Pillon e Adinolfi sul caso Ciro/Maria Paola: “L’omotransfobia non c’entra niente, sciacallaggio politico e ideologico”

Questa la strada che la destra sovranista e ultracattolica ha deciso di percorrere. Sviare l'informazione, cancellando ogni traccia eventuale di 'omotransfobia' da questa drammatica storia.

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Partiamo da una premessa fondamentale. Il gip del Tribunale di Nola ha convalidato l’arresto di Michele Antonio Gaglione, 30enne fermato con l’accusa di aver provocato la morte della sorella, speronando lo scooter su cui viaggiava insieme all’amato Ciro, ragazzo FtoM. Michele Antonio Gaglione aveva negato qualsiasi contatto con lo scooter, nonché la matrice transfobica. Il gip non gli ha creduto.

Premesso ciò arriviamo ai due  del giorno, che volteggiano sulla nostra comunità con tempistiche quasi ossessive. Simone Pillon, senatore leghista che solo pochi giorni fa aveva osato persino scrivere sul tema, è tornato sull’argomento per parlare di colossali strumentalizzazioni. Nostre strumentalizzazioni, non sue e del suo partito.

“I soliti noti, da Cirinnà a Zan, da Boldrini a Scalfarotto fino ai vari esponenti LGBT si sono appropriati di questa tragedia familiare cercando di condirla in salsa omofoba per ottenere quel consenso popolare che fino ad oggi è mancato e poter approvare in volata il PDL Zan”, ha scritto Pillon, riportando le parole di un fantomatico ‘amico di famiglia’ di Michele, in galera con l’accusa di aver ucciso la sorella.

“Pian piano, nelle pieghe del pensiero unico propinato dalla stampa di regime, comincia però ad emergere un’altra versione”, scrive Pillon. “Un amico di famiglia, Bruno Mazza, impegnato nel mondo del volontariato sociale, spiega all’ANSA che il gesto criminale del fratello di Maria Paola non aveva alcun movente omofobico e che anzi, i due fratelli avevano convissuto per anni con uno zio dichiaratamente gay senza che ci fossero problemi di sorta. Allora per favore, andiamoci piano a gridare subito all’omofobo. Michele pagherà per quello che ha fatto, ed è più che giusto così. Ma evitiamo squallide forme di sciacallaggio politico e ideologico”.

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Un leghista ultracattolico che accusa altri di “sciacallaggio politico e ideologico”. Se non fosse tutto drammaticamente legato ad un fatto di cronaca, ci sarebbe da ridere. Chissà se l’amico di famiglia intercettato dall’ANSA sia lo stesso amico di famiglia visto a Mattino Cinque pochi giorni fa, incapace di comprendere il significato di omotransfobia. Nel dubbio questo amico di famiglia infanga Ciro, definito come “uno che aveva problemi con la giustizia, e andava a firmare in caserma. Maria Paola dormiva ogni giorno in una casa diversa, non aveva neanche dove farsi la doccia, il problema era questo”.

Ma è chiaramente questa la strada che la destra sovranista e ultracattolica ha deciso di percorrere. Sviando l’informazione,  cancellando ogni traccia eventuale di ‘omotransfobia’, dando spazio e peso solo a chi vuole difendere chi è attualmente in carcere. Michele, il fratello che ha ucciso sua sorella. Ma sarà un processo a stabilire i fatti, le verità, le menzogne di questa brutta storia. Mario Adinolfi, in tal senso, insiste. “La famiglia di Maria Paola ha in casa uno zio gay, omofobi de che? Emerge giorno dopo giorno con maggiore chiarezza lo sciacallaggio di chi ha provato a strumentalizzare una tragedia familiare per far passare la legge Zan che proprio questa vicenda fa comprendere quanto sia pericolosa. Si scuseranno mai questi avvoltoi se dovessero scoprire che anche lo “speronamento” del fratello contro la povera Maria Paola non è mai accaduto?“.

Peccato che il gip di un tribunale abbia ufficialmente deciso diversamente.

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maschioroma 17.9.20 - 22:10

E' veramente sconcertante come tutti coloro che sono contro i gay e contro il mondo LGBT+ in generale appena vengono etichettati come omofobi replicano subito che non sono omofobi. E' come se uno si vantasse tutto il tempo dei suoi capelli biondi poi appena qualcuno lo chiama biondo si arrabbia.

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Franzc Dereck 17.9.20 - 20:18

Che dei mefitici personaggi come questi due esemplari della più infima categoria omofoba esistente aprano bocca per emettere flautulenze , è comprensibile . Mi risulta meno comprensibile che , su questo sito siano menzionati ogni due per tre ( termine mutuato dall'Accademia della Crusca).