La Commissione Europea sta valutando la possibile cancellazione di Pro Vita & Famiglia dal Registro per la Trasparenza dell’UE, a seguito di un’interrogazione depositata a dicembre dall’europarlamentare Alessandro Zan. Al centro dei sospetti, i legami finanziari e politici tra l’associazione anti-abortista e il partito neofascista Forza Nuova, come emerso da un’inchiesta condotta da Simone Alliva sul quotidiano Domani.
La ricostruzione giornalistica aveva rivelato rapporti economici tra il fondatore di Pro Vita, Antonio Brandi, e il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore. In particolare, alcuni immobili riconducibili a Pro Vita sarebbero stati utilizzati per attività politiche del partito neofascista. Le transazioni, spesso opache e alimentate anche da fondi svizzeri, sono ora oggetto di verifica da parte del Segretariato UE.

Zan ha dichiarato che “è inaccettabile che esponenti del governo aprano le porte a organizzazioni eversive” e chiede chiarezza su possibili violazioni del codice etico del Registro, ricordando che Pro Vita figura tra i soggetti registrati presso le istituzioni europee.
Pro Vita si configura come onlus che supporta la formazione neofascista grazie anche alla complicità istituzionale del Governo Meloni. Tra i nomi chiave spicca quello di Paola Frassinetti, sottosegretaria all’Istruzione nel governo, storicamente vicina a Fratelli d’Italia, con un conclamato passato di estrema destra, e protagonista di una rete culturale che strizza l’occhio all’integralismo cattolico, oggi fortemente intrecciata con Pro Vita.
Nel frattempo, il Segretariato del Registro per la Trasparenza – composto da funzionari del Parlamento, del Consiglio e della Commissione – ha avviato un controllo di conformità. Se emergeranno violazioni rispetto al codice di condotta o dichiarazioni fuorvianti, Pro Vita & Famiglia potrebbe essere esclusa dal Registro UE.
Cos’è il Registro per la trasparenza dell’Unione Europea

Il Registro per la Trasparenza dell’UE è uno strumento che raccoglie informazioni sulle organizzazioni e i soggetti che cercano di influenzare i processi decisionali delle istituzioni europee. Iscriversi al registro è facoltativo, ma consente di accedere a incontri con i commissari, partecipare a consultazioni pubbliche e ricevere badge d’ingresso al Parlamento europeo. Le organizzazioni devono dichiarare obiettivi, finanziamenti e interlocutori. Se Pro Vita & Famiglia venisse cancellata dal registro, perderebbe questi privilegi e la possibilità di interagire ufficialmente con l’UE. L’esclusione rappresenterebbe un colpo alla sua legittimità e visibilità nelle istituzioni europee. La vicinanza della lobby ultra-cattolica alle formazioni neofasciste italiane e l’emersione dei suoi affari finanziari con esse potrebbero seriamente compromettere la posizione dell’associazione rispetto ai canoni di trasparenza politica richiesti dall’Unione.
