Anche se sei maschio bianco cisgender etero, lə tuə psicologə potrà avere un Nome Alias. Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) ha annunciato l’introduzione ufficiale del nome alias per l’iscrizione all’Albo, diventando il primo ordine professionale in Italia a riconoscere questa possibilità. La misura, sviluppata in collaborazione con il Comitato per le Pari Opportunità e l’associazione Rete Lenford, è un segnale di inclusione e rispetto per l’identità di ogni persona, con particolare attenzione a chi affronta percorsi di affermazione di genere.
Cos’è il nome alias e a cosa serve?
Il nome alias è un nome scelto dalla persona che differisce da quello anagrafico, ma che rappresenta più fedelmente la sua identità personale. È uno strumento prezioso per chi, ad esempio, si afferma con un genere diverso da quello scritto sui documenti, o di chi si trovi in una fase di affermazione e/o transizione di genere e desidera che la propria identità venga rispettata nel contesto sociale e professionale. L’obiettivo è tutelare la dignità dell’individuo, e ribadire un principio di autodeterminazione: nessuno può dire qual è il tuo nome, se non tu. E tutte le persone sono tenute a chiamarti con quel nome.
Come funziona l’adozione del nome alias?
Lə iscrittə all’Albo potranno richiedere l’utilizzo del nome alias al momento dell’iscrizione o in un momento successivo. Il nome sarà utilizzato in tutte le comunicazioni interne, nella documentazione non ufficiale e nell’elenco dellə iscrittə all’Albo. Tuttavia, il nome anagrafico rimarrà in uso per i documenti legali e fiscali, rispettando gli obblighi normativi.

Inclusione e benessere psicologico
David Lazzari, presidente del CNOP, ha sottolineato l’importanza di questa innovazione:
“La possibilità di utilizzare il nome alias non è soltanto un’innovazione amministrativa: è una scelta che riflette i valori fondamentali della nostra professione, basati su inclusione, rispetto e promozione del benessere psicologico. Siamo orgogliosi di essere i primi a introdurre questa possibilità, che speriamo possa essere un modello per altre istituzioni e ordini professionali.”
Riconoscere l’identità personale è cruciale per il benessere psicologico, e il CNOP, con questa iniziativa, dimostra di voler creare un ambiente lavorativo più inclusivo. Tale misura è anche un invito a tutte le istituzioni a seguire l’esempio, contribuendo a un progresso culturale che valorizzi il rispetto e la diversità.
Carriera alias: cos’è, quali scuole e università l’hanno adottata >
Un modello per il futuro
Con questo passo, l’Ordine degli Psicologi rinnova il suo impegno per migliorare la qualità della vita professionale e personale dellə suoe iscrittə, si legge sul comunicato ufficiale, e mostra come le istituzioni possano essere protagoniste di provvedimenti che migliorano la vita di moltissimə cittadinə. Perché no? Perché le istituzioni repubblicane non lo consentono?

Carriera alias: inclusione nelle scuole e nelle università
Il concetto di carriera alias, già adottato da diverse scuole e università italiane, segue principi simili a quelli del nome alias, offrendo la possibilità di utilizzare un’identità che rispecchi il percorso di affermazione di genere delle persone. Attraverso la carriera alias, viene garantito l’uso del nome scelto in contesti accademici, come elenchi di classe, badge universitari e piattaforme digitali, riducendo il rischio di situazioni discriminatorie o imbarazzanti. Questa misura rappresenta un importante passo verso l’inclusione e il rispetto delle identità individuali nel sistema educativo, contribuendo a creare un ambiente di apprendimento più sereno e inclusivo per tuttə. Perché no?
