È passato un anno da quando a Genova per la prima volta si è tenuto il Pride delle Parole, il festival culturale che indaga molti tra i temi cari alle comunità LGBTQIA+ e pone l’accento sulle voci letterarie queer che abitano il nostro tempo.
Curata da Alessandro Ferraro, assegnista di ricerca presso l’Università di Genova, con il supporto di Arcigay Genova e del Coordinamento Rainbow Liguria, la kermesse è stata inaugurata nel 2023 da un discorso di Walter Siti (lo abbiamo intervistato qui) sul rapporto tra letteratura e ingiustizia e ha visto alternarsi, a Palazzo Ducale, la poeta Giovanna Cristina Vivinetto; Tommaso Giartosio, pioniere della critica letteraria queer; gli scrittori Gianluca Nativo (Il primo che passa e Polveri sottili, entrambi editi Mondadori) e Luca Starita (Canone ambiguo e Pensiero stupendo, editi effequ); e l’italianista Johnny Bertolio, autore di Controcanone, Sottostorie e Le vie dorate, tre testi Loescher, che indagano il preziosissimo sottobosco della nostra letteratura, le penne e le (contro)tendenze che abbiamo a lungo ignorato nel segno della misoginia, del razzismo e dell’omofobia.

Il programma della seconda edizione del Pride delle Parole
Visto la calorosa partecipazione della prima edizione, Il Pride delle Parole torna anche quest’anno, l’8 e il 9 novembre. L’intervento inaugurale spetterà questa volta a Jonathan Bazzi, autore di Febbre e di Corpi Minori (Mondadori), che, in un secondo momento, insieme a Filippo Domaneschi ed Erica Manna, dialogherà anche intorno ai temi della violenza verbale e del linguaggio inclusivo.
Domaneschi, infatti, anch’egli professore all’Università di Genova, ha pubblicato un testo che indaga il lato oscuro del nostro codice comunicativo, l’insulto, le sue motivazioni e i suoi metodi. Si intitola Insultare gli altri e lo ha pubblicato Einaudi nella prestigiosa collana di saggistica Le Vele. Manna, invece, è una giornalista di «Repubblica» nonché autrice del podcast R-esistenze, che racconta i diritti negati e rivendicati.

Domenica 9, invece, a intervenire saranno Franco Buffoni, Giovanna Frene, Chiara Sfregola e Mattia Insolia. Il primo è poeta, critico, professore e romanziere, da sempre impegnato nell’analisi dei risvolti più irrisolti dei classici. I suoi Silvia è un anagramma (Marcos y Marcos) e Vite negate (FVE Editori), due tra i tanti libri firmati in quasi cinquant’anni di carriera e militanza, tolgono lo strato di polvere che risiede sulle esistenze e sulle parole di scrittori e personaggi noti costretti dalle leggi o dalle contingenze a nascondere il proprio orientamento sessuale. Con Buffoni, Giovanna Frene, invece, condivide il destino poetico, la vocazione al verseggiare. Nata ad Asolo, Frene è tra le poete italiane più riconosciute internazionalmente ed è stata finalista al Premio Strega Poesia con la silloge Eredità ed estinzione (Donzelli). Chiara Sfregola, di cui abbiamo spesso parlato, è una delle voci più influenti della letteratura queer italiana, sceneggiatrice e autrice di diversi libri: Signorina, Camera Single e L’estate verticale per Fandango Libri, una biografia di Anna Castelli Ferrieri per Giulio Perrone Editore e Stare al mondo, un pamphlet edito Einaudi che affronta il tema dell’ambizione e del potere. Mattia Insolia, classe 1995, è invece un promettente romanziere, che ha siglato due testi di grande successo: Gli affamati (Ponte alle Grazie) e Cieli in fiamme (Mondadori).
Le giornate saranno suggellate, poi, dai dj set rispettivamente di Fightingdiscotinha e di SocksLove e randomplay.
Il Pride delle Parole vanta il patrocinio del Comitato Pari Opportunità di Genova ed è organizzato in collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e DIRAAS.
