Accoltellato per aver aiutato l’amico gay aggredito per omofobia: arrestato il responsabile, ha 20 anni

Fondamentali le videocamere di sorveglianza. Acclarata la pista omofobica. La cronaca.

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Perugia Accoltellato Omofobia Amico Gay arrestato 20enne
Un ragazzo di origine brasiliane era stato accoltellato per aver difeso l'amico gay da un'aggressione omofobica: arrestato un sospetto, ha vent'anni.
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Lo scorso 23 novembre, in un McDonald’s di Pian di Massiano, Perugia, una serata apparentemente tranquilla si è trasformata in tragedia. Un ragazzo di 22 anni, di origini brasiliane, era intervenuto per difendere un amico dagli insulti omofobi di una gang di adolescenti. L’aggressione era presto degenerata in violenza fisica, culminata con il giovane gravemente ferito da molteplici coltellate al volto e al torace. Ricoverato in condizioni critiche, la vittima ha rischiato la vita per il coraggio di opporsi a quella che si è rivelata una brutale manifestazione di odio omofobico.

L’arresto del ventenne accusato di tentato omicidio

Ieri, 7 dicembre, a conclusione di una complessa indagine, i carabinieri di Perugia hanno arrestato un giovane di 20 anni, magrebino secondo quanto riferito dal Corriere dell’Umbria, ritenuto il responsabile dell’aggressione. Il provvedimento, emesso dal gip del capoluogo umbro su richiesta della Procura, dispone la custodia cautelare in carcere per tentato omicidio. Gli investigatori hanno sottolineato la pericolosità dell’indagato, legata non solo alla motivazione omofoba dell’episodio, ma anche alla sua storia di precedenti violenti. Il ragazzo nordafricano infatti sarebbe accusato anche di avere accoltellato un altro minorenne durante una lite lo scorso ottobre.

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perugia omofobia coltellata
A Perugia un ragazzo ha difeso il suo amico gay da un attacco omofobo: accoltellato

L’indagine serrata è stata decisiva

Le indagini, avviate subito dopo l’aggressione, hanno permesso di identificare il presunto colpevole grazie alle testimonianze raccolte e all’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza. Gli inquirenti sono riusciti a ricostruire dettagliatamente l’accaduto: un attacco premeditato e violento scatenato da discriminazione verso l’orientamento sessuale dell’amico della vittima. La settimana scorsa Gay.it aveva segnalato un caso di aggressione neofascista ai danni di una coppia LGBTIAQ+ a Milano, nel quartiere rainbow di Porta Venezia: anche sul luogo di quell’atto omobitransfobico c’erano camere di videosorveglianza, ma ad oggi non è chiaro se i carabinieri stiano indagando.

Un segnale contro l’omofobia e la violenza

L’episodio riaccende i riflettori sull’urgenza di combattere ogni forma di discriminazione. Non a caso, proprio nei giorni successivi all’aggressione, è stato proposto un ordine del giorno per il rientro del Comune di Perugia nella rete RE.A.DY, l’alleanza nazionale di enti locali contro l’omo-lesbo-bi-transfobia.

In Italia non esiste una legge di aggravante per crimini di odio contro persone LGBTIAQ+: il Ddl Zan fu bocciato al Senato tra risate e applausi dei parlamentari della Repubblica.

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