Hai mai sentito parlare di “nome di elezione” e ti sei chiestə come si collochi nel percorso di autodeterminazione delle persone non binarie?

È importante sapere che non tutte le persone non binary scelgono necessariamente un nome diverso da quello assegnato alla nascita. Alcune, infatti, mantengono il loro nome originario perché lo sentono già parte integrante della propria identità di genere o perché, semplicemente, preferiscono non cambiarlo.

Per chi invece decide di adottare un nuovo nome, questo gesto può rappresentare un momento di grande significato, un autentico passo avanti nell’affermazione della propria identità di genere. Allo stesso modo, chi interagisce con una persona non binary e/o transgender può dimostrare ascolto e rispetto riconoscendone il nome di elezione. Ogni volta che ci rivolgiamo a qualcunə con il nome che ha scelto, offriamo un segnale concreto di apertura e favoriamo la creazione di spazi più sicuri e inclusivi.

In questo articolo, esploreremo il concetto di nome di elezione in modo semplice, ma allo stesso tempo dettagliato, rispondendo a domande frequenti, tra cui la differenza con il deadname (il cosiddetto “nome morto”) e il legame tra nome di elezione e la cosiddetta “carriera alias”.

nome di elezione cos'è
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Che cos’è un nome di elezione?

Il nome di elezione è un nome che una persona decide di adottare per rappresentare la propria identità di genere: un nome che va a sostituire quello attribuito alla nascita. Nel mio caso, ad esempio, ho scelto “Gio” come nome con cui vorrei essere riconosciutə nella vita quotidiana. Preferirei invece che non si usasse più “Giorgio”, il nome maschile assegnatomi dai miei genitori. Gio è ambivalente (può richiamare sia Giorgio che Giorgia), è un diminutivo facile da ricordare e mi aiuta a prendere le distanze dal binarismo di genere.

Questa scelta spesso nasce dal desiderio di trovare un termine che rispecchi in maniera più autentica la propria identità di genere, ma può anche avere motivazioni culturali o personali. Per molte persone non binarie (ossia che non si identificano né come uomo né come donna) e/o per le persone trans, il nome di elezione diventa uno strumento essenziale per comunicare il proprio sé al mondo.

Adottare un nome diverso da quello originario significa, in molti casi, intraprendere un viaggio di autoconsapevolezza che porta a compiere piccole e grandi rivoluzioni, dalla presentazione in pubblico all’uso di firme o badge nei contesti lavorativi. Essere chiamatə con il proprio nome di elezione, infatti, permette di sentirsi validatə, compresə e rispettatə: un gesto semplice, ma di enorme impatto emotivo e psicologico.

Perché alcune persone non binarie scelgono un nome di elezione neutro?
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Le ragioni possono essere molto varie e soggettive. In generale, chi non si riconosce nel binarismo di genere (uomo/donna) può provare una forte discrepanza tra il nome ricevuto alla nascita e la propria identità di genere. Decidere di adottare un nome di elezione neutro, in questi casi, diventa un atto profondamente liberatorio.

  • Autodeterminazione: stabilire come si desidera essere chiamatə è un modo per affermare la propria autonomia e unicità.
  • Coerenza con la propria identità: i nomi possono avere connotazioni maschili, femminili o neutre. Molte persone non binarie preferiscono quelli neutri, che non richiamano un genere preciso.
  • Distinzione dal passato: nei percorsi di affermazione di genere, spesso si vuole tracciare una netta linea di separazione rispetto a un vissuto in cui non ci si sentiva rappresentatə, per costruire un presente e un futuro più aderenti alla propria realtà interiore.

Allo stesso tempo, non tutte le persone non binarie scelgono di cambiare il proprio nome: qualcunə conserva quello di nascita con orgoglio o utilizza un soprannome abituale. Questa pluralità di percorsi e la facoltà di scegliere liberamente sono aspetti fondamentali dell’esperienza delle persone non binary.

In cosa si differenzia il nome di elezione dal deadname?

Il termine deadname si riferisce al nome di nascita o al nome anagrafico che una persona non binaria e/o transgender non utilizza più, perché non rispecchia (o non ha mai davvero rispecchiato) la propria identità. Spesso il deadname diventa fonte di disagio o di sofferenza quando viene utilizzato in contesti pubblici, a scuola o sul lavoro, perché può rievocare un passato di incomprensione, di mancanza di accettazione.

Il deadname è il “vecchio” nome attribuito alla nascita, che la persona non sente come proprio.
Il nome di elezione è il nome attuale, quello con cui la persona vuole essere chiamata.

