offendono non solo la comunità LGBT molisana, ma tutte le persone che in questi anni hanno mostrato apertura e solidarietà nel percorso di costruzione di Molise Pride, oggi punto di riferimento di tanti giovani che vogliono rimanere in questa Regione. Spiace sapere che il Presidente Roberti abbia in un attimo affossato il lavoro trasversale in anni su tutte le forze politiche, ricordando come alle edizioni precedenti di Molise Pride abbia partecipato l’ex Presidente Toma della Regione di centrodestra.

Da ultimo a Campobasso, nel 2023, è stato concesso il patrocinio all’unanimità anche con i voti del centrodestra. Se Roberti vuole far tornare indietro questa Regione, che avrebbe bisogno di inclusione e non offese e denigrazioni che porteranno altri molisani ad abbandonare la Regione, si prenderà le sue responsabilità. Noi saremo sempre una realtà aperta e inclusiva.

Come è il Molise. Come lo sono i Molisani. Attendiamo in parata il Presidente Roberti. Sempre per il bene del Molise. Sempre per il bene della comunità LGBT”.

© Riproduzione riservata.

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