In un’epoca in cui i diritti civili vengono messi costantemente in discussione e le persone transgender continuano a subire discriminazioni, violenze e invisibilizzazione, la visibilità non è solo un atto politico, ma una necessità vitale. Per questo motivo Milano e Roma si preparano ad accogliere due eventi estremamente significativi, in programma rispettivamente il 4 e il 18 maggio 2025, in un momento storico in cui alzare la voce e farsi vedere diventa più che mai fondamentale.
In questo articolo
Milano e Roma mettono al centro i diritti delle persone trans
Essere trans* oggi, in Italia, significa ancora affrontare ostacoli burocratici, stigma sociale e barriere culturali profonde. Per questo, scendere in strada, rivendicare diritti, dignità e identità diventa una forma di resistenza collettiva. Ecco perché questi eventi non sono semplici manifestazioni, ma atti di orgoglio e affermazione che parlano a tutta la società.
Il 4 maggio 1982 entrava in vigore in Italia la Legge n. 164, un provvedimento storico per l’epoca, che per la prima volta riconosceva legalmente l’esistenza delle persone trans*, consentendo loro di accedere alla rettifica anagrafica del sesso nei registri dello stato civile, previa autorizzazione del tribunale. È una data storica, soprattutto perché questa battaglia iniziò proprio a Milano, grazie al coraggio e alla determinazione delle prime attiviste e attivisti trans italiani, in un’epoca in cui anche solo parlare apertamente di identità di genere era considerato un tabù.
La Legge 164 rappresentò un primo spiraglio di riconoscimento istituzionale per le persone trans*, ma fu – e resta – un compromesso imperfetto. Infatti, fino alla sentenza della Corte Costituzionale n. 221 del 2015, la legge richiedeva obbligatoriamente l’intervento chirurgico di riassegnazione del sesso per ottenere la modifica dei documenti anagrafici, ponendo un grave limite all’autodeterminazione delle persone trans*. Solo con il pronunciamento della Consulta si stabilì che il percorso di transizione potesse anche non prevedere interventi chirurgici, riconoscendo che l’identità di genere è un diritto personale e non condizionabile da procedure mediche invasive.

Nonostante questo aggiornamento giurisprudenziale, oggi – 43 anni dopo l’approvazione della 164 – l’Italia continua a essere indietro su molti fronti. Mancano leggi antidiscriminazione efficaci che includano l’identità di genere; l’accesso ai percorsi di affermazione di genere è ancora ostacolato da burocrazia, lunghe attese, una patologizzazione strisciante; e il clima politico e sociale ha visto un preoccupante ritorno di retoriche transfobiche e persino un intervento del Governo con un tavolo di osservazione delle terapie bloccanti per giovani persone trans.
Milano, da dove tutto partì, e Roma, cuore politico del Paese, tornano quindi a essere luoghi simbolo della lotta trans*, con i cortei del 4 e 18 maggio 2025. Non solo commemorazione, ma rivendicazione attiva: perché se quel primo passo fu importante, oggi non basta più. La visibilità, il riconoscimento pieno dei diritti e la tutela della dignità delle persone trans* sono ancora traguardi da conquistare.
Trans* Pride Milano, il 4 maggio 2025: il manifesto
Domenica, 4 maggio 2025, andrà in scena il Trans* Pride Milano. Non si tratta solo di una parata, ma una mobilitazione contro l’oppressione sistemica, con una visione più ampia di giustizia sociale. Il manifesto politico riassume perfettamente lo spirito che ha animato sin dall’inizio la realtà composta da persone trans* che lo ha reso possibile. Il Trans* Pride Milano, infatti, si definisce “Autorganizzato, transfemminista, dal basso. Un Pride di rabbia ed euforia!”.
“Il Trans* Pride nasce dall’esigenza collettiva di dare una risposta forte e unitaria al crescente clima di repressione che la nostra classe politica sta imponendo sulle persone trans*, non binarie, queer. La nostra collaborazione nasce da un sentimento di urgenza e rabbia, ma anche da una fortissima euforia condivisa, e dalla convinzione di poterci prendere lo spazio che non ci viene concesso”, si legge nel manifesto.
Alla luce del clima di forte oppressione, non più purtroppo isolato, lo sguardo si allarga anche ai diritti delle donne, delle persone migranti, dellə lavoratorə, così come di tante altre categorie marginalizzate. Ecco allora che diventa fondamentale “unirsi per immaginare una società diversa, basata sulla collaborazione piuttosto che sull’espropriazione, sul controllo e sullo sfruttamento come in quella capitalista”.
Il Trans* Pride di Milano, rivendica l’autorganizzazione dal basso da parte di persone trans*, unite per costruire spazi di libertà e autodeterminazione. Denuncia l’oppressione sistemica, rifiuta il dialogo con le istituzioni e invita tuttə, incluse le persone cis, a unirsi nella lotta contro norme culturali, privilegi e disuguaglianze. Il fine è una rivoluzione radicale che abolisca le gerarchie di genere e ogni forma di oppressione, per una libertà reale e collettiva.
Il corteo del 4 maggio prenderà il via dalla stazione centrale di Milano, in Piazza Duca D’Aosta, a partire dalle ore 14.
Visualizza questo post su Instagram
Corteo Trans Queer a Roma, il 18 maggio 2025
A due settimane esatte dal Trans* Pride di Milano, anche Roma scende in piazza, per una giornata di orgoglio, lotta e autodeterminazione. L’appuntamento è fissato a domenica 18 maggio 2025, quando le strade della Capitale saranno attraversate dall’energia e dalla determinazione del Corteo Trans Queer. Un evento nato dal basso e animato da corpi resistenti, voci libere e rivendicazioni radicali.
Il concentramento è previsto a Piazzale Aldo Moro, a partire dalle ore 16, da dove prenderà il via una manifestazione che non chiede concessioni, ma spazio, dignità e giustizia.
Lontano dai partiti e dalle organizzazioni istituzionali, il corteo è espressione autentica di una comunità che non si lascia rappresentare da chi non vive sulla propria pelle discriminazioni e invisibilità. A parlare saranno l’orgoglio, la rabbia e la forza collettiva di chi ogni giorno lotta per esistere e autodeterminarsi, al di là dei binarismi imposti.
“Roma sarà solo trans queer” è il grido che accompagna l’evento, con l’obiettivo di trasformare la Capitale in uno spazio di visibilità, liberazione e lotta condivisa. Una giornata per ribadire che la libertà non si delega: si conquista insieme, nelle strade, con coraggio e alleanze reali.
Visualizza questo post su Instagram