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La differenza, dunque, è sostanziale: se da un lato il deadname rappresenta qualcosa di non più aderente all’identità vissuta, il nome di elezione è una dichiarazione di autenticità. È fondamentale rispettare questa scelta ed evitare di utilizzare il deadname, a meno che la persona stessa non ne dia il consenso, poiché ciò potrebbe risultare violento e invalidante.

Come si sceglie un nome di elezione?

Non esiste un’unica strada per trovare il proprio nome di elezione. Alcune persone lo individuano in fretta, altre invece sperimentano, cambiano idea e raccolgono feedback da amicə e familiari prima di arrivare a una scelta definitiva. C’è chi consulta elenchi di nomi neutri, chi si ispira a nomi già sentiti in famiglia o in opere di fantasia, e chi preferisce modificare leggermente quello di nascita, così da trasformarlo in una versione che rispecchi meglio la propria identità di genere.

Di seguito alcuni spunti ricorrenti nelle esperienze di chi ha raccontato il proprio percorso:

  • Ricerche e liste: molte persone compilano liste di nomi, spesso neutri, e valutano il suono o il significato che li accompagna.
  • Riferimenti personali: c’è chi sceglie nomi citati in libri, fumetti, serie TV o canzoni amati nell’infanzia, ma anche chi opta per un omaggio a un familiare o a un personaggio storico.
  • Prova “sul campo”: alcune persone sperimentano diversi nomi, chiedendo a chi sta loro vicino di usarli per un certo periodo, così da capire quale susciti le sensazioni più autentiche.
  • Motivazioni simboliche: può trattarsi di un richiamo alla propria cultura d’origine, di un elemento naturale, o di un concetto filosofico che rifletta un percorso interiore.

Come emerge dai racconti personali, il processo è spesso segnato da domande, tentativi e cambi di prospettiva. In ogni caso, ciò che davvero conta è che il nome risuoni in sintonia con la propria identità e diventi uno strumento di espressione autentica.

Qual è il legame tra nome di elezione e carriera alias?

carriera alias nelle scuole, come funziona, cosa vuol dire, come si attiva
Foto di George Dolgikh su Pexels

La carriera alias è un percorso amministrativo (soprattutto in scuole, università e alcuni contesti lavorativi) che permette alla persona transgender e/o non binary di utilizzare il proprio nome di elezione in documenti interni, badge identificativi, mail istituzionali e così via. Si tratta di uno step fondamentale per garantire un ambiente più inclusivo, evitando situazioni imbarazzanti o discriminazioni quando il nome di nascita – ormai in disuso – compare su registri, elenchi o software gestionali.

Nelle scuole, la carriera alias permette di modificare in maniera temporanea i documenti non ufficiali (per esempio il registro elettronico) inserendo il nome scelto, a tutela del benessere psicologico dellə studentə.

Negli ambienti lavorativi, alcuni Comuni (come Milano) o grandi aziende hanno dato la possibilità di far apparire il nome di elezione sul badge e nelle comunicazioni interne, senza attendere la conclusione di complessi iter legali.

Nonostante alcuni progressi, in Italia la legge 164/82 non prevede esplicitamente la possibilità di utilizzare un nome di elezione senza che la persona non binaria e/o transgender abbia intrapreso interventi medici o chirurgici. Tuttavia, diverse amministrazioni attente alle questioni LGBTQIA+ stanno adottando protocolli più inclusivi, ponendo al centro il rispetto e il benessere di lavoratorə e studentə.

Perché è importante rispettare il nome di elezione?

Rispettare il nome di elezione di una persona è fondamentale per diversi motivi:

  • Inclusione e benessere: quando una persona si sente chiamata con il proprio nome di elezione, percepisce vicinanza, evitando lo stress di dover costantemente spiegare e “giustificare” la propria identità.
  • Riduzione di discriminazioni e bullismo: specialmente in contesti scolastici, l’utilizzo del nome di elezione aiuta a prevenire episodi di bullismo transfobico/nb-fobico e situazioni di disagio.
  • Promozione della dignità e del rispetto: riconoscere il nome di elezione della persona non binary e/o trans* equivale a rispettare la persona in quanto individuo unico e autodeterminato.
  • Creazione di un ambiente sicuro: nelle aziende e nelle istituzioni, garantire a propriə dipendenti o studentə l’uso del nome di elezione favorisce un clima di serenità e fiducia reciproca.

In altre parole, avere la libertà di presentarsi e farsi riconoscere con un nome coerente alla propria identità non è un semplice dettaglio: è un diritto umano elementare, legato all’autostima, alla salute mentale e alla qualità delle relazioni sociali.

 

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